
martedì 29 dicembre 2009
lunedì 28 dicembre 2009
domenica 27 dicembre 2009
Dalla comunità di Dornholzhausen
caro Gusieppe,
cari amici della comunità di Biella,
siamo colpiti del messagio della morte del Signor Gustavo Buratti. La nostra tristezza è grande, perchè abbiamo perso un buon amico.
L'abbiamo consusciuto come un uomo d'un carattere straordinario, un interlocutore premuroso, che sentiva e capiva anche tra le parole cio che si voleva dire senza pronunsciato. L'abbiamo consusciuto come uomo affetuoso e dinamico che dava per i lavori nella comunità dei impulsi importanti durante decenni. Egli era l'esempio buono ache per noi a Dornholzhausen.
Voi e noi siamo due chiese fratelli con Signor Buratti come un pilastro fondamentale durante decenni. Rimaniamo addoloriati, perchè è passato l'aiuto che veniva da lui anche per noi.
Ciò nonostante, nella nostra tristezza c’è anche una grande gratitudine, perchè abbiamo avuto tra di noi un umo come lui. Vogliamo ringraziare al nostro Signore per tutto, cosa ci ha dato per mezzo del defunto: per l'affetto, il sostegno, la sicurezza, il coraggio e la lungimiranza che portava nella vita. La parola della Bibbia per il giorno di oggi, del 18.12.2009 dice: "L'Eterno, di oggi Dio ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiam fatto" (Giosue 24,17). Guesto è vero, è realta, l'abbiamo imparato e visto nella vita del Signor Gustavo Buratti. Egli rifeltteva per noi della carita del cuore del nostro Dio.
Il Signor Gustavo Buratti sapeva bene, che la vita non finisce con la morte, abbiamo il Signor Gesù Christo risorto della morte. Che ha promesso a dare ai suoi la vita nuova nel eternità.
Noi vi auguriamo di poter tenere fermo questa consolazione. Abbiamo fuducia che il Signore proteggerà la strada della vostra vita ache domani e tutti i giorni che verrranno, anche quando dovete camminare nel buio.
Avete fidicia, il Signore che ha superato la morte è sempre da Voi, è il buon pastore per Voi, per noi titti.
Chi salutiamo di cuore ed anguriamo un Natal benedetto.
Per la comunità die Dornholzhausen, la Vostra chiesa sorella
Andreas Fischer (Presybterio)
Stefan Schrick (pastore)
http://www.waldenserkirche.de/nachrichten/gustavo-buratti
sabato 26 dicembre 2009
QUANDO È NATALE?
E’ Natale ogni volta
che si asciuga una lacrima
negli occhi di un bambino.
E’ Natale ogni volta
che si depongono le armi
ogni volta che si firma un accordo.
E’ Natale ogni volta
che si interrompe una guerra
e si schiudono i pugni.
E’ Natale ogni volta
che si obbliga la miseria
ad andarsene via.
E’ Natale sulla terra
ogni giorno.
E’ Natale fratello,
quando c’è l’amore.
Anonimo
(tratto da:
In attesa del mattino, p. 121)
giovedì 24 dicembre 2009
mercoledì 23 dicembre 2009
TAVO BURAT - PREGHIERA DOLCINIANA
Diceva Dolcino:
"Per pregare Dio,
la chiesa consacrata non vale di più di una stalla di cavalli o di porci.
Si può adorare Cristo nei boschi come nelle chiese, anzi meglio."
PREGHIERA DOLCINIANA
Sogno una chiesa che marcia verso il suo Maestro.
Sogno una chiesa che perda il suo tetto,
ed al suo posto non abbia che il cielo,
le nuvole del sole ed il mite chiarore delle stelle.
Sogno una chiesa senza porta né serratura,
dove si possa entrare ed uscire liberamente,
perché il dentro ed il fuori sono un tutt'uno.
Sogno una chiesa che non lasci alcuno fuori dalla porta,
che non cerchi sicurezza e che non abbia chiave.
Sogno una chiesa i cui muri si dissolvano e si perdano,
così che la luce penetri da ogni lato; una chiesa nella libertà,
che non dia importanza a ciò che è,
né ai suoi limiti né alle sue frontiere;
una chiesa che offra in sacrificio a Dio i suoi muri ed il suo campanile, nella chiarezza luminosa dei cieli.
Sogno una chiesa trasparente come il vetro, ed anche di più, una chiesa che sia libera ed aperta quanto il mondo intero,
nella quale ognuno percorre gioioso e pieno di fiducia il proprio sentiero, in cammino incontro alla gente.
martedì 22 dicembre 2009
A TAVO
"Allegri, state allegri,
perchè io son col Padre".
Ma questo vuoto è grande,
e che peso il distacco
da un uomo come te.
Con l'entusiasmo ci travolgevi,
con la saggezza ci ristoravi.
Come un padre
a volte dicevi:
"Brava"
e mi appagava
la consapevolezza
d'aver fatto il dovuto
con te garante
della mia Fede.
Cercherò l'allegria
nelle cose che amavi:
nei tuoi monti
e nelle tue poesie.
Cercherò ancora
il tuo amore
nei minimi e negli ultimi
ch'erano nel tuo cuore.
Il Ricordo di Giuseppe Platone
non venisse centrifugata dagli imperativi del mercato. Tavo ci mancherà moltissimo. Mancherà alla sua famiglia, alla sua città, alla nostra chiesa, alla nostra società. Un intellettuale contro corrente, sapeva mettere insieme gli opposti nella difesa di valori importanti, essenziali, veri. L'avevo conosciuto ad Angrogna quando a metà degli anni settantà salì alle Valli valdesi con un gruppo di amici, partecipò al 17 febbraio e ci parlò di Fra Dolcino...era il suo grande tema che, con gli anni, è diventato anche nostro . Quanti ricordi in quelle giornate dolciniane di settembre e quanta calorosa accoglienza nei culti del suggestivo tempio di Pièdicavallo in piemontese, quando
intonava l'inno che non poteva mai mancare. Sapremo raccogliere la sua eredità così schiettamente schierata a favore dei deprivati? O faremo solo della retorica ? Tavo ci ha insegnato, sino al suo ultimo gesto, che nella testimonianza cristiana che annuncia il capovolgimento, che costruisce giustizia e condivisione, che bisogna giocarsi la faccia, che c'è una sola etica che vale in pubblico come nel privato, che Dio vuole autenticità in un mondo di menzogne in cui non si fa nulla senza un preciso tornaconto. Il Signore ha donato per tanti anni Tavo alla nostra chiesa e alla nostra società come messaggio profetico concreto, ci ha rilanciato, ci ha fatto sognare mille volte un mondo nuovo di giustizia e fraternità. Ci sia dato di non sciupare l'eredità morale, culturale e spirituale che Tavo ci lascia ma di proseguirla nell'attesa in cui saremo di nuovo insieme nella luce del Risorto. Purtroppo non posso oggi essere con voi per il funerale perchè chiudo ogni lunedì Riforma che per tanti anni ha ospitato i suoi scritti, le sue riflessioni e qualche sana polemica. Con mia moglie Daniela, con tutti i redattori e tanti amici che Tavo aveva sia a Torino che a Milano dove ora mi trovo, saluto con profondo affetto Bruna e i loro tre figli, chiedo al Signore di aiutarvi ad attraversare la stagione dolorosa della separazione da un uomo straordinariamente libero e fraterno.
Buon coraggio! Vostro Giuseppe Platone
lunedì 21 dicembre 2009
Ciao Tavo
venerdì 18 dicembre 2009
giovedì 17 dicembre 2009
MISTERO E REALTÀ TRA STATO SABAUDO E RIVOLUZIONE FRANCESE
RIVOLUZIONE FRANCESE
OCCHIEPPO SUPERIORE
VILLA MOSSA Venerdì 18.12 - Ore 21
La presentazione verrà accompagnata da immagini e riprese video.
mercoledì 16 dicembre 2009
"Presenza dei crocifissi in ogni aula scolastica"
Oggi siamo qui per dibattere una Mozione della minoranza di centro destra sulla salvaguardia del Crocifisso in specie nelle scuole statali in quanto da loro ritenuto simbolo che rappresenta in modo assoluto la identità e tradizione nazionale ed europea. Ciò in aperto contrasto con la inoppugnabile e limpida sentenza della “ Corte Europea dei Diritti dell’Uomo “ di Strasburgo che argomentando dettagliatamente - e appellandosi al rispetto reciproco - si è invece pronunciata contro la presenza di qualsiasi simbolo religioso in modo specifico nelle Scuole Pubbliche in quanto contrario al diritto di libera educazione religiosa. Una storica sentenza di condanna dello Stato italiano ma di assoluta laicità e di pieno rispetto delle persone e delle tradizioni religiose di tutti. E siccome è proprio da questa sentenza che nasce la mozione, essa non è eludibile dalla nostra analisi. E credo che si debba partire da questo dato prima di esprimerci, in quanto la questione se non sottovalutata o ridicolizzata non è affatto “ banale “ bensì “ fondamentale “ sia in termini culturali che di diritto e di democrazia.
* E’ risaputo che il volere appartenere a una qualsiasi fede religiosa si determina come libera scelta di coscienza. Quindi una scelta squisitamente personale che un individuo abbraccia in base a propri convincimenti e proprie sensibilità acquisiti e maturati nel tempo. Perciò non può essere imposta dall’alto da nessuno - ne inculcata subdolamente ne con la forza ricattatrice - tanto meno dal nostro Stato italiano che costituzionalmente risulta laico e non confessionale. Infatti in quanto Stato non rappresenta solamente i cattolici ma tutti i cittadini, tra cui quelli delle altre numerose confessioni, compreso gnostici, dubbiosi, atei. Per cui rispetto a ciò “ Laicità “ significa che tutte le confessioni religiose sono uguali e sullo stesso piano e che nessuna rappresenta lo Stato italiano e viceversa.
* Personalmente, la questione della logicità o meno se nelle Scuole Pubbliche deve essere esposto solo il crocifisso - primario simbolo religioso della chiesa cattolico romana - l’avevo affrontata e approfondita sin dagli anni Ottanta e - da credente - arrivai alla conclusione che onestamente - non solo per questioni di principio - ciò non era giusto ma assurdo. Cioè una forzatura e un privilegio “ discriminanti “ accordati a discapito di chi non lo condivide o professa un’altra fede.
* Per essere più chiaro in questo senso mi associo alle parole di Sergio Romano - editorialista al Corriere della Sera - che afferma: “ Oggi nell’attuale società il simbolo religioso del crocifisso, destinato a creare un clima di fratellanza e spirituale concordia, è diventato simbolo di differenza e separazione. Vi sono luoghi e momenti in cui una fede religiosa ha il diritto di affermare i propri valori e proclamare ad alta voce le sue verità. Ma fra questi luoghi non deve esserci la scuola pubblica. Qui tutti gli alunni devono essere uguali. Con gli stessi obblighi, gli stessi diritti, le stesse aspettative e devono essere valutati con gli stessi criteri. Nelle scuole pubbliche non può esservi posto per simboli di nessuna religione in quanto essi dividono anziché unire. Queste le ragioni per cui, indipendentemente dalla sentenza di Strasburgo, è giusto rimuovere il crocifisso dalle scuole “ .
* E ancora per riflettere ecco la testimonianza di Marco Riva di Milano: “ Sono volontario presso una importante realtà privata di assistenza gestita dai frati Cappuccini. Per loro volontà nei locali frequentati quotidianamente da molte persone di etnie e religioni diverse non è esposto nessun simbolo religioso - nemmeno il crocifisso - in segno di rispetto verso chi non è cristiano. Il vero senso di cristiano è però testimoniato dall’esistenza stessa di questa opera e dal fare di molti che impiegano il loro tempo come volontari. Mi viene un dubbio: non è per caso che molti di coloro che alzano oggi la voce in difesa dell’esposizione del crocifisso preferiscono averlo davanti agli occhi piuttosto che nel loro cuore ? “.
* E sempre sulla tematica ecco altri succinti pensieri di significative voci cristiane:
- Ecco cosa sottolinea un sacerdote cattolico di Catania: “ La croce non si appende, si carica sulle spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo “.
- E la teologa Marinella Perroni dice: “ Senza la Bibbia il richiamo al crocifisso è ambiguo. Il modo in cui nel nostro paese s’è affrontata la questione dimostra che l’Italia è la prima e ultima provincia del Vaticano. Al posto di queste polemiche serve un discorso serio sullo stato della fede nel paese “.
- Le Comunità Cristiane di Base hanno lodato la sentenza di Strasburgo ricordando che don Milani nella sua scuola di Barbiana tolse il crocifisso dalle aule dicendo: “ Meno croci e più Vangelo “
- E la pastora cristiana della chiesa valdese Maria Bonafede a tal proposito afferma: “ Se non c’è nessun simbolo ci sono tutti, perché ognuno può pregare il suo Dio, essere sensibile alla religione senza bisogno di avere appiccicato al muro il senso della sua fede “.
- E don Giovanni Perini della Caritas biellese puntualizza e si chiede: “ Se tolgono i crocifissi dalle scuole - ci si può dolere - ma si perde qualcosa di essenziale alla fede cristiana ? “
* A questo punto in conclusione e sinteticamente vorrei almeno ricordare che:
1° - Questa tradizione è stata imposta per legge durante l’epoca sabaudo / fascista quando i re erano tali solo “ per Grazia di Dio e volontà della Nazione “ sin dal regno di Sardegna nel 1860
2° - Il Concordato tra regime dittatoriale fascista e chiesa cattolica è stato revisionato nel 1984
quando come da Costituzione è stata sancita la laicità e neutralità dello Stato rispetto alle religioni.
3° - Oggi nessuna legge della Repubblica Italiana impone il crocifisso nelle Scuole Pubbliche.
4° - Sulla teoria della identità cristiana dell’Europa rammento che lo stesso Parlamento europeo la discusse negli scorsi anni ma non la ratificò - ne la inserì o la contemplò, in quanto per molti le radici culturali europee in verità affondano nella cultura greco - ellenista e/o in altre.
5° - Sulla salvaguardia delle tradizioni è bene ragionare, ma fondamentale è per quali fini e con quali metodi si concretizza. Per un confronto aperto - dialogante - solidale, o per alzare pericolosi nuovi muri che biasimano culture e fedi diverse sino a negare la dignità umana di altri fratelli ?
* Mi fermo qui avendo volutamente soffermarmi sui principali aspetti della sentenza della “ Corte Europea dei Diritti dell’Uomo “. Una sentenza centrale e non glissabile che tende a stimolare la attuazione di una scelta di reale civiltà in termini di razionalità culturale, libertà e uguaglianza per tutti. In definitiva anch’io sono convinto che la principale posta in gioco che si dibatte - al di là di subculture e integrismi - è incentrata sul valore primario della laicità della sfera pubblica rispetto all’ambito spirituale privato.
Aldo Fappani
martedì 15 dicembre 2009
Claudiana remainder
È stata attivata una nuova sezione denominata Claudiana remainder con 105 titoli diversi.
Inevitabilmente, producendo 40-50 novità all’anno, una casa editrice deve eliminare titoli dal catalogo.
Per facilitare questa operazione, è stato deciso di riservare ai clienti del sito e delle librerie Claudiana la possibilità di acquistare questi volumi in via di esaurimento con lo sconto straordinario del 75%.
Il catalogo qui
lunedì 14 dicembre 2009
Sindone, ovvero come accalappiare turisti
Con perfetta tempestività, data l’annunciata «ostensione» della Sindone di Torino, l’archeologa vaticana Barbara Frale ha pubblicato due libri di «scoperte» cui i media hanno dato grande rilievo. Non potendo più contestare direttamente i risultati della prova scientifica del Carbonio 14, che ha datato il telo alla prima metà del XIV secolo, si cerca ora di riesumare vecchie presunte «scoperte» per mantenere vivo l’interesse del pubblico e rimettere in discussione l’antichità e l’autenticità del reperto.
domenica 13 dicembre 2009
venerdì 11 dicembre 2009
giovedì 10 dicembre 2009
mercoledì 9 dicembre 2009
Protezione per l’artista africano Réné Bokoul, emarginato e indigente a Torino
Illustrissimo sindaco di Torino Sergio Chiamparino,
siamo Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne.
Le segnaliamo la drammatica situazione di Réné Bokoul, artista che si è rifugiato in Italia dal Congo nel 2006, ottenendo asilo, ma nessun sostegno umanitario. Réné Bokoul è uno dei più importanti artisti africani viventi, considerato un caposcuola nel suo Paese, nonostante la giovane età. Fino allo scoppio della guerra che l'ha costretto a riparare fuori dal Congo, Bokoul aveva un ruolo assolutamente centrale nella cultura e nell'arte africana. Artista del Presidente della Repubblica, ha tenuto mostre di prima importanza. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali pubbliche e private. Eppure oggi, a causa di un clima di razzismo e intolleranza che è ormai diffuso ovunque, questo grande artista africano vive senza casa, senza mezzi di sostentamento, come un mendicante.
lunedì 7 dicembre 2009
Non privatizziamo l'acqua
A pochi giorni dalla XV Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che si svolgerà tra il 5 e l'8 dicembre, un dibattito parlamentare stretto nei tempi e disattento al confronto della società civile ha privatizzato la gestione di una preziosa risorsa naturale come l'acqua. Per i credenti in generale e i cristiani in particolare l'acqua non è solo una fondamentale risorsa naturale ma anche un dono che Dio elargisce ai suoi figli, alle sue figlie ed al suo creato perché si rigeneri e nutra le sue creature.
venerdì 4 dicembre 2009
Zucche e trattati
Mentre in Italia si raccolgono le firme contro la sentenza del tribunale europeo di Strasburgo, contraria all’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, l'1 dicembre è entrato in vigore il Trattato di Lisbona sul funzionamento dell’Unione europea. In realtà, almeno in Italia, questa grande novità politica ed istituzionale è passata assolutamente in silenzio, sostanzialmente ignorata dai grandi media, quasi che si trattasse di un passaggio puramente formale di ingegneria istituzionale. Che gli italiani – a partire dalla classe dirigente - si sentano poco europei non è una novità; che anche il mondo della cultura e il sistema della comunicazione di massa abbiano ignorato la rilevanza del Trattato di Lisbona e il suo significato politico dà la misura di un preoccupante provincialismo culturale.
Il Trattato, come noto, è frutto di una faticosissima mediazione e non ha lo status di una vera "costituzione europea" come pure qualcuno aveva sognato. Tuttavia delinea un "patto" tra popoli e governi del vecchio continente e rafforza i poteri dell’Unione su importanti settori delle politiche interne dei singoli stati membro; inoltre, istituendo la figura di un "ministro degli esteri", propone la UE come soggetto politico internazionale animato da una propria visione e strategia politica.
giovedì 3 dicembre 2009
Testamento Biologico - Sportello pubblico a Milano
mercoledì 2 dicembre 2009
AltroNatale 2009
martedì 1 dicembre 2009
lunedì 30 novembre 2009
domenica 29 novembre 2009
venerdì 27 novembre 2009
ATEISMO PRATICO E IMPEGNO DEI CREDENTI

Leo Sandro Di Tommaso

Leo Sandro Di Tommaso, insegnante e ricercatore, ha pubblicato saggi di medievistica (Comunità cittadina e potere signorile nell'Aosta medievale in Aosta; La vicenda storiografica delle franchigie aostane), e ricerche sulla dissidenza religiosa (La Riforma protestante in Valle d'Aosta. Una lunga e silenziosa resistenza tra guerra e neutralità armata in un crocevia dell'Europa; Calvino ad Aosta. Nascita e sviluppo di una leggenda politico-religiosa; Valdesi in Valle d'Aosta. Percorsi religiosi e culturali di una minoranza religiosa radicata nel territorio [1848-1950, 1951-2001]). I saggi sulla Riforma e su Calvino sono confluiti, dopo una puntuale revisione e con l'aggiunta della prima parte, nel volume che ora avete sotto mano. L'autore è membro del CRISM (Centro di Ricerca sulle Istituzioni e le Società Medievali) e del gruppo valdostano di corrispondenza del Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino. Ha tenuto conferenze e scritto articoli di carattere storico, teologico e letterario, tra cui: Airesis/Eresia: le vie della ricerca della verità nelle eresie. I casi del valdismo e del catarismo; Il dissenso religioso in Valle d'Aosta in tre fasi cruciali della storia europea. Dalla devianza stregonica alla presenza valdese (secolo XII-metà del secolo XIX). Due saggi sono stati pubblicati nei Seminari della Fondazione Federico Chabod, di cui è stato presidente.

giovedì 26 novembre 2009
Il Paese dell'acqua ribelle
Repubblica — 15 novembre 2009 pagina 38 sezione: CRONACA
mercoledì 25 novembre 2009
martedì 24 novembre 2009
Cahiers de chansons nelle valli valdesi
"Cahiers de chansons nelle valli valdesi"
Serata di canti a cura del gruppo di canto popolare di Villar Pellice (To). Il gruppo illustrerà attraverso il canto e coinvolgendo il pubblico, una ricerca condotta in alta val Pellice.
La serata si colloca nel quadro della promozione delle lingue minoritarie finanziata dalla Regione Piemonte all'interno della L/482/99 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche". Ingresso libero.
Venerdì 27 novembre 2009 - ore 20,45
nella sala del teatro valdese di Rorà (To)
lunedì 23 novembre 2009
domenica 22 novembre 2009
Ammissione di Claudio
Con gioia la comunità valdese di Biella annuncia che oggi, 22 novembre 2009, il fratello Claudio Vaccaneo è stato accolto come membro di chiesa nella nostra comunità; la cerimonia di accoglienza, semplice e partecipata, è avvenuta durante il culto domenicale alla fine del quale la comunità si è stretta intorno a Claudio in un'agape fraterna.
venerdì 20 novembre 2009
Cittadinanza e fatto religioso
giovedì 19 novembre 2009
L’acqua, bene comune
L'Unione Battista esprime grande preoccupazione per una decisione che sottrae alla gestione pubblica, che è al servizio del cittadino, un bene che appartiene a tutti e lo affida alla gestione privata il cui obiettivo, pur con le limitazioni e le garanzie previste dalle legge, è sempre il profitto. Persino il padre dell'economia liberista, Adam Smith, riconosce che lavorare per il proprio profitto non garantisce automaticamente un buon servizio alla comunità!Rendendo proprietà privata gli elementi costitutivi della vita, come nel caso dell’acqua, il governo demanda ad altri compiti che sono specifici della pubblica amministrazione. E, ancora una volta, la decisione colpisce i soggetti economicamente più deboli, come è già avvenuto nelle città di Cochabamba (Bolivia) o Parigi le quali, dopo aver sperimentato la gestione privata dell'acqua, hanno deciso di fare marcia indietro.Consapevole che la privatizzazione di una delle risorse più preziose compromette anche i valori della condivisione, della cooperazione e della partecipazione, valori che sono alla base della fede cristiana, l'Unione Battista esorta le chiese a prendere coscienza di questo grave problema aderendo alle sollecitazioni non-violente dei movimenti a difesa dell’acqua pubblica.
Presidente dell’Unione Cristiana Evangelica
Battista d’Italia
mercoledì 18 novembre 2009
martedì 17 novembre 2009
lunedì 16 novembre 2009
Fra Alberto, fabbro ed eretico apostolico, seguace di Dolcino e Margherita
venerdì 13 novembre 2009
Bhopal, India: 25 anni di ingiustizia
Dal 2 al 6 novembre 2009 la Sezione Italiana di Amnesty International e Greenpeace Italia hanno ospitato il «Bhopal bus tour». Una delegazione di sopravvissuti al disastro avvenuto nella città indiana nel 1984 è giunta in Italia e ha preso parte a una serie di manifestazioni, iniziative e incontri pubblici a Roma e Milano, con l’obiettivo di riportare sotto i riflettori dell’opinione pubblica una tragedia che causò la morte di circa 25.000 persone e che ancora oggi, dopo 25 anni, resta drammaticamente attuale.
giovedì 12 novembre 2009
"La beidana. la sua storia e le antiche tecniche di forgiatura"
Via ex deportati ed internati, 24
Luserna San Giovanni - ore 21:00
"La beidana. la sua storia e le antiche tecniche di forgiatura".
Interventi di: Giorgio Dondi, Accademia di San Marciano, studioso di armi antiche;
Marco Fratini, Fondazione Centro culturale valdese;
Pino Costa, forgiatore di beidane in borgata Lantaret
di Luserna San Giovanni.
mercoledì 11 novembre 2009
Ancora sul crocifisso: tra pagani padani, Asterix, mosci PD, vescovi urlanti e Giovanna la Nonna del Corsaro Nero
Per me che sono cristiano (come ci tengo sempre a puntualizzare: non cattolico ma valdese), questo dibattito sul crocifisso è particolarmente avvilente.
Spesso chi difende a spada tratta il simbolo è profondamente anticristiano (basti pensare alle bestemmie di Ignazio La Russa che invocava la morte per la Corte europea o ai pagani de noantri con simpatie para-nazistoidi alla Borghezio inzuppato di riti celtico-padani o a quella pagliacciata del dio Po oppure al matrimonio druido di Calderoli...
martedì 10 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Bidoni
domenica 8 novembre 2009
Lettera di un pediatra sulla "nuova influenza"
Cari genitori,
ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.
La mia risposta è NO! Un "no' motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un "no" controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti: avranno le loro ragioni.
L'epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l'unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell'influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.
Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola -pandemia - fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l'A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).
Non deve meravigliare: purtroppo si può morire, e si muore, di influenza se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani. Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell'inverno australe (che coincide con l'estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell'inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno "normale" i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.
La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.
Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l'influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l'influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l'influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni. Perché allora il panico?
Quanto successo nei Paesi dell'Emisfero australe ci rassicura: l'influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E' un tipico esempio di "invenzione delle malattie" ( disease mongering ). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l'influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si trattò di un gravissimo errore prognostico?
Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l'attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.
I medicinali funzionano?
Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l'azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell'influenza. Né va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l'Oseltamivir contro l'A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.
I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l'Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un'attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.
Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l'influenza stagionale, sappiamo che ha un'efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani. Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l'influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un'epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un'influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l'errore del 1976.
Un'altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.
Come curarsi?
Per curare l'influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l'uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell'epidemia.
Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.
venerdì 6 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
Crocifisso. Altre reazioni protestanti alla sentenza della Corte Europea
La presidente dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), la pastora Anna Maffei, si dice non affatto offesa da tale sentenza: “Ridurre Cristo crocifisso in un segno di appartenenza che marca il territorio di uno Stato e difenderlo come simbolo nazionale significa aver completamente travisato la fede cristiana. Cristo si affidò ad una parola nuda da annunciare, non a simboli nazionali da preservare. I cristiani dovrebbero farsi portatori disarmati di questa parola e non pretendere niente".
Il pastore Holger Milkau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), invitando al confronto sereno e dialogico, sostiene che "lo spazio pubblico non è il luogo dove esprimere prepotenze. Ovviamente la croce e il crocifisso sono simboli fondamentali del cristianesimo, ma non devono diventare motivo per oppressioni o liti".
Positivo anche il giudizio del teologo valdese Paolo Ricca citato da "Il Manifesto" di oggi: “Ritengo la sentenza della Corte Europea un provvedimento giusto. In una situazione di pluralismo religioso mi sembra che tale decisione debba essere adottata anche negli uffici pubblici, come le aule dei tribunali, e non solo in quelle scolastiche”.
Anche l'Alleanza evangelica Italiana (AEI) con un comunicato diffuso oggi valuta "molto positivamente" la sentenza della Corte Europea.
L'"Associazione 31 Ottobre per una scuola laica e pluralista degli evangelici italiani" ritiene che questa sentenza sia un'opportunità per il nostro paese di "sprovincializzarsi". Il suo presidente, Nicola Pantaleo, ha dichiarato: "Sostenere che il crocifisso costituisce un dato culturale e storico più che religioso, connaturato all’italianità, è dire il falso e forzare l’evidenza dei fatti. Si dimentica che esso è stato imposto dal fascismo assieme al ritratto del Duce e alla dichiarazione del cattolicesimo come religione di Stato con tutte le perniciose conseguenze che ne sono derivate per la libertà del nostro paese. Si dimentica altresì che la revisione del Concordato del 1984 ha modificato sensibilmente la situazione, cancellando la religione di Stato e rendendo facoltativo l’insegnamento della religione cattolica. Sappiamo che molto difficilmente vedremo i crocifissi rimossi dalle aule nel prossimo futuro ma resta intatto il riconoscimento di un principio sacrosanto in una società moderna e multiculturale, quello per cui nozioni, simboli e riti di una determinata fede religiosa non possono abitare nei luoghi aperti a tutti, che siano scuole, ospedali, uffici o tribunali".
mercoledì 4 novembre 2009
UNA SENTENZA A TUTELA DELLA LAICITA' E DELLA LIBERTA' DI TUTTI
3 novembre 2009
martedì 3 novembre 2009
Il muro di Berlino è solo un ricordo?
(Tilman Hachfeld) Il 27 settembre, per la prima volta, hanno votato per eleggere il Parlamento federale tedesco anche persone nate dopo la caduta del Muro che una volta divideva la Germania. Sono già passati vent’anni dalla caduta di quella barriera! Per i più giovani, quell’epoca appartiene a un passato lontano.
lunedì 2 novembre 2009
Petite chronique des Escartons
Incontro dal titolo "Escartons: mito, storia, montagna".
venerdì 30 ottobre 2009
31 Ottobre 1517 - La Riforma Protestante
Ogni anno le chiese protestanti ricordano quel 31 ottobre 1517 quando Lutero affisse le sue 95 tesi a Wittemberg, aprendo il dibattito sulle indulgenze e poi sulla riforma della chiesa. Che la chiesa debba sempre rinnovarsi per esser fedele al Vangelo di Cristo è fuori di dubbio ma di che natura è questo rinnovamento? Si tratta di un riformismo formale, di una nuova forma di vita (ri-forma), di una restaurazione della forma originaria? E in secondo luogo che posto occupa il papa in questo processo?
giovedì 29 ottobre 2009
mercoledì 28 ottobre 2009
“Parole flambé”
Torre Pellice (To) – dal 31 ottobre al 5 dicembre 2009
“Parole flambé”
6 serate letterarie ed enogastronomiche promosse da Ristorante Flipot e Libreria Claudiana
6 incontri informali per conoscere i migliori autori italiani
Dal 31 ottobre al 5 dicembre, Torre Pellice (To) torna a essere piccola grande capitale del libro e della buona cucina.
ll Ristorante Flipot di Gisella e Walter Eynard e la Libreria Claudiana organizzano insieme la prima edizione di una rassegna letteraria ed enogastronomica con un titolo programmatico: “Parole flambé”.
6 serate all’insegna dell’enogastronomia e della narrativa. Una letteratura che ricorda e riscopre episodi oscuri (dagli scontri fra civiltà e religioni, agli anni bui del terrorismo, al coinvolgimento italiano nelle dittature sudamericane). Una letteratura che illumina, fatta di parole e disegni che bruciano.
Protagonisti indiscussi della manifestazione saranno gli autori, che incontreranno lettori e appassionati alla Libreria Claudiana in piazza Libertà 7 (alle 18) per un incontro-aperitivo a ingresso libero e gratuito, al quale seguirà una cena a tema, prezzo speciale e per veri gourmet (alle 20) nelle sale del prestigioso Ristorante Flipot, in corso Antonio Gramsci 17. Walter Eynard è uno dei più importanti chef italiani, da decenni gestore del celeberrimo ristorante già due stelle della guida Michelin. Con questa rassegna la libreria Claudiana festeggia anche il primo anno di nuova gestione.
Si inizierà sabato 31 ottobre con l’anteprima della “Guida al vino quotidiano 2010” di Slow Food, presenti i curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni.
Venerdì 6 novembre, a pochi giorni dall’uscita e a 40 anni dalla strage, Matteo Fenoglio e Francesco Barilli presenteranno la loro graphic novel “Piazza Fontana”. Con loro ci sarà Fortunato Zinni ,oggi Sindaco di Bresso (Mi) e nel 1969 funzionario della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano.
Venerdì 13 novembre, a incontrare lettori e curiosi sarà Laura Trossarelli, residente a Torre Pellice, autrice di tre romanzi di successo che si stanno facendo conoscere in tutta Italia.
Giovedì 19 novembre sarà la volta di Alessandro Perissinotto. L’autore torinese presenterà il suo ultimo romanzo, appena pubblicato: “Per vendetta”. I fatti si svolgono nell’Argentina dei nostri giorni, ma le ferite sono quelle lasciate dalla dittatura militare.
Sabato 28 novembre incontreremo Simone Sarasso, ormai affermato autore novarese, con la sua “Trilogia sporca dell’Italia” (Marsilio) e la nuovissima storia a fumetti “United we stand”.
Sabato 5 dicembre, presso il tempio valdese di Torre Pellice (via Beckwith 4), il collettivo Wu Ming presenterà il suo ultimo e attesissimo romanzo (sequel del best seller Q): “Altai”.
Info:
Libreria Claudiana
piazza Libertà 7 – Torre Pellice
Tel. 0121 91422
martedì 27 ottobre 2009
lunedì 26 ottobre 2009
sabato 24 ottobre 2009
CALVINO ANCORA IN GIRO
venerdì 23 ottobre 2009
La difficile arte del governo dell'acqua
Ordinario di diritto pubblico alla Federico II di Napoli
Negli ordinamenti giuridici positivi dell'Europa continentale, come è noto, vale il principio che può così sintetizzarsi: «la forma è sostanza» ovvero la forma caratterizza la fattispecie concreta.
Le recenti vicende dell'acquedotto pugliese, conclusesi con le dimissioni del presidente Riccardo Petrella, hanno origine proprio dalla dicotomia forma-sostanza e dall'erronea convinzione di chi sostiene che tale dicotomia sia alla base di una sterile disputa tra tecnici del diritto, priva di effettive conseguenze sul piano giuridicoeconomico.
Secondo tale orientamento la società a capitale interamente pubblico e l'ente pubblico rappresenterebbero due forme giuridiche del tutto interscambiabili e utilizzabili entrambe a discrezione della pubblica amministrazione.
Coloro che sostengono tale tesi ritengono poi che si possa legittimamente sostenere che la gestione dell'acqua resterebbe pubblica tanto nel caso di utilizzo dell'ente pubblico quanto nel caso di utilizzo della Spa a capitale interamente pubblico.
Non mi sento di condividere tale impostazione, credo che la società interamente pubblica configuri un monstrum difficilmente gestibile e orientabile nel tempo al perseguimento degli interessi pubblici. Proverò a spiegarne i motivi.
In Italia, la legislazione vigente è stata condizionata dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia che, trovandosi a decidere su casi concreti, ha legittimato l'affidamento del servizio senza gara solamente nel caso del cosiddetto in house providing, ovvero di affidamento diretto ad una Spa a capitale interamente pubblico.
L'esclusione della gara ritenuta legittima dalla Corte non influisce in nessun modo sulla natura giuridica delle società a capitale interamente pubblico: si tratta, in ogni caso, di società di capitali sottoposte alle regole del diritto commerciale, per quanto attiene agli scopi, agli organi di governo, ai controlli; di strutture che, proprio per la loro natura privatistica, orientano l'efficienza verso la produzione di profitti piuttosto che verso la coesione economico-sociale.
Uno dei presupposti richiesti dalla Corte di Giustizia per poter ricorrere a questa forma di gestione è che tra l'ente locale e la Spa pubblica ci sia un rapporto di dipendenza, nel quale la società si ponga quale ente strumentale della pubblica amministrazione.
Tuttavia, di fatto, ciò non si realizza mai: è difficile immaginare che tra pubblica amministrazione e società concessionaria non sorga un rapporto di netta e sostanziale alterità, nel quale il controllo si riduce a profili di carattere esclusivamente formale.
Con il tempo tende a consolidarsi un rapporto fondato sull'autonomia, la società può ampliare progressivamente il proprio oggetto sociale estendendolo ad altri servizi. Si pensi poi alla possibile apertura della società ai mercati finanziari, all'espansione territoriale delle attività in Italia e anche all'estero, ai poteri conferiti al consiglio di amministrazione senza alcuna verifica sulla gestione da parte della pubblica amministrazione. Le strade si separano e la società tende, per sua natura, a esercitare poteri che evidenziano la sua autonomia nei confronti degli azionisti. Il controllo esercitabile dall'amministrazione si limiterebbe ai provvedimenti consentiti dal diritto societario alla maggioranza dei soci. Una siffatta articolazione organizzativa e strutturale della società in house providing, oltre a eludere la regola generale dell'affidamento a un soggetto terzo mediante gara pubblica, finisce anche per non attribuire all'ente proprietario il necessario potere di ingerenza e di effettivo condizionamento delle attività di organizzazione e erogazione del servizio.
Il modello societario, secondo le previsioni dell'ordinamento giuridico, non si presta a essere utilizzato ai fini della realizzazione di una società in house; la presenza di vincoli di incedibilità delle quote di proprietà pubblica e l'aggiunta di patti parasociali non costituiscono una sufficiente garanzia di controllo. La recente riforma del diritto societario ha rafforzato ulteriormente la relativa vocazione imprenditoriale e lucrativa.
L'esistenza di alcune leggi speciali che prevedono la costituzione di società senza scopo di lucro non fa altro che confermare al contrario i principi codicistici. Inoltre, la Spa interamente pubblica contiene in sé una forte contraddizione, infatti, l'affidamento in house, come è noto, si giustifica soltanto se l'ente pubblico, attraverso la Spa, possa perseguire i propri obiettivi pubblicistici; tuttavia ciò non è verificabile nel nostro ordinamento, nel quale l'istituto societario non ammette scopo diverso da quello speculativo. Il codice civile attribuisce inderogabilmente la gestione dell'impresa agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale.
In conclusione la forma della Spa configura un modello molto distante da quello della gestione pubblica; con il modello societario chi gestisce l'acqua ne diviene il vero proprietario, riproponendo la vecchia disputa tra proprietà formale e proprietà sostanziale. Il legislatore italiano, dunque, per evitare la frammentazione dell'istituto proprietario, con un'immediata ricaduta sulla tutela dei diritti fondamentali, ripensi al più presto alla reintroduzione dell'azienda speciale, esca dall'ipocrisia proprietà-gestione e dal tunnel di mostruosità giuridiche. Occorre un ente in grado di governare l'acqua e non semplicemente di gestirla, consapevole di governare un servizio non orientato al mercato; un ente che pensi anche alle «perdite delle condutture», ma non solo, la cui azione si ispiri, tra l'altro, ai principi di efficienza, efficacia e economicità, finanziato attraverso meccanismi di fiscalità generale, oltre che attraverso i normali meccanismi tariffari. Si compirebbe un grave errore di prospettiva se si volesse sopperire al fallimento delle riforme della pubblica amministrazione, tentate negli anni novanta, con un uso improprio della società di capitali, nell'illusione che ciò possa realizzare qualità, sviluppo e efficienza.
giovedì 22 ottobre 2009
ORA ISLAMICA? MEGLIO UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA
di Maria Bonafede
mercoledì 21 ottobre 2009
Lacio drom, pral
La strada attraversa il paese di Rosazza, dove grazie alla complicità di un semaforo rosso, possiamo ammirare stupefatti l’architettura fatta di proporzioni esoteriche arricchite da simboli massonici, celtici, austroungaricoborbonici e… sesanò.
martedì 20 ottobre 2009
13-14 novembre 2009 - Dove va la Bioetica italiana?
Milano, Società Umanitaria
Via Francesco Daverio, 7 - Milano
13-14 novembre 2009
Fondata dal neurologo Renato Boeri nel 1989, da 20 anni la Consulta di Bioetica Onlus è una delle principali Associazioni che fa sentire una voce laica sui temi di bioetica ed ha assunto rilievo a livello nazionale e internazionale per la libera e costante partecipazione dei maggiori studiosi di bioetica e di autorevoli professionisti impegnati nella crescita culturale. Diversamente da altre Associazione che svolgono compiti meritori in direzioni diverse, la Consulta si è dedicata all’elaborazione di idee e di atteggiamenti da diffondere tra gli studiosi, operatori e tra la gente tutta. Per questa sua attenzione all’elaborazione culturale è stata a volte tenuta lontano dai centri di potere ed altre contrastata dai conservatori, ma si è distinta per la presenza attiva nel lanciare una bioetica laica. In questa prospettiva sin dal 1990 ha proposto la Biocard, ossia il primo modulo di testamento biologico avanzato in Italia, che è stato poi ripreso anche da altre Associazioni fino a diventare tema di un dibattuto disegno di legge. Sin dall’inizio si è impegnata nella pubblicazione di Bioetica.