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martedì 23 marzo 2010
venerdì 4 dicembre 2009
martedì 13 ottobre 2009
martedì 28 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
AOSTA: "PAROLA" E MUSICHE
AOSTA
Inizio ore 21. Ingresso libero.
TEMPIO VALDESE – Via Croix de Ville, 11.
In collaborazione con
ORCHESTRA DA CAMERA D'AOSTA
TEMPIO VALDESE – Via Croix de Ville, 11.
In collaborazione con
ORCHESTRA DA CAMERA D'AOSTA
“Parola” e Musiche
al Tempio Valdese
Seconda edizione - Estate 2009
Venerdì 24 luglio
Alex Elia e Luigi D'Urso, trombe - Federico Ragionieri, organo
Musiche di Albinoni, Corelli, Telemann, Vivaldi.
Venerdì 14 agosto
Morena Sirni, soprano - Daniele Di Tommaso, baritono -
Alex Elia e Luigi D'Urso, trombe - Federico Ragionieri, organo
Musiche di Albinoni, Corelli, Telemann, Vivaldi.
Venerdì 31 luglio
Giorgio Carlin, organo
Musiche di Buxtehude, Cima, Frescobaldi, Gabrieli, Muffat, Sweelinck
Giorgio Carlin, organo
Musiche di Buxtehude, Cima, Frescobaldi, Gabrieli, Muffat, Sweelinck
Venerdì 14 agosto
Morena Sirni, soprano - Daniele Di Tommaso, baritono -
Bruno Manassero, organo
Musiche di Albinoni, Fauré, Gounod, Mozart, Rossini e Vivaldi.
Musiche di Albinoni, Fauré, Gounod, Mozart, Rossini e Vivaldi.
mercoledì 29 aprile 2009
giovedì 2 aprile 2009
VI CONVEGNO Progetto Anziani Musicoterapia
Firenze, 16-17 maggio 2009
in collaborazione con CSD casa di riposo “Il Gignoro”
LA CANZONE IN MUSICOTERAPIA
in collaborazione con CSD casa di riposo “Il Gignoro”
LA CANZONE IN MUSICOTERAPIA
L'uso della musica nelle strutture che accolgono persone anziane (RSA, centri diurni) è una modalità consolidata che contribuisce al benessere degli ospiti.
Nel VI convegno del PAM intendiamo dare rilievo a una pratica, talvolta messa a margine nelle musicoterapie, che trova ampia applicazione nel ventaglio delle proposte di cura rivolte agli anziani, in particolare con problemi di tipo cognitivo, per la consistenza dei risultati che è in grado offrire. Nella nostra esperienza abbiamo incontrato tante persone in condizioni estremamente gravi che "se la cantano". È un loro modo per sentirsi vive? Per far sentire che sono vive? Per liberarsi da una dimensione corporea troppo gravosa? Quante altre ipotesi possiamo applicare a questa forma, innanzitutto, di "autoterapia"? Si proporrà quindi un esame di tale pratica, del suo utilizzo in una relazione d'aiuto, delle tecniche che implica e dei repertori usati o da costruire. Si promuoveranno riflessioni e analisi di musiche, testi, forme, con la presentazione di esperienze e tutto ciò che possa far emergere le potenzialità del mezzo. Possiamo senza dubbio affermare che la canzone se "agìta" con estrema attenzione e sensibilità può essere un modo per comunicare anche con la persona demente intraprendendo con essa percorsi di attivazione e integrazione.
Può essere impiegata nell'assistenza quotidiana per avvicinare l'ospite o il nostro caro come può essere indispensabile al musicoterapeuta esperto che in modo del tutto "spregiudicato" è in grado plasmarla continuamente in ogni suo aspetto nel "dialogo sonoro". Può inoltre essere elemento fondamentale nella realizzazione di contesti stimolanti e al tempo stesso rassicuranti per la persona disorientata. L'iniziativa si rivolge pertanto a tutti coloro, specialisti e non, che si trovano quotidianamente a cercare soluzioni in attività di cura dell'anziano che sia mirata alla promozione della persona.
INFORMAZIONI
Giacomo Downie 3345333560
infopam@tiscali.it
Nel VI convegno del PAM intendiamo dare rilievo a una pratica, talvolta messa a margine nelle musicoterapie, che trova ampia applicazione nel ventaglio delle proposte di cura rivolte agli anziani, in particolare con problemi di tipo cognitivo, per la consistenza dei risultati che è in grado offrire. Nella nostra esperienza abbiamo incontrato tante persone in condizioni estremamente gravi che "se la cantano". È un loro modo per sentirsi vive? Per far sentire che sono vive? Per liberarsi da una dimensione corporea troppo gravosa? Quante altre ipotesi possiamo applicare a questa forma, innanzitutto, di "autoterapia"? Si proporrà quindi un esame di tale pratica, del suo utilizzo in una relazione d'aiuto, delle tecniche che implica e dei repertori usati o da costruire. Si promuoveranno riflessioni e analisi di musiche, testi, forme, con la presentazione di esperienze e tutto ciò che possa far emergere le potenzialità del mezzo. Possiamo senza dubbio affermare che la canzone se "agìta" con estrema attenzione e sensibilità può essere un modo per comunicare anche con la persona demente intraprendendo con essa percorsi di attivazione e integrazione.
Può essere impiegata nell'assistenza quotidiana per avvicinare l'ospite o il nostro caro come può essere indispensabile al musicoterapeuta esperto che in modo del tutto "spregiudicato" è in grado plasmarla continuamente in ogni suo aspetto nel "dialogo sonoro". Può inoltre essere elemento fondamentale nella realizzazione di contesti stimolanti e al tempo stesso rassicuranti per la persona disorientata. L'iniziativa si rivolge pertanto a tutti coloro, specialisti e non, che si trovano quotidianamente a cercare soluzioni in attività di cura dell'anziano che sia mirata alla promozione della persona.
INFORMAZIONI
Giacomo Downie 3345333560
infopam@tiscali.it
martedì 30 dicembre 2008
CONCERTO A TORINO il 6 gennaio 2009
CHIESA CRISTIANA EVANGELICA BATTISTA di TORINO LUCENTO
CENTRO EVANGELICO di CULTURA
LODOVICO e PAOLO PASCHETTO
invito
Concerto dell'Epifania
Canti della tradizione evangelica
e
brani per pianoforte
Matteo Mollica – tenore
Andrea Musso - pianoforte
MARTEDI' 6 GENNAIO – ORE 17.00
presso il Tempio Evangelico
via Viterbo 119 - TORINO
INGRESSO LIBERO
venerdì 3 ottobre 2008
MUSICA E PREGHIERA
venerdì 3 ottobre 2008, ore 18.00
a
TORINO
MUSICA E PREGHIERA
Brani musicali e letture
bibliche commentate
TEMPIO VALDESE
C.so Vittorio Emanuele II, 23
Venerdì 3 ottobre 2008, ore 18.00
CONCERTO
dell’Ensemble FLÖTISSIMO und CONCERTINO
direttore Susanne Rohland-Stahlke
musiche di Buxtehude, Monteverdi, Scarlatti,
Münden, Fux, Brahms, Adam de la Halle, Isaac.
Ingresso libero
martedì 9 settembre 2008
SORELLA MUSICA AD AOSTA VALDESE

A O S T A
Sabato 20 settembre 2008 h. 21,00
I concerti nel Tempio Valdese
Chiesa Valdese, Via Croix de Ville, 11
Aosta
Prima edizione – Estate 2008
Musica e “Parola”
Dialoghi barocchi per voce e organo
J.S. Bach (1685-1750) Wir Glauben all an einen Gott BWV 680
J. Pachelbel (1653–1706) Præludium in Mib maggiore
J.S. Bach Bist Du Bei Mir BWV 508
B. Pasquini (1637-1710) Sonata con la risposta di flauti
J.S. Bach Jesus Bleibet meine Freude BWV 147
D. Zipoli (1688 –1726) All’elevazione
A.Vivaldi (1678–1741) Domine Deus
F.W. Zachow (1663–1712) Due corali:
Allein Gott in der Höh sei Ehr
Vom Himmel hoch, da komm ich her
J.S. Bach Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 140
G.P. Telemann (1681-1767) Fantasia Seconda (Presto – Adagio – Presto)
W.A. Mozart (1756-1791) Ave Verum Corpus K618
Organo: Flavio Desandré
Tenore: Christian Berriat
Musica e “Parola”
Dialoghi barocchi per voce e organo
J.S. Bach (1685-1750) Wir Glauben all an einen Gott BWV 680
J. Pachelbel (1653–1706) Præludium in Mib maggiore
J.S. Bach Bist Du Bei Mir BWV 508
B. Pasquini (1637-1710) Sonata con la risposta di flauti
J.S. Bach Jesus Bleibet meine Freude BWV 147
D. Zipoli (1688 –1726) All’elevazione
A.Vivaldi (1678–1741) Domine Deus
F.W. Zachow (1663–1712) Due corali:
Allein Gott in der Höh sei Ehr
Vom Himmel hoch, da komm ich her
J.S. Bach Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 140
G.P. Telemann (1681-1767) Fantasia Seconda (Presto – Adagio – Presto)
W.A. Mozart (1756-1791) Ave Verum Corpus K618
Organo: Flavio Desandré
Tenore: Christian Berriat
giovedì 4 settembre 2008
CANTARE FA BENE
dal sito internet: www.lastampa.it
LASTAMPA.it SCIENZA
(sito consultato giovedì 4 settembre ore 15,40).
2/9/2008 - UNA RICERCA SCIENTIFICA IN GRAN BRETAGNA
La musica al posto del medico
"Cantare fa bene al cuore, alla respirazione e alla mente"
VITTORIO SABADIN
CORRISPONDENTE DA LONDRA
C’è un’antica e dimenticata medicina che i dottori dovrebbero prescrivere ai pazienti quando compilano la ricetta: cantare due volte al giorno, magari dopo i pasti. Il canto ha proprietà terapeutiche straordinarie, non solo perché, come scriveva De Cervantes, spaventa le malattie e le fa fuggire, ma anche in quanto contribuisce ad aumentare l’autostima, il benessere e la felicità.
In Gran Bretagna ci sono 25 mila cori organizzati nelle chiese, nei quartieri e nelle cittadine di provincia: numerosi scienziati hanno cominciato a studiare per quale ragione a così tanta gente piace cantare e perché sembra così felice mentre lo fa. La conclusione è che non solo il canto favorisce l’aggregazione sociale ma fa bene al cuore, alla respirazione, all’apparato muscolare superiore, alla circolazione sanguigna e alla mente. Pazienti vittime di infarti o di disturbi cardiaci hanno confermato che cantare li ha aiutati nel recupero dalla malattia e cliniche psichiatriche hanno scoperto che fare parte di un coro aiuta in molti casi i ricoverati più dell’analisi junghiana.
«E’ una sensazione indescrivibile - dice al Guardian l’insegnante di canto Helen Astrid - si mette in moto una carica di endorfine, ci si sente rigenerati e in pace con se stessi. E’ un po’ come fare l’amore: si usano tutti i muscoli del corpo, ogni parte di te è coinvolta». In dicembre la Christ Church University di Canterbury organizzerà una conferenza per esplorare il ruolo della musica e del canto nella salute e nel benessere delle persone, e vuole arrivare a sensibilizzare lo stesso servizio sanitario nazionale per convincere i medici ad adottare il canto come terapia riconosciuta.
Il team del professor Greville Hancox ha già svolto una accurata ricerca su 12 mila persone che hanno confermato i benefici di una regolare attività in un coro. Cantare è un esercizio aerobico che, esattamente come una seduta in palestra, migliora l’efficienza del sistema cardiovascolare incoraggiando l’organismo ad assumere maggiori quantità di ossigeno. Ogni esercizio aerobico riduce lo stress, aumenta la longevità e produce una sensazione di benessere, ma cantare ha anche il vantaggio di favorire la ventilazione dell’apparato respiratorio, cosa che crea un ambiente più ostile ai batteri che vi si insediano. Erano i do di petto, più che la sciarpa, a tenere lontano Pavarotti dai raffreddori.
Il canto obbliga anche a un maggiore controllo della coordinazione, migliorando le funzioni neuronali e ha così tante ricadute positive sull’organismo che secondo il professor Hancox il sistema sanitario nazionale se ne potrebbe giovare riducendo le spese. «E’ opinione comune - osserva - che la percezione di se stessi ha una conseguenza sulla propria salute. La gente felice tende ad ammalarsi di meno. In ogni caso, i benefici del canto non sono una scoperta recente: i monaci dei conventi già lo usavano come una medicina nelle loro infermerie, e funzionava».
In molte società primitive - come quelle del Nord America, della Siberia o della Mongoli - il canto armonico era usato nelle pratiche di guarigione: cantare insieme era il più significativo momento di aggregazione sociale. Colette Hiller, direttrice di «Sing The Nation», che ha organizzato cori in ogni angolo dell’Inghilterra per celebrare la consegna della bandiera olimpica, osserva che «cantare con altre persone aiuta gli individui a connettersi fra di loro e con l’ambiente. Basta pensare ai cori negli stadi di football: servono ad avvicinare la gente e a sostenerla nei progetti».
Molte persone ritengono di essere stonate o incapaci di collegare fra di loro due note, ma tutti gli insegnanti assicurano che si tratta di un semplice blocco psicologico che può essere facilmente rimosso.
Anche nelle serate di karaoke a volte ci vuole qualche sforzo per convincere gli amici a cominciare, ma poi il problema diventa sempre come riuscire a farli smettere. «Cantare è l’attività più naturale del mondo - conferma Hancox - basterebbe farlo una volta al mese per avere una grande differenza nella nostra percezione di benessere. È un peccato che lo si faccia così poco, meno di anni fa quando era abituale ritrovarsi al pub attorno al pianoforte».
Il governo inglese ha stanziato 52 milioni di euro per fare in modo che ogni scolaro delle elementari canti regolarmente. Ma i bambini non hanno bisogno d’incoraggiamenti e sono felici di farlo. Il problema sono gli adulti, che invece se ne vergognano. Salvo quando sono soli in auto e possono mettere a tutto volume la canzone preferita, cantandola a squarciagola. Il loro canto solitario non finirà nelle statistiche degli scienziati, ma fa bene lo stesso.
sabato 16 agosto 2008
AOSTA - CONCERTI

A O S T A
I concerti nel Tempio Valdese
Prima edizione
Estate 2008
Dopo il felice successo del primo e del secondo concerto
della stagione estiva,
si ricorda che il 18 Agosto, alle ore 21.30:
nell’ambito del 43° Festival Internazionale di Concerti d’organo
si esibiranno
Organo: Anna Kuchina (Russia)
Soprano: Silvia Frigato (Italia)
Si ricorda altresì che per assistere al concerto occorre telefonare al numero 0165 / 236627
Ingresso libero,
con disponibilità di 80 posti a sedere
TEMPIO VALDESE
TEMPIO VALDESE
DI VIA CROIX DE VILLE, 11
mercoledì 11 giugno 2008
domenica 8 giugno 2008
OLTRE LA MUSICA
IO CANTO.....IO PREGO “Amo la musica, perché rende allegre le anime. Perché caccia via il diavolo, perché crea una gioia innocente, che fa sparire l'ira, l'avidità e la superbia..........perché regna nei tempi della pace.”
Così Martin Lutero cercò di definire la specificità del dono della musica e del canto. Quindi, “testimonianza” di un singolo, di un gruppo o della comunità intera, attraverso la musica e il canto, di quello che si è ricevuto. Infatti la musica e il canto sono doni del creatore alle sue creature; fanno parte della buona creazione di Dio.
“Cantate al Signore un cantico nuovo!”, “Salmeggiate al Signore......poiché il Signore....è.....il mio cantico”, “Cantate di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali.”
(Salmo 98, Isaia 12, 1-6, Colossesi 3, 12-17)
Tutte le comunità cristiane hanno recepito quest'insegnamento per cui, la musica e il canto hanno, in modo particolare, la caratteristica di coinvolgerci non solo come individui, ma di farci partecipi di una comunità, di una comunione con quelli che cantano insieme a noi.
Nelle comunità evangeliche, in particolar modo, un ampio spazio dei culti è riservato alla musica. Oltre ad alcuni brani strumentali (preludio, interludio ecc.) eseguiti per lo più dall'organo, l'assemblea dei credenti è invitata a cantare diversi inni collettivi. Possiamo individuare parecchi motivi del perché di questo invito:
a) - per un motivo spirituale, cioè per obbedire all'esortazione del Nuovo Testamento, già in parte citata, “Cantate a Dio salmi, inni e canti spirituali, volentieri e con riconoscenza.
(Colossesi, 3, 16; Trad. interconfessionale LDC – ABU 1976)
b) - per un motivo storico: le chiese evangeliche di oggi si adeguano all'uso delle Chiese della Riforma, cioè quella luterana, ove si sviluppò il “corale”, e quella calvinista, ove ebbe grande impulso il canto dei “salmi”. Si cantano poi svariati tipi di inni e cantici di epoche più recenti, nonché composizioni dei giorni nostri.
c) - per un motivo, per così dire, sociale e insieme psicologico, per il fatto cioè che il cantare assieme stimola ed acuisce il sentimento di fratellanza e di comunione tra i credenti riuniti nel culto.
Scopo del canto è anzitutto lodare Dio, e lodarlo non soltanto con parole e concetti, ma anche servendosi di quello che, come abbiamo visto prima, è uno dei doni più belli ed elevati che Dio ha fatto all'uomo: la musica. Rendiamocene conto leggendo quel libro della Bibbia, il più poetico e musicale: i Salmi di Davide. L'inno sacro è poi anche preghiera, espressione di sentimenti e ripensamento di verità di fede: Martin Lutero infatti aveva composto una serie di corali che presero il nome di “corali del catechismo” affinché il popolo cogliesse meglio il messaggio evangelico.
venerdì 23 maggio 2008
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