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lunedì 1 marzo 2010

OttoperMille



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mercoledì 4 novembre 2009

UNA SENTENZA A TUTELA DELLA LAICITA' E DELLA LIBERTA' DI TUTTI

A poche ore dalla sentenza della Corte per i diritti umani di Strasburgo, la past. Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, esprime un giudizio positivo. "E' una sentenza importante che finalmente inquadra la questione dell'esposizione dei simboli religiosi in una cornice europea di laicità e di tutela dei diritti di tutti: di chi crede, di chi crede diversamente dalla maggioranza e di chi non crede. Ancora una volta emerge la fragilità, logica prima e giuridica dopo, della tesi secondo cui il crocefisso imposto nelle aule italiane non è un simbolo religioso ma sarebbe l'espressione della cultura nazionale. La verità è che il crocefisso nei luoghi pubblici, come il privilegio dell'Insegnamento religioso cattolico, rimandano all'Italia di un tempo antico e dello stato confessionale. La sfida oggi - conclude Maria Bonafede - è imvece quella del pluralismo delle culture e della convivenza tra chi crede e chi non crede nel quadro del valore costituzionale della laicità".

3 novembre 2009

giovedì 22 ottobre 2009

ORA ISLAMICA? MEGLIO UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA

di Maria Bonafede

La proposta dell'on. Urso per un insegnamento della religione musulmana facoltativo riapre il dibattito ma dimostra una volta di più quanto poca rilevanza abbiano le Intese con le comunità evangeliche. Il problema infatti è già stato impostato per quel che riguarda le chiese valdesi con l'Intesa del 1984 che prevede la presenza di un insegnamento “del fatto religioso e delle sue implicazioni” nelle scuole pubbliche a carico “degli organi ecclesiastici competenti” (art. 10 Intesa approvata con legge 11 agosto 1984, n. 449). Sull'argomento sono intervenuti Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese e Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

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martedì 22 settembre 2009

Chiusura del mese di Ramadan. La moderatora Bonafede in moschea a Roma

Venerdì 18 settembre a conclusione del mese del mese di Ramadan, la pastora Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, ha partecipato alla visita alla moschea di Roma promossa dalla rivista Confronti. Una trentina di esponenti di diverse comunità cristiane della città si sono recati nella "grande Moschea" della Capitale durante la preghiera del venerdì ed hanno partecipato alla cena di rottura del digiuno (iftar). Ad accogliere i visitatori il segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia, Abdellah Redouane, che ha ricordato come queste visite inaugurate da Confronti oltre dieci anni fa siano ormai una bella tradizione "che favorisce l’incontro e lo scambio tra le diverse comunità di fede presenti a Roma".
Tra i presenti, oltre al direttore di Confronti Gianmario Gillio ed a vari collaboratori del mensile Confronti, anche la pastora Anna Maffei, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista, e Dora Bognandi, dell’Unione delle chiese cristiane avventiste. Presenti anche il senatore Lucio Malan (PdL) e il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. Paolo Naso ha portato il saluto del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Domenico Maselli.

"Torno volentieri in questa moschea – ha affermato Maria Bonafede – che conosco come un luogo aperto e di dialogo. In un tempo segnato da intolleranze e violenze reiterate, abbiamo un grande bisogno di spazi e luoghi nei quali conoscerci e costruire insieme spazi di convivenza e di pluralismo. Incontri come questo sono la migliore risposta alla brutalità dell’islamofobia e del fanatismo fondamentalista. Rinnovo quindi con gioia i miei auguri alla comunità islamica italiana per la grande festa in occasione della fine del digiuno di Ramadan".

21 settembre 2009

martedì 4 agosto 2009

RU486, la pillola abortiva

"Prevale l'autodeterminazione della donna"
Lo dice Luca Savarino, coordinatore della Commissione bioetica della Tavola valdese
"Ritengo gran parte delle preoccupazioni espresse dalle gerarchie cattoliche largamente infondate". Entra così nel merito dell'acceso dibattito sulla pillola abortiva RU 486, Luca Savarino, coordinatore della Commissione della Tavola valdese per i problemi etici posti dalla scienza (Commissione bioetica).
Parlando a titolo personale Luca Savarino non condivide la tesi del Presidente della Conferenza episcopale (CEI), cardinale Angelo Bagnasco, secondo cui la decisione dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) di ammettere anche in Italia l’utilizzo della pillola abortiva andrebbe nella direzione di identificare l’aborto con un metodo anticoncezionale. "Non va dimenticato - sottolinea Savarino - che la quasi totalità delle scelte abortive coincide piuttosto con esperienze di forte travaglio etico e morale da parte dei soggetti coinvolti nella scelta, in primo luogo da parte della donna. Il rispetto della vita umana, sin dal momento del concepimento va contemperato con altri valori in gioco, che richiamano primariamente la responsabilità della madre, che va guardata come un soggetto etico pienamente capace di autodeterminarsi. Ancora una volta, purtroppo, nelle dichiarazioni di influenti esponenti della chiesa cattolica romana è evidente la tendenza a considerare con timore la libertà e la responsabilità individuali, identificandole con l’arbitrio".
Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 3 agosto 2009

lunedì 20 aprile 2009

lunedì 4 agosto 2008

Methodists and Waldensians

Methodists and Waldensians are Christians who belong to the family of protestant churches. Waldensians have been present in Italy since mediaeval times; repressed by the civil and religious authorities until the middle of the nineteenth century, only from then onwards were they able to express their faith throughout the whole of Italy. There are currently about 45.000 members of the Waldensian churches of Italy and America.
Methodists have been present in Italy since the nineteenth century. Co-operation between these two churches increased after the Second World War, culminating in the signing of a Covenant of Federation in 1975. Ecumenism, that is to say, working together with a view to a united witness, has always been a distinctive feature of the protestant world. The Waldensian and Methodist churches are members of theWorld Council of Churches (WCC) and of the Federation of Protestant Churches in Italy (FCEI)

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mercoledì 25 giugno 2008

Caro dottor Letta, no grazie

editoriale di Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese

Come è stato ben evidenziato da alcuni organi di stampa, nelle pieghe del disegno di legge governativo in materia di intercettazioni telefoniche approvato all'unanimità nel Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, vi è una norma che suona decisamente eccentrica rispetto all’impianto generale del provvedimento: all’articolo 12, comma 2 lettera C, infatti, si prevede che un magistrato che indaga su reati imputati a un religioso cattolico, debba informare il vescovo competente; qualora l’indagine riguardi un vescovo, il magistrato deve informare la Segreteria di Stato vaticana.A giustificare il provvedimento voluto dal governo presieduto dall’on. Berlusconi a poco più di due mesi dal suo insediamento, si è detto che il testo si limita a esplicitare una norma già contenuta nel Concordato del 1984. Lasciamo ai giuristi valutare se si tratti di una semplice “esplicitazione” di norme preesistenti o se, piuttosto, non costituisca una forzatura tesa a garantire un privilegio a una istituzione religiosa – la Chiesa cattolica – che verrebbe preventivamente e tempestivamente informata di eventuali indagini a carico di religiosi, sacerdoti, vescovi. Un ulteriore privilegio riconosciuto a una confessione religiosa, una eccezione del principio secondo il quale la legge è uguale per tutti. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha voluto sottolineare che questa norma non favorisce la Chiesa cattolica e potrà comunque essere applicata anche alle altre confessioni religiose che dispongano di un’Intesa con lo Stato ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione e persino a quelle che potranno ottenerla in futuro. E tra queste ci siamo anche noi, valdesi e metodisti, i primi a stipulare l’Intesa proprio nel 1984, poco dopo l’approvazione del nuovo Concordato. La considerazione del sottosegretario Letta sembra quindi interpellarci. Pertanto, ringraziando per l’attenzione espressa nei confronti della nostra come di altre comunità di fede, ci sentiamo in dovere di esprimere una risposta che, per quel che ci riguarda, è negativa. A valdesi e metodisti, infatti, non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda. Il senso di questo diniego sta in due argomenti: uno civile e laico, l’altro propriamente teologico. Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche. La seconda ragione è strettamente connessa alla nostra idea della testimonianza cristiana. Siamo convinti che la Chiesa debba testimoniare l’Evangelo senza i condizionamenti che le derivano da riconoscimenti speciali, privilegi, concessioni da parte del potere politico. Come cristiani evangelici sentiamo che il Signore ci ha chiamati ad essere testimoni della sua Parola: e la sua Parola, libera e disarmata, è la nostra forza. Ed anche l’unico privilegio che siamo disposti a riconoscere ed anzi a rivendicare per la Chiesa di Cristo

lunedì 16 giugno 2008

Cultura

Aperto il dibattito sulla cultura

martedì 10 giugno 2008

Campi di volontariato sui terreni confiscati alla mafia

Saranno oltre 1500 i volontari e le volontarie provenienti da diverse regioni d'Italia e dell'Europa che a partire dal prossimo mese di giugno e per tutta l'estate fino a settembre, parteciperanno ai campi della legalita' sui terreni confiscati alle mafie, organizzati da Libera. Associazioni, nomi, e numeri contro le mafie, in sinergia con Legambiente, Arci, Agesci, e Pax Christi realizzati con il contributo della Tavola Valdese. E!state Liberi la parola d'ordine delle attivita' di volontariato, un segno di riconoscimento, un espressione che rappresenta con efficacia il senso dell'esperienza. Dal Piemonte alla Puglia, dalla Calabria alla Campania per finire in Sicilia e Sardegna, e Toscana tanti volontari e volontarie saranno accomunati da un modo diverso di fare le vacanze e si ritroveranno nell'estate 2008 a lavorare sui terreni confiscati ai boss della criminalita' organizzata, un tempo simbolo di violenza e sopraffazione.I campi della legalita' sono stati presentati oggi presso il Nuovo Cinema Aquila, al Pigneto, a Roma alla presenza di Luigi Ciotti, presidente di Libera, Paolo Beni, presidente nazionale Arci, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente, Leonardo Sagliocco, ufficio commissario straordinario per la gestione e la destinazione beni confiscati. ''La casa di Tom'' nell'occasione, e' stato dedicato a Tom Benetollo, protagonista e guida di battaglie per la pace, la solidarieta' ed i diritti umani, il Nuovo Cinema Aquila, al Pigneto, aperto lo scorso 23 maggio, bene confiscato alla criminalita' organizzata.

lunedì 9 giugno 2008

Sottoscrizione. Raccolta fondi della Federazione evangelica per il Piemonte



Roma (NEV), 4 giugno 2008 - In seguito alle gravi precipitazioni degli scorsi giorni in Piemonte, che hanno causato morte e distruzione soprattutto nelle Valli Pellice e Germanasca, ma anche nella Val di Susa, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha lanciato una sottoscrizione. Il pastore Domenico Maselli, presidente della FCEI, nell'esprimere la propria solidarietà alla Tavola valdese - l'organo esecutivo dell'Unione delle chiese valdesi e metodiste in Italia che ha la sua sede istituzionale a Torre Pellice, e quindi in una tra le zone più colpite del Piemonte ha dichiarato: "Avuto notizia dei numerosi danni e delle perdite subite dalle comunità evangeliche nelle Valli valdesi e nella Val di Susa, la FCEI ritiene necessario manifestare la solidarietà degli evangelici italiani attraverso una catena di preghiera per chi ha perso i propri cari e per chi è in condizioni di grave indigenza, accompagnandola da una sottoscrizione volontaria a cui invita chiese e credenti evangelici italiani a partecipare". Tra i comuni che hanno registrato i danni più ingenti c'è Villar Pellice, dove una frana è costata la vita ad una giovane madre e alla sua bambina di tre anni, al nonno della bambina ritrovato avvolto in una coperta, e ad un giovane romeno che si doveva sposare tra poco. La pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese, in un messaggio di cordoglio del 2 giugno ha espresso la sua vicinanza nel dolore ai famigliari delle vittime: "Non siete soli. Sono con voi i cittadini di tutta la valle, le autorità locali, la protezione civile e tutti coloro che subito si sono adoperati con competenza e dedizione nelle ricerche di soccorso, nel faticoso e generoso impegno ad arginare il male e la sua forza. È con voi anche la comunità di fede". Purtroppo non è la prima volta che le piogge torrenziali producono delle devastazioni nelle Valli valdesi: era già accaduto nel 1977 e nel 2000 ed anche allora si erano registrate delle vittime. “Tuttavia bisogna tornare indietro di 150 anni per trovare morti da frane come quella che giovedì ha colpito alcune abitazioni – ha dichiarato Bruno Gabrielli, il pastore della chiesa valdese di Villar Pellice, interpellato venerdì 30 maggio dall’agenzia NEV -. È vero anche però, che gli enti locali, dal comune alla Regione, non hanno le risorse finanziarie per la necessaria manutenzione delle montagne sempre meno abitate. Ed è fatale che un ambiente così delicato si degradi”. Messaggi di solidarietà sono giunti al pastore Gabrielli da tutte le chiese valdesi e metodiste d'Italia.
Il consiglio della FCEI, riunito il 30 maggio a Roma, presa notizia del disastro, in un comunicato stampa ha espresso "alle comunità locali, ed in particolare alle chiese evangeliche del territorio, la sua profonda comunione in preghiera".

Per contribuire: ccp n. 38016002 (IBAN: IT 54 S 07601 03200 000038016002), intestato a
Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma; causale: “Emergenza
Piemonte”.

martedì 3 giugno 2008

Solidarietà della Tavola Valdese alle vittime della frana di Villar Pellice

Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese, ha rivolto una lettera di solidarietà e cordoglio alle famiglie Rivoira e Poet in occasione dei funerali a Torre Pellice della piccola Annik, della mamma Erica e del nonno Carlo

Roma, 3 giugno 2008

Ai familiari delle vittime dell’alluvioneAlle comunità di Villar Pellice e di Torre Pellice

Carissimi familiari, cari fratelli e sorelle in Cristo,nell’esprimervi la vicinanza e la solidarietà della Tavola Valdese e la mia personale, voglio dirvi che piangiamo con voi per la tragica morte delle persone a voi care, travolte dalla forza di questa alluvione.
Sappiamo che non siete soli in questo momento così difficile, che sono con voi i cittadini e le cittadine di tutta la valle, le autorità locali, la protezione civile e tutti coloro che subito si sono adoperati con competenza e dedizione nelle ricerche e nel soccorso, nel faticoso e generoso impegno ad arginare il male e la sua forza. E’ con voi anche la comunità di fede e certo queste presenze solidali vi danno forza. Ma sappiamo anche che nessuno può togliervi il dolore per la perdita della moglie, della figlia, e del padre, della mamma e del nonno, che nessuno può restituire alla vita il giovane rumeno che aveva trovato in Val Pellice una nuova comunità umana e civile e che aspettava di sposarsi. Loro sono scomparsi in un attimo e voi avete il difficile compito di vivere senza di loro e con lo spavento della loro perdita.
Provo anche a ricordare insieme a voi che oggi assistete ai funerali delle persone amate e così necessarie alla vostra vita, una immagine biblica che mi ha sempre parlato della vicinanza di Gesù alla nostra sofferenza ed anche alla nostra ribellione al male quando con prepotenza entra nella nostra vita. E’ l’immagine di Gesù di fronte all’annuncio della morte del suo amico Lazzaro e di fronte alla sorella che gliene parla: "Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche quelli che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e … pianse." (Giov.11).Gesù piange e freme per quella morte, come oggi piange e freme con voi. Rimangono le nostre domande e il nostro dolore, ma sappiamo che non siamo soli anche in questo senso e che chi condivide il fremito e il pianto è anche colui che apre la nostra vita ad una vita in cui sono iscritti per sempre i nostri nomi ed il senso delle nostre esistenze.

Con viva fraternità
past. Maria Bonafede

martedì 13 maggio 2008

Aiuta la popolazione del Myanmar

Roma (NEV), 7 maggio 2008
Gli evangelici italiani partecipano alla mobilitazione internazionale di aiuti umanitari in favore della popolazione del Myanmar, colpita lo scorso 3 maggio dal ciclone Nargis, che ha provocato migliaia di morti e dispersi e ha lasciato oltre un milione di persone senza casa, acqua potabile ed energia elettrica. La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), infatti, ha aperto una sottoscrizione destinata all’organizzazione Action by Churches Together (ACT) International, agenzia umanitaria promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dalla Federazione luterana mondiale (FLM). “Speriamo che, come in precedenti occasioni, le nostre chiese rispondano in maniera generosa – ha dichiarato Laura Casorio, segretaria esecutiva della FCEI –, nel segno di una solidarietà vera, sentita e concreta”.“Grande sofferenza e tristezza” sono state espresse dal segretario generale del CEC, Samuel Kobia, in una lettera al Consiglio delle chiese del Myanmar, in cui annuncia la mobilitazione delle chiese membro del CEC e dell’ACT in molti paesi. Facendo riferimento agli ostacoli posti dalla giunta militare del paese asiatico all’ingresso di soccorritori stranieri, inoltre, Kobia ha espresso la “speranza che il governo del Myanmar faciliti l’accesso e fornisca la necessaria assistenza ai soccorritori internazionali e alle agenzie di aiuto umanitario, per agevolare le operazioni di soccorso nelle aree colpite”. Tra le altre istituzioni evangeliche prontamente impegnate negli aiuti umanitari al paese asiatico, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI), attraverso l’Agenzia umanitaria di soccorso e sviluppo dell’Alleanza battista mondiale BWAid, l’Agenzia avventista per lo sviluppo e il soccorso ADRA e l’Esercito della salvezza.
Per contribuire: ccp n. 38016002 (IBAN: IT 54 S 07601 03200 000038016002), intestato a Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma; causale: “Emergenza Myanmar”.

martedì 6 maggio 2008

martedì 25 marzo 2008

Intervista alla moderatora Maria Bonafede

Tratta i temi della legge 194, dell'immigrazione e altro.

http://it.youtube.com/watch?v=hBWX_lLuZfc