lunedì 2 maggio 2011
venerdì 18 marzo 2011
GIAPPONE: PER LE VITTIME DEL TERREMOTO
La FCEI invita le chiese
alla preghiera e lancia una sottoscrizione
di solidarietà
dal terremoto di magnitudo 9 della scala Richter che
ha scosso il Giappone lo scorso 11 marzo, e dal
successivo tsunami e alla sua forza devastatrice che ha
distrutto le città sulla costa nord occidentale del Sol
levante, il Consiglio della Federazione delle chiese
evangeliche in Italia (FCEI) ha aperto una sottoscrizione
a favore delle vittime.
federazione di chiese e come comunità di credenti,
siamo vicini al popolo del Giappone, che sta
sopportando catastrofi enormi. Invitiamo le chiese
a rivolgere le loro preghiere al Dio che si è rivelato
in Gesù Cristo come Dio della riconciliazione e
della pienezza di vita. Nel periodo che precede
la Pasqua invitiamo a pregare nelle chiese per le vittime
del terremoto e dello tsunami, per coloro che hanno perso
le tracce dei loro cari, che hanno visto travolgere
le loro città dalla violenza dell’acqua.
La nostra intercessione
e la nostra solidarietà materiale accompagneranno
quanti stanno cercando i sopravvissuti.
Di fronte alla minaccia
di una catastrofe nucleare che svela la fragilità
della vita umana
invochiamo il Dio del creato intero,
che risparmi il peggio
e ci aiuti
ad affrontare con intelligenza le conseguenze di
una tale eventuale
devastazione.
Diversi Salmi ci parlano di Dio come di una rocca
sicura e stabile: possa questa rocca costituire
un rifugio sicuro
per tutti e tutte coloro che cercano oggi
riparo dalla paura
e dall’angoscia della morte".
Segue la citazione del Salmo 61:
"O Dio, ascolta il mio grido,
sii attento alla mia preghiera.
Dall'estremità della terra io grido a te,
con cuore abbattuto; conducimi tu
alla ròcca ch'è troppo alta per me;
poiché tu sei stato un rifugio per me,
una torre fortificata dinanzi al nemico".
in casi di emergenze umanitarie, che confluiscono
nel fondo dell'Action by Churches Together (ACT) Alliance,
agenzia umanitaria promossa dal
Consiglio ecumenico delle chiese (CEC)
e dalla Federazione luterana mondiale (FLM) (actalliance.org).
Chi volesse inviare delle donazioni può farlo
utilizzando
il seguente conto corrente postale specificando la causale
"Giappone":
ccp n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 0000 38016002,
intestato a:
Federazione delle chiese evangeliche in Italia,
via Firenze 38, 00184 Roma (www.fcei.it).
con il popolo giapponese e alla preghiera
per le vittime del terribile sisma
e del successivo tsunami che l'11 marzo
ha letteralmente spazzato via intere città
sulla costa nord-orientale dell'arcipelago,
sono giunti da numerosi organismi di chiese
mondiali ed ecumenici.
Tanti i leader religiosi che hanno mandato
messaggi
di vicinanza alla popolazione del Giappone
così duramente colpito.
del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC),
da Seoul in Corea del Sud, dov'è attualmente in visita,
il 12 marzo ha lanciato un appello alle chiese
di tutto il mondo per pregare per il Giappone
e la popolazione giapponese.
"Siamo scioccati e tremanti,
mentre vediamo
quanto siamo vulnerabili come esseri umani
di fronte a disastri di questa portata",
ha dichiarato Tveit,
che così prosegue:
"Esprimiamo la nostra
più profonda vicinanza e preghiamo
per tutte le vittime,
per le loro famiglie e per tutti quelli che ora
vivono nel timore di ulteriori scosse.
Preghiamo per coloro che hanno perso i loro cari
o che non riescono a trovarli, per coloro che hanno perso
le loro abitazioni o per chi deve affrontare l'impatto di questa
enorme distruzione". Tveit rivolge un pensiero
anche ai soccorritori
"che in queste ore stanno affrontando un compito esigente".
Dello stesso tenore gli appelli che arrivano dalle chiese
di tutto il mondo,
mentre si è messa in moto la macchina dei soccorsi,
affiancata,
tra le altre, delle tante Agenzie umanitarie cristiane,
quali ACT-Action by Churches Together, ADRA,
Esercito della Salvezza, BaptistWorldAid,
World Vision, United Methodist Committee on Relief,
Christian Reformed World Relief Committee.
domenica 13 marzo 2011
PACE PER LA PALESTINA - PACE PER ISRAELE
Signore,
fa che non ci siano più case bruciate
come alberi senza foglie, ma che
attorno a noi ci siano
soltanto fiori.
Fa che la gente non porti più fucili,
ma regali,
che non ci sia più miseria e disperazione,
ma gioia e serenità.
Signore, quando sento una sirena,
se è un malato guariscilo presto,
se è un incendio, spegnilo subito
e che non ci siano né morti né feriti.
Signore, abbi pietà di noi e salvaci.
Punisci i cattivi, se credi,
ma non severamente,
perché non sanno quello che fanno.
Grazie, Signore, per tutto
quello che hai fatto.
Ma manca l’amore.
Gli uccelli e i fiori lo hanno,
ma gli uomini non l’hanno.
un bambino libanese
alcuni caldi, altri molti freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti:
non avevo il nero per il pianto degli orfani;
non avevo il bianco per le mani ed il volto dei morti.
Ma avevo l’arancio, per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
ed il celeste dei chiari cieli splendenti
ed il rosa per i sogni ed il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.
una bambina israeliana
tratto da: Comitato Italiano per la CEVAA,
raccolta di testi di fede,
venerdì 11 marzo 2011
giovedì 10 febbraio 2011
DIACONIA VALDESE PER ANZIANI
borse di sostegno per anziani in difficoltà economica
La gestione del fondo è disciplinata da un regolamento che ne definisce gli scopi e il finanziamento. Ogni anno la CSD Diaconia Valdese nomina una Commissione consultiva che ha il compito di istruire e valutare le richieste pervenute. Il fondo di solidarietà è alimentato da contributi e doni di singoli e di chiese, da eventuali lasciti finalizzati a tale scopo, nonché da progetti sostenuti dai fondi provenienti dall'otto per mille valdese.
Scarica i moduli da compilare per richiedere una borsa anziani.
In alternativa, i moduli sono disponibili presso le Case di riposo valdesi o direttamente presso la CSD, alla quale ci si può rivolgere per ulteriori informazioni anche tramite e-mail (servizigenerali@diaconiavaldese.org)
Tutte le domande vanno inviate a:
Commissione sinodale per la Diaconia
via Angrogna, 18
10066 Torre Pellice (TO).
Chi desidera contribuire al Fondo "Borse Anziani" può farlo tramite versamento sul conto corrente bancario intestato a:
Commissione Sinodale per la Diaconia - IBAN: IT 16 R 03069 30601 100000001067.
Vi ricordiamo che è importante indicare la causale "Borse anziani" e che per tutte le offerte è possibile richiedere la defiscalizzazione rivolgendosi agli uffici della CSD Diaconia Valdese.
sabato 29 gennaio 2011
giovedì 30 dicembre 2010
CANI E GATTI NOSTRI AMICI ANCHE A CAPODANNO
| 28/12/2010 | |
| Capodanno, i consigli per proteggere cani e gatti | |
| Ogni anno almeno 5 mila animali muoiono nella notte di San Silvestro per colpa dei "botti" | |||||||||||||||
SUGGERIMENTI PER I PROPRIETARI DI CANI
CONSIGLI PER I PROPRIETARI DI GATTI
| |||||||||||||||
sabato 14 agosto 2010
LA POESIA HA "LE CHIOME VERDI"
domenica 28 febbraio 2010
sabato 27 febbraio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
Dare accoglienza e dignità
Davide Rosso - tratto da Riforma
giovedì 21 gennaio 2010
Rom di Sesto Fiorentino. Notte nella chiesa valdese, c’è anche un neonato
Un neonato di 14 giorni senza più un posto dove andare, sballottato nel freddo ha trovato rifugio con sua madre, nella chiesa Valdese con altri 70 rom cacciati dall’ex area industriale Osmatex dell’Osmannoro. Il sindaco di Sesto Gianassi che ha firmato due ordinanze di sgombero scarica la responsabilità sul questore: «Ci hanno chiamato quando le ruspe erano già lì». La polizia sostiene di aver fatto solo un controllo: le ruspe erano della proprietà.
Se lo tiene stretto, Danila, avvolto in un golfino celeste, il suo Printu, nato da 14 giorni nel campo dell’Osmatex sgomberato a Sesto e da venerdì sballottato nel freddo. All’inizio un letto l’aveva trovato dalle suore della Caritas. Lunedì anche Danila si è messa in cammino. «Tutti a Firenze» le hanno detto, in via Micheli padre Pavel ha aperto le porte. Troppo piccolo, indifeso, Printu Diamanta. Troppo spaventata Danila, 18 anni, una cicatrice sulla bocca, che ha trovato una stanza nella foresteria dell’Istituto Gould, in via dei Serragli.
Con loro altre 15 persone, le più fragili, fra cui tre bambini, uno di 22 giorni, uno di tre anni e uno di 12, arrivato in Italia per curarsi un versamento cronico che gli gonfia il ginocchio da sei mesi. Poi donne, uomini e vecchi. Da domenica scorsa 75 di loro sono qui nella chiesa Valdese di via Micheli. Si sono arrangiati in mezzo alle panche, con la testa appoggiata alle colonne.
Con le coperte e i sacchi a pelo che le donne e gli uomini della comunità hanno racimolato per loro. «Possiamo ospitarli fino a venerdì mattina» dice il pastore Pavel Gajewski.
E’ uno dei pochi che ha accettato l’appello di Mercedes Frias (ex parlamentare Rc) e degli attivisti del Gruppo EveryOne, l’organizzazione internazionale per i Diritti Umani che ora sta preparando un esposto contro chi ha ordinato l’allontanamento dal campo. «Da venerdì non smetto di chiamare a destra e a manca. Non immaginate quante volte mi sono sentita rispondere picche. Don Santoro ha trovato coperte e i primi soccorsi dalle Piagge e dalla pubblica assistenza di Scandicci.
A Sesto il parroco ha trovato il posto per alcuni di loro, ma ne sono rimasti tre. Se non ci fossero stati i valdesi, erano ancora a gelare». Una famiglia di tre persone è ospite di Saverio Tommasi. Rifugiati nella sua Cabina Teatrale. Il resto è qui, dai valdesi, che insieme ad avventisti romeni, evangelisti e presbiteriani di Firenze preparano una minestra e un po’ di pollo per i nomadi «cacciati da Sesto». Qui dove ne arrivano altri venti. Dalla stazione. «Non ci stanno tutti» dicono le volontarie, «dovete trovare un altro posto». Un altro posto non c’è.
C’è Lacatusu Vasile in un angolino sulla sua sedia a rotelle. «Le istituzioni non si vedono. Si rimpallano le responsabilità», dice Debora Spini, sorella di Valdo Spini, l’unico ad aver visitato i rom. «Venerdì torneremo al parcheggio, vicino al campo» dice Dragosc. Li aveva aspettati tutta la notte i camionisti sabato. Aspettava che i motori si accendessero. Poi giù, girato di schiena, davanti allo scarico. «Rombavano, facevano caldo».
mercoledì 20 gennaio 2010
SOLIDARIETA' ALLA POPOLAZIONE TERREMOTATA DI HAITI
La Federazione evangelica lancia una sottoscrizione in solidarietà con le vittime del terremoto di Haiti - Le preghiere di tutte le chiese rivolte alla popolazione colpita Roma, 15 gennaio 2010 (NEV-CS02) - In seguito al devastante terremoto che ha colpito l'isola caraibica di Haiti e gran parte della capitale Port-au-Prince lo scorso 12 gennaio, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha lanciato una sottoscrizione per l'aiuto alle vittime.
"La popolazione di Haiti così duramente colpita da questa catastrofe è al centro delle nostre preghiere, rivolte specialmente a coloro che hanno perso i loro cari e a chi aspetta di conoscere le sorti di persone vicine di cui non ha notizia -, ha dichiarato il presidente della FCEI, il pastore Massimo Aquilante -. La FCEI estende la sua solidarietà anche alle migliaia di persone che in queste ore drammatiche stanno portando soccorso ai feriti e prestando assistenza ai superstiti".
Chi volesse inviare delle donazioni può farlo utilizzando il seguente conto corrente postale specificando la causale "Terremoto Haiti":
ccp n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 000038016002
intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma.
La FCEI promuove campagne e raccolte di fondi in casi di emergenze umanitarie, che confluiscono nel fondo dell'Action by Churches Together (ACT) International, agenzia umanitaria promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dalla Federazione luterana mondiale (FLM).
Le chiese membro della FCEI sono: La Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI); la Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi); L'Esercito della Salvezza; l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI); la Chiesa apostolica italiana, con sede a Prato; la Comunità cristiana "Fiumi di Vita" di Napoli; la Comunità evangelica di confessione elvetica di Trieste; e la St. Andrew's Church of Scotland di Roma (www.fcei.it).
Segnialiamo inoltre gli appelli lanciati dall'Entraide Protestante in Francia, dalla Diaconisches Werk der EKD e dalla Diakonie Austria.
lunedì 18 gennaio 2010
TERREMOTO A HAITI
mercoledì 13 gennaio 2010
Anno diaconale
L'Anno Diaconale è un periodo di volontariato in strutture che lavorano in ambito prevalentemente sociale, collegate alle realtà ecclesiastiche protestanti. Dalla sua nascita in Italia nel 1998, la struttura dell'Anno Diaconale si è sviluppata fino ad ospitare circa 20 volontari all'anno in diversi progetti.
L'Anno Diaconale lavora in rete con l'Ecumenical Diaconal Year Network (EDYN) e con l'Association of Voluntary Service Organisations (AVSO). Alcuni progetti si svolgono nell'ambito del Servizio Volontario Europeo (SVE), un programma della Commissione Europea che sostiene la mobilità internazionale e l'istruzione non-formale dei giovani tra i 15 e i 25 anni.
In Italia sono attualmente disponibili diversi progetti nei centri che aderiscono all'Anno Diaconale, impegnati soprattutto nel settore sociale, con bambini e giovani disagiati, anziani, disabili e migranti.
Continua qui
mercoledì 9 dicembre 2009
Protezione per l’artista africano Réné Bokoul, emarginato e indigente a Torino
Illustrissimo sindaco di Torino Sergio Chiamparino,
siamo Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne.
Le segnaliamo la drammatica situazione di Réné Bokoul, artista che si è rifugiato in Italia dal Congo nel 2006, ottenendo asilo, ma nessun sostegno umanitario. Réné Bokoul è uno dei più importanti artisti africani viventi, considerato un caposcuola nel suo Paese, nonostante la giovane età. Fino allo scoppio della guerra che l'ha costretto a riparare fuori dal Congo, Bokoul aveva un ruolo assolutamente centrale nella cultura e nell'arte africana. Artista del Presidente della Repubblica, ha tenuto mostre di prima importanza. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali pubbliche e private. Eppure oggi, a causa di un clima di razzismo e intolleranza che è ormai diffuso ovunque, questo grande artista africano vive senza casa, senza mezzi di sostentamento, come un mendicante.
mercoledì 2 dicembre 2009
AltroNatale 2009
mercoledì 7 ottobre 2009
IMMIGRATI ED EVANGELICI
mercoledì 26 agosto 2009
mercoledì 29 luglio 2009
STORIA A LIETO FINE: ESISTONO ANCORA!

tratto da:
www.lastampa.it
L'uomo che salvò la sua mucca
Il margaro:
PAOLO QUERIO
TORINO
HA COLLABORATO Giuseppe Maritano






