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lunedì 2 maggio 2011

OTTO PER MILLE VALDESE

comunicazione umana

venerdì 18 marzo 2011

GIAPPONE: PER LE VITTIME DEL TERREMOTO

GIAPPONE: PER LE VITTIME DEL TERREMOTO

La FCEI invita le chiese
alla preghiera e lancia una sottoscrizione
di solidarietà





Roma (NEV), 16 marzo 2011 - Profondamente scioccato
dal terremoto di magnitudo 9 della scala Richter che
ha scosso il Giappone lo scorso 11 marzo, e dal
successivo tsunami e alla sua forza devastatrice che ha
distrutto le città sulla costa nord occidentale del Sol
levante, il Consiglio della Federazione delle chiese
evangeliche in Italia (FCEI) ha aperto una sottoscrizione
a favore delle vittime.

Di seguito il messaggio del Consiglio FCEI: "Come
federazione di chiese e come comunità di credenti,
siamo vicini al popolo del Giappone, che sta
sopportando catastrofi enormi. Invitiamo le chiese
a rivolgere le loro preghiere al Dio che si è rivelato
in Gesù Cristo come Dio della riconciliazione e
della pienezza di vita. Nel periodo che precede
la Pasqua invitiamo a pregare nelle chiese per le vittime
del terremoto e dello tsunami, per coloro che hanno perso
le tracce dei loro cari, che hanno visto travolgere
le loro città dalla violenza dell’acqua.
La nostra intercessione
e la nostra solidarietà materiale accompagneranno
quanti stanno cercando i sopravvissuti.
Di fronte alla minaccia
di una catastrofe nucleare che svela la fragilità
della vita umana
invochiamo il Dio del creato intero,
che risparmi il peggio
 e ci aiuti
ad affrontare con intelligenza le conseguenze di
una tale eventuale
devastazione.
Diversi Salmi ci parlano di Dio come di una rocca
sicura e stabile: possa questa rocca costituire
un rifugio sicuro
 per tutti e tutte coloro che cercano oggi
riparo dalla paura
e dall’angoscia della morte".
Segue la citazione del Salmo 61:
"O Dio, ascolta il mio grido,
sii attento alla mia preghiera.
Dall'estremità della terra io grido a te,
con cuore abbattuto; conducimi tu
alla ròcca ch'è troppo alta per me;
poiché tu sei stato un rifugio per me,
una torre fortificata dinanzi al nemico".

La FCEI promuove campagne e raccolte di fondi 
in casi di emergenze umanitarie, che confluiscono 
nel fondo dell'Action by Churches Together (ACT) Alliance, 
agenzia umanitaria promossa dal 
Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) 
e dalla Federazione luterana mondiale (FLM) (actalliance.org). 
Chi volesse inviare delle donazioni può farlo 
utilizzando 
il seguente conto corrente postale specificando la causale
"Giappone": 
ccp n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 0000 38016002, 
intestato a: 
Federazione delle chiese evangeliche in Italia, 
via Firenze 38, 00184 Roma (www.fcei.it).


Giappone/2. Messaggi di solidarietà dal mondo ecumenico

Roma (NEV), 16 marzo 2011 - Appelli alla solidarietà
con il popolo giapponese e alla preghiera
per le vittime del terribile sisma
e del successivo tsunami che l'11 marzo
ha letteralmente spazzato via intere città
sulla costa nord-orientale dell'arcipelago,
sono giunti da numerosi organismi di chiese
mondiali ed ecumenici.
Tanti i leader religiosi che hanno mandato
messaggi
di vicinanza alla popolazione del Giappone
così duramente colpito.

Olav Fykse Tveit, segretario generale
del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC),
da Seoul in Corea del Sud, dov'è attualmente in visita,
il 12 marzo ha lanciato un appello alle chiese
di tutto il mondo per pregare per il Giappone
e la popolazione giapponese.
"Siamo scioccati e tremanti,
mentre vediamo
quanto siamo vulnerabili come esseri umani
di fronte a disastri di questa portata",
ha dichiarato Tveit,
che così prosegue:
"Esprimiamo la nostra
più profonda vicinanza e preghiamo
per tutte le vittime,
per le loro famiglie e per tutti quelli che ora
vivono nel timore di ulteriori scosse.
Preghiamo per coloro che hanno perso i loro cari
o che non riescono a trovarli, per coloro che hanno perso
le loro abitazioni o per chi deve affrontare l'impatto di questa
enorme distruzione". Tveit rivolge un pensiero
anche ai soccorritori
"che in queste ore stanno affrontando un compito esigente".
Dello stesso tenore gli appelli che arrivano dalle chiese
di tutto il mondo,
mentre si è messa in moto la macchina dei soccorsi,
affiancata,
tra le altre, delle tante Agenzie umanitarie cristiane,
quali ACT-Action by Churches Together, ADRA,
Esercito della Salvezza, BaptistWorldAid,
World Vision, United Methodist Committee on Relief,
Christian Reformed World Relief Committee.


tratto da: NEV Notizie Evangeliche
www.fcei.it 
in data: 18 marzo 2011

domenica 13 marzo 2011

PACE PER LA PALESTINA - PACE PER ISRAELE

DUE BAMBINI GUARDANO AL FUTURO

Signore,
fa che non ci siano più case bruciate
come alberi senza foglie, ma che
attorno a noi ci siano
soltanto fiori.
Fa che la gente non porti più fucili,
ma regali,
che non ci sia più miseria e disperazione,
ma gioia e serenità.
Signore, quando sento una sirena,
se è un malato guariscilo presto,
se è un incendio, spegnilo subito
e che non ci siano né morti né feriti.
Signore, abbi pietà di noi e salvaci.
Punisci i cattivi, se credi,
ma non severamente,
perché non sanno quello che fanno.
Grazie, Signore, per tutto
quello che hai fatto.
Ma manca l’amore.
Gli uccelli e i fiori lo hanno,
ma gli uomini non l’hanno.

un bambino libanese



Avevo una scatola di colori
alcuni caldi, altri molti freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti:
non avevo il nero per il pianto degli orfani;
non avevo il bianco per le mani ed il volto dei morti.
Ma avevo l’arancio, per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
ed il celeste dei chiari cieli splendenti
ed il rosa per i sogni ed il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.
una bambina israeliana




tratto da: Comitato Italiano per la CEVAA, 
In Attesa del Mattino,
raccolta di testi di fede,
stampato ma non pubblicato, Torre Pellice, 1991, p. 123.

venerdì 11 marzo 2011

COMITATO AMICI CENTRO PERES PER LA PACE PER I BAMBINI PALESTINESI




Per ingrandire cliccare sul testo

giovedì 10 febbraio 2011

DIACONIA VALDESE PER ANZIANI

borse di sostegno per anziani in difficoltà economica

La CSD Diaconia Valdese, su mandato del Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, si occupa della gestione di un fondo di solidarietà finalizzato all'erogazione di borse di sostegno per persone che, per comprovate difficoltà economiche, non siano in condizione di sostenere interamente il costo delle rette della casa di riposo presso la quale sono ospitati o che, per rimanere presso il proprio domicilio, abbiano necessità di un aiuto economico per garantire loro una adeguata assistenza.

La gestione del fondo è disciplinata da un regolamento che ne definisce gli scopi e il finanziamento. Ogni anno la CSD Diaconia Valdese nomina una Commissione consultiva che ha il compito di istruire e valutare le richieste pervenute. Il fondo di solidarietà è alimentato da contributi e doni di singoli e di chiese, da eventuali lasciti finalizzati a tale scopo, nonché da progetti sostenuti dai fondi provenienti dall'otto per mille valdese.



La richiesta della borsa di sostegno deve essere fatta entro e non oltre il 31 dicembre di ciascun anno. Esiste tuttavia un fondo per le emergenze che permette di conferire borse di sostegno anche in altri periodi dell’anno, in caso di comprovata necessità.

Scarica i moduli da compilare per richiedere una borsa anziani. 

In alternativa, i moduli sono disponibili presso le Case di riposo valdesi o direttamente presso la CSD, alla quale ci si può rivolgere per ulteriori informazioni anche tramite e-mail (servizigenerali@diaconiavaldese.org)

Tutte le domande vanno inviate a: 

Commissione sinodale per la Diaconia
via Angrogna, 18
10066 Torre Pellice (TO).

Chi desidera contribuire al Fondo "Borse Anziani" può farlo tramite versamento sul conto corrente bancario intestato a: 

Commissione Sinodale per la Diaconia - IBAN: IT 16 R 03069 30601 100000001067. 

Vi ricordiamo che è importante indicare la causale "Borse anziani" e che per tutte le offerte è possibile richiedere la defiscalizzazione rivolgendosi agli uffici della CSD Diaconia Valdese. 





www.diaconiavaldese.org

sabato 29 gennaio 2011

GIORNATA CONTRO LA LEBBRA

Da oltre 130 anni le chiese evangeliche operano nel campo della cura medica contro la lebbra mediante un organismo internazionale e interconfessionale, la Leprosy Mission International, di cui la “Missione evangelica contro la lebbra” è la sezione italiana. Come ogni anno anche quest'anno nell'ultima domenica di gennaio le chiese evangeliche italiane dedicano la loro colletta a sostegno di questo organismo. I progetti in corso sono concentrati nell'area dell'Asia centro meridionale e dell'Africa.




tratto dal sito:
www.chiesavaldese.org

si veda il sito:

www.missionelebbra.org

giovedì 30 dicembre 2010

CANI E GATTI NOSTRI AMICI ANCHE A CAPODANNO

tratto dal quotidiano LA STAMPA:


LA
ZAMPA.IT

28/12/2010
Capodanno, i consigli
per proteggere cani e gatti

Ogni anno almeno 5 mila animali muoiono nella notte di San Silvestro per colpa dei "botti"
ROMA










Un decalogo
e un Telefono amico dell’Aidaa,
Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente, per arginare i danni provocati agli animali dai botti nella notte di San Silvestro, un “incubo” chetorna anche quest’anno nonostante gli appelli che da anni le associazioni animaliste lanciano e nonostante le migliaia di firme raccolte in questo periodo da più parti.

«Ancora una volta - rileva l’associazione - siamo costretti ad assistere impotenti a questo vero e proprio massacro che ogni anno vede almeno 5 mila animali morire di crepacuore, e tra loro anche molti cani e gatti (oltre a volatili e piccoli animali), per i botti sparati nella notte di Capodanno».

L’Aidaa propone un decalogo per evitare forti stress a Fuffy e Fido, spesso motivo di morte per gli esemplari malati o più anziani. Ecco alcuni consigli per evitare che la notte di Capodanno gli animali domestici vivano ore di angoscia a causa dei botti di capodanno.

SUGGERIMENTI PER I PROPRIETARI DI CANI
Non mostrarsi troppo protettivi, alimenta le loro paure; tenerli in appartamento, meglio se in una stanza in penombra e lontana dai rumori; minimizzare l’impatto dei botti accendendo la musica; non tenerli legati alla catena, potrebbero strozzarsi; passeggiare con il cane saldamente al guinzaglio, facendo attenzione per i cani anziani e cardiopatici; assicurarsi per tempo che siano facilmente identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta; se l’animale vi sfugge di mano, cercatelo nei canili e comunicate la scomparsa presentando denuncia di smarrimento ai vigili, carabinieri o polizia, e avvisate le associazioni animaliste e i siti Internet che si occupano di cani scomparsi; non rafforzare la loro paura dei botti agitandovi.

CONSIGLI PER I PROPRIETARI DI GATTI
Non guardarli negli occhi, potrebbero diventare aggressivi; manifestare indifferenza accendendo musica o tv; non lasciarli soli in giardino e in balcone perché potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto; preparargli un rifugio alternativo già individuato magari sotto il letto; anticipare l’orario dei bisogni e nei casi più gravi chiedere al veterinario di fiducia un blando sedativo per tranquillizzarli; assicurarsi per tempo che siano identificabili per microchip o tatuaggio; se il gatto scompare cercarlo subito in zona, potrebbe essersi nascosto poco distante da casa; preparare una locandina con foto e numeri telefonici, affiggerla vicino a casa e diffonderla via internet sui siti animalisti.

Inoltre, anche quest’anno, mette a disposizione il proprio “telefono amico” (i volontari rispondono al numero 3926552051) dalle ore 16 del 31 dicembre fino alle ore 3 della notte per dare indicazioni e consigli e nella notte per dare informazioni in merito ai pronto soccorsi veterinari aperti.

Il presidente di Aidaa Lorenzo Croce auspica che le autorità pubbliche vietino e limitino l’uso dei “botti”,
e lancia una petizione
alla quale si può aderire collegandosi al sito
www.firmiamo.it/noaibottidicapodanno.

sabato 14 agosto 2010

LA POESIA HA "LE CHIOME VERDI"


Presentato magistralmente da Massimiliano Zegna, domenica 8 agosto alle ore 21, nel Tempio di Piedicavallo, davanti ad un pubblico attento e interessato e la graditissima presenza del Sindaco,
si è tenuto l'annunciato reading delle poesie di Ludovica Pepe Diaz.

Mirko Cherchi con le sue mille voci, Francesco Logoteta con la sua voce appassionata e la stessa autrice, si sono alternati nella lettura, inframmezzata dalle sognanti note della chitarra classica del bravo Alessio Negro, studente dell'Istituto Perosi di Biella e dal magistrale tocco del Maestro Lamanna al pianoforte.

La manifestazione è stata preceduta dal Culto Domenicale seguito da un simpatico buffet "autogestito" dagli stessi partecipanti al Culto.

Il ricavato della serata è stato devoluto al Progetto di Diaconia in corso.

Brai








domenica 28 febbraio 2010

OTTO PER MILLE - SPOT RADIOFONICO e VIDEO

Valdesi:
8 per mille
spot radiofonico
e
video
sul sito:


sabato 27 febbraio 2010

venerdì 29 gennaio 2010

Dare accoglienza e dignità

Sei giorni vissuti in continuità con le scelte del Sinodo valdese-metodista 2009. Per la moderatora Bonafede i problemi non si risolvono con ruspe e sgomberi

Davide Rosso - tratto da Riforma

Da questa sera il tempio è nuovamente vuoto. La grande soddisfazione è sapere che nessuna delle persone che vi erano ospitate è in mezzo a una strada». A parlare così sabato 23 gennaio è Alessandro Sansone, uno dei membri della chiesa valdese di Firenze, che ha da domenica 17 ospitato una novantina di rom sgomberati per ordinanza del comune di Sesto Fiorentino dal campo dell’ex Osmatex (circa 70 di questi sono stati accolti nel tempio di via Micheli e una ventina alla foresteria del Gould). Per la chiesa valdese e per la Diaconia valdese fiorentina (Dvf) sono stati giorni intensi, fatti di incontri e scontri con le istituzioni e non solo, di solidarietà praticata e ricevuta. Una settimana di scelte portate avanti in difesa della dignità delle persone e vissute sul campo. Sei giorni vissuti in continuità con le scelte del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste del 2009 che impegnano le chiese locali «in una stringente militanza dell’accoglienza e del garantire dignità a chi è nel bisogno». Ma andiamo con ordine e proviamo a ripercorrere queste giornate fiorentine.

Continua qui

giovedì 21 gennaio 2010

Rom di Sesto Fiorentino. Notte nella chiesa valdese, c’è anche un neonato

da La Repubblica

Da domenica, 75 di loro hanno trovato ricovero nella chiesa valdese, l’unica che ha accolto l’appello della parlamentare di Rifondazione comunista Mercedes Frias che si è adoperata attivamente per trovare un rifugio agli sfollati: “Ho fatto mille telefonate...” Al tramonto tornano, potranno restare solo fino a venerdì mattina.

Un neonato di 14 giorni senza più un posto dove andare, sballottato nel freddo ha trovato rifugio con sua madre, nella chiesa Valdese con altri 70 rom cacciati dall’ex area industriale Osmatex dell’Osmannoro. Il sindaco di Sesto Gianassi che ha firmato due ordinanze di sgombero scarica la responsabilità sul questore: «Ci hanno chiamato quando le ruspe erano già lì». La polizia sostiene di aver fatto solo un controllo: le ruspe erano della proprietà.

Se lo tiene stretto, Danila, avvolto in un golfino celeste, il suo Printu, nato da 14 giorni nel campo dell’Osmatex sgomberato a Sesto e da venerdì sballottato nel freddo. All’inizio un letto l’aveva trovato dalle suore della Caritas. Lunedì anche Danila si è messa in cammino. «Tutti a Firenze» le hanno detto, in via Micheli padre Pavel ha aperto le porte. Troppo piccolo, indifeso, Printu Diamanta. Troppo spaventata Danila, 18 anni, una cicatrice sulla bocca, che ha trovato una stanza nella foresteria dell’Istituto Gould, in via dei Serragli.

Con loro altre 15 persone, le più fragili, fra cui tre bambini, uno di 22 giorni, uno di tre anni e uno di 12, arrivato in Italia per curarsi un versamento cronico che gli gonfia il ginocchio da sei mesi. Poi donne, uomini e vecchi. Da domenica scorsa 75 di loro sono qui nella chiesa Valdese di via Micheli. Si sono arrangiati in mezzo alle panche, con la testa appoggiata alle colonne.

Con le coperte e i sacchi a pelo che le donne e gli uomini della comunità hanno racimolato per loro. «Possiamo ospitarli fino a venerdì mattina» dice il pastore Pavel Gajewski.

E’ uno dei pochi che ha accettato l’appello di Mercedes Frias (ex parlamentare Rc) e degli attivisti del Gruppo EveryOne, l’organizzazione internazionale per i Diritti Umani che ora sta preparando un esposto contro chi ha ordinato l’allontanamento dal campo. «Da venerdì non smetto di chiamare a destra e a manca. Non immaginate quante volte mi sono sentita rispondere picche. Don Santoro ha trovato coperte e i primi soccorsi dalle Piagge e dalla pubblica assistenza di Scandicci.

A Sesto il parroco ha trovato il posto per alcuni di loro, ma ne sono rimasti tre. Se non ci fossero stati i valdesi, erano ancora a gelare». Una famiglia di tre persone è ospite di Saverio Tommasi. Rifugiati nella sua Cabina Teatrale. Il resto è qui, dai valdesi, che insieme ad avventisti romeni, evangelisti e presbiteriani di Firenze preparano una minestra e un po’ di pollo per i nomadi «cacciati da Sesto». Qui dove ne arrivano altri venti. Dalla stazione. «Non ci stanno tutti» dicono le volontarie, «dovete trovare un altro posto». Un altro posto non c’è.

Hanno occhi di pece, giacconi sdruciti e in tasca il foglio di via i rom dell’Osmatex. Donne e ragazze intabarrate, con la gola ingolfata dalla febbre. «Due anziani erano appena stati dimessi, uno per un ictus e uno per una broncopolmonite cronica», dice Andrea Bossetti, medico per i diritti umani che da tre anni lavora nel campo.

C’è Lacatusu Vasile in un angolino sulla sua sedia a rotelle. «Le istituzioni non si vedono. Si rimpallano le responsabilità», dice Debora Spini, sorella di Valdo Spini, l’unico ad aver visitato i rom. «Venerdì torneremo al parcheggio, vicino al campo» dice Dragosc. Li aveva aspettati tutta la notte i camionisti sabato. Aspettava che i motori si accendessero. Poi giù, girato di schiena, davanti allo scarico. «Rombavano, facevano caldo».

mercoledì 20 gennaio 2010

SOLIDARIETA' ALLA POPOLAZIONE TERREMOTATA DI HAITI

La Federazione evangelica lancia una sottoscrizione in solidarietà con le vittime del terremoto di Haiti - Le preghiere di tutte le chiese rivolte alla popolazione colpita Roma, 15 gennaio 2010 (NEV-CS02) - In seguito al devastante terremoto che ha colpito l'isola caraibica di Haiti e gran parte della capitale Port-au-Prince lo scorso 12 gennaio, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha lanciato una sottoscrizione per l'aiuto alle vittime.

"La popolazione di Haiti così duramente colpita da questa catastrofe è al centro delle nostre preghiere, rivolte specialmente a coloro che hanno perso i loro cari e a chi aspetta di conoscere le sorti di persone vicine di cui non ha notizia -, ha dichiarato il presidente della FCEI, il pastore Massimo Aquilante -. La FCEI estende la sua solidarietà anche alle migliaia di persone che in queste ore drammatiche stanno portando soccorso ai feriti e prestando assistenza ai superstiti".

Chi volesse inviare delle donazioni può farlo utilizzando il seguente conto corrente postale specificando la causale "Terremoto Haiti":


ccp n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 000038016002


intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma.

La FCEI promuove campagne e raccolte di fondi in casi di emergenze umanitarie, che confluiscono nel fondo dell'Action by Churches Together (ACT) International, agenzia umanitaria promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dalla Federazione luterana mondiale (FLM).

Le chiese membro della FCEI sono: La Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI); la Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi); L'Esercito della Salvezza; l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI); la Chiesa apostolica italiana, con sede a Prato; la Comunità cristiana "Fiumi di Vita" di Napoli; la Comunità evangelica di confessione elvetica di Trieste; e la St. Andrew's Church of Scotland di Roma (www.fcei.it).

Segnialiamo inoltre gli appelli lanciati dall'Entraide Protestante in Francia, dalla Diaconisches Werk der EKD e dalla Diakonie Austria.

lunedì 18 gennaio 2010

TERREMOTO A HAITI

In seguito al devastante terremoto che ha colpito l'isola caraibica di Haiti e gran parte della capitale Port-au-Prince lo scorso 12 gennaio, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha lanciato una sottoscrizione per l'aiuto alle vittime. Chi volesse inviare delle donazioni può farlo tramite conto corrente postale.

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mercoledì 13 gennaio 2010

Anno diaconale

L'Anno Diaconale è un periodo di volontariato in strutture che lavorano in ambito prevalentemente sociale, collegate alle realtà ecclesiastiche protestanti. Dalla sua nascita in Italia nel 1998, la struttura dell'Anno Diaconale si è sviluppata fino ad ospitare circa 20 volontari all'anno in diversi progetti.

L'Anno Diaconale lavora in rete con l'Ecumenical Diaconal Year Network (EDYN) e con l'Association of Voluntary Service Organisations (AVSO). Alcuni progetti si svolgono nell'ambito del Servizio Volontario Europeo (SVE), un programma della Commissione Europea che sostiene la mobilità internazionale e l'istruzione non-formale dei giovani tra i 15 e i 25 anni.

In Italia sono attualmente disponibili diversi progetti nei centri che aderiscono all'Anno Diaconale, impegnati soprattutto nel settore sociale, con bambini e giovani disagiati, anziani, disabili e migranti.

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mercoledì 9 dicembre 2009

Protezione per l’artista africano Réné Bokoul, emarginato e indigente a Torino

Lettera al sindaco di Torino Sergio Chiamparino: "Ci aiuti a proteggere l'artista africano Réné Bokoul, emarginato e indigente a Torino"

Illustrissimo sindaco di Torino Sergio Chiamparino,

siamo Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne.

Le segnaliamo la drammatica situazione di Réné Bokoul, artista che si è rifugiato in Italia dal Congo nel 2006, ottenendo asilo, ma nessun sostegno umanitario. Réné Bokoul è uno dei più importanti artisti africani viventi, considerato un caposcuola nel suo Paese, nonostante la giovane età. Fino allo scoppio della guerra che l'ha costretto a riparare fuori dal Congo, Bokoul aveva un ruolo assolutamente centrale nella cultura e nell'arte africana. Artista del Presidente della Repubblica, ha tenuto mostre di prima importanza. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali pubbliche e private. Eppure oggi, a causa di un clima di razzismo e intolleranza che è ormai diffuso ovunque, questo grande artista africano vive senza casa, senza mezzi di sostentamento, come un mendicante.

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mercoledì 2 dicembre 2009

AltroNatale 2009


AltroNatale 2009 per un Natale di tutti... regala la solidarietà
Biella, Piazza Vittorio Veneto - Viale Matteotti
Sabato 12 dicembre 2009 (tutto il giorno)

Vieni a trovarci al banchetto della comunità valdese di Biella

mercoledì 7 ottobre 2009

IMMIGRATI ED EVANGELICI

di Paolo Naso
Un dato di cui l'opinione pubblica italiana non è a conoscenza è il fatto che un'alta percentuale di immigrati africani è di confessione protestante. La presenza di questi fratelli e sorelle sul territorio nazionale offre alle chiese evangeliche italiane la possibilità di un incontro e di esperienze significative e arricchenti. In vista di lavorare ad una integrazione fruttuosa con l'ambiente italiano una delegazione della Chiesa riformata (RCA) e di quella Presbiteriana (PCUSA) degli Stati Uniti, insieme a Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese e Alessandra Trotta, presidente dell'OPCEMI, hanno visitato le chiese evangeliche del Nord Est

mercoledì 26 agosto 2009

mercoledì 29 luglio 2009

STORIA A LIETO FINE: ESISTONO ANCORA!



tratto da:
LAZAMPA.it
29/7/2009 - LA STORIA
www.lastampa.it

L'uomo che salvò la sua mucca


Il margaro:
«Fioca stava male, l'ho nutrita e difesa dai lupi»



PAOLO QUERIO

TORINO
C’era un tempo in cui la convivenza tra uomini e animali, sulle montagne degli alpeggi, non aveva legami soltanto di sopravvivenza economica, ma portava a vincoli di amicizia e solidarietà. Sentimenti che forse oggi stupiscono. Eppure in alta Val Sangone, nelle montagne sopra Torino, sul filo dei duemila metri si è vissuta una storia d’altri tempi tra il margaro Angelino e la sua mucca Fiòca (tutta bianca, è la parola piemontese per la neve). Per dieci giorni ha nutrito la sua amica Fiòca finita in un canalone. Laggiù la bestia era rimasta immobile, dopo essersi fratturata una zampa, con il rischio di essere assalita dai lupi. Da parte di Angelino un lungo gesto d’amore verso l’animale, in attesa che la nebbia di montagna concedesse una tregua e permettesse all’elicottero dei vigili del fuoco di recuperarlo.

La vicenda ha inizio sabato 18 luglio. La mucca, che pascolava nei prati a duemila metri dell’Alpe di Giaveno (in territorio del Comune di Coazze), era scivolata mentre cercava di dissetarsi ed era ruzzolata per un centinaio di metri fermandosi sul greto del Lago Blu, ancora ricoperto di neve, senza possibilità di muoversi. Per due volte i vigili del fuoco del distaccamento di Giaveno, con l’aiuto di un elicottero, avevano tentato di recuperarla, ma sempre la nebbia aveva vanificato gli interventi.

Solo lunedì scorso i pompieri sono riusciti ad avvolgerla in una rete e a portarla in salvo, approfittando di uno squarcio di azzurro che ha permesso all’elicottero di arrivare, caricare l’animale e ripartire. Ma intanto per dieci giorni lui, Angelo Rege, Angelino per gli amici, 50 anni, una moglie e sette figli, ha fatto la spola tra la baita-base a 1350 metri della borgata Palè e il luogo dell’incidente: una dura camminata su una salita ripida ripida e poi la discesa verso il lago, per abbeverare e foraggiare Fiòca: «Una fatica di due ore per raggiungerla - racconta -. Il primo giorno era impaurita, le ho steccato la zampa. Poi ho cominciato a carezzarla, le ho dato erba e acqua. E’ diventata quieta e ogni giorno sembrava mi aspettasse».

L’ha anche vegliata per evitare che venisse aggredita dai lupi: «Tre anni fa - ricorda Rege - mi era capitato un episodio simile. Una mia mucca era caduta ed era rimasta immobilizzata. Il mattino dopo, quando sono andato per portarle foraggio e acqua, l’ho trovata mezza sbranata. La veterinaria mi disse che era stata assalita da almeno quattro lupi. I lupi in genere non attaccano le mucche, ma se si accorgono che una di loro è immobilizzata e non può reagire, riescono a sopraffarla».

Fiòca dopo un giorno di cure cerca di stare in piedi, ma la zampa non riesce ancora a reggere a lungo il peso, e allora lei, anche perché gravida, si corica sul prato mentre Angelino la passa una mano sul muso: «Se non hai la passione per gli animali e pensi di fare questo mestiere per i soldi hai sbagliato tutto - dice il margaro -. Quello che uno guadagna con i prodotti come formaggi, latte e burro, basta appena a compensare le spese e non ripaga la nostra fatica». E racconta di questo amore ereditato dal padre, che aveva acquistato una cascina a Giaveno e che d’estate portava gli animali a brucare l’erba dell’alta valle. Ora lui conduce 118 mucche e nell’azienda lavorano la moglie Maura, i figli Andrea, Giuseppe e Luca. Le figlie, invece (Stefania, Roberta, Cristina e Francesca), hanno scelto altre strade. Fiòca intanto un po’ alla volta si riprende: già le hanno liberato la zampa steccata e si sta riabituando a camminare sui prati. Fra dieci giorni verrà riportata in alta montagna e riassaporerà quell’erba che quest’anno dicono sia ottima dopo la grande nevicata.


HA COLLABORATO Giuseppe Maritano