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lunedì 21 febbraio 2011

L'Italia del teologo Bonhoeffer




L'Italia del teologo Bonhoeffer
Le fotografie, le cartoline, le impressioni…
L'incontro con la chiesa cattolica
I legami tra fede e quotidianità, dottrina e fede

Nella primavera del 1924, il giovane Dietrich Bonhoeffer, in compagnia del fratello Klaus, si reca in Italia, fermandosi in particolare nella capitale e in Sicilia. Da qui i due fratelli intraprendono un avventuroso viaggio in Libia, terminato anzitempo con la loro mai chiarita espulsione.
Nel volume, le parole del futuro teologo si accompagnano a immagini dei luoghi visitati, a fotografie inedite, scattate dai due fratelli, nonch´ a lettere, molte in prima traduzione italiana, che essi scambiarono con amici e parenti.
Dalle pagine di Dietrich emerge l'acuta osservazione del nostro Paese e del comportamento degli italiani nella colonia libica. Possiamo così seguirne l'emozionante incontro con la Roma antica e, soprattutto, la scoperta del cattolicesimo romano: un'esperienza, questa, che influenzerà significativamente la riflessione del teologo maturo.

L'autore
Dietrich Bonhoeffer (1906-1945), teologo luterano e radicale oppositore del regime nazionalsocialista, fu impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg nell’aprile 1945 per ordine diretto di Hitler.

Il libro
Dietrich Bonhoeffer
Viaggio in Italia
a cura di Fulvio Ferrario e Manuel Kromer
illustrato con foto originali
pp. 112



www.claudiana.it

sabato 1 gennaio 2011

PENSIERI VERI PAROLE ILLUMINANTI

[2863.jpg]

Meditazione di Dietrich Bonhoeffer:

1° gennaio


D’ora in poi?



«La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni». Questo detto che si ritrova nei paesi più diversi, non proviene dall’insolente saggezza mondana di un impenitente, bensì rivela una profonda intelligenza cristiana. Chi con la fine dell’anno non sa fare niente di meglio che compilare un registro con quello che di cattivo ha fatto in passato e decidere, d’ora in poi ma quanti ‘da ora in poi’ sono già passati! - di iniziare il nuovo anno con propositi migliori, è ancora nel paganesimo fino al collo. Costui pensa che i buoni propositi facciano da soli il nuovo inizio, ovvero che egli possa iniziare di nuovo quando vuole. E questa è una pessima illusione; è soltanto Dio che può iniziare nuovamente con l’uomo, se gli piace, ma non l’uomo con Dio. A un nuovo inizio l’uomo non può assolutamente arrivare, bensì può soltanto pregare per esso. Dove l’uomo è chiuso in sé e vive per sé soltanto, lì vi è sempre e soltanto il vecchio, il passato. Soltanto dov’è Dio, è il nuovo; e l’inizio, Dio, non lo si può comandare, lo si può soltanto pregare. Ma l’uomo può pregare soltanto se capisce che non può fare ciò che sta ai suoi limiti, che un altro deve iniziare.

DBW 13,344s.

- Dietrich Bonhoeffer, Voglio vivere questi giorni con voi, a cura di Manfred Weber,

traduzione di Andrea Aguti e Guido Ferrari, Editrice Queriniana,

p. 11.

www.queriniana.it

martedì 3 febbraio 2009

IL PENSIERO DI DIETRICH BONHOEFFER: INCONTRO ECUMENICO A VERCELLI

                                                               copertina del volume: 
a cura di Ugo Perone e Marco Saveriano, 
Dietrich Bonhoeffer Eredità cristiana e modernità, 
(Piccola biblioteca teologica 74), Claudiana editrice, Torino, 2006

martedì 3 febbraio 2009 ore 21.00
Incontro Ecumenico a VERCELLI
sul pensiero e l'opera del teologo protestante
Dietrich Bonhoeffer (1906-1945)


sede dell'incontro:
Parrocchia Sant'Agnese in San Francesco
indirizzo: via A. Borgogna, 8 - Vercelli 

intervengono: 
- ALGA BARBACINI diacona valdese, 
delle Chiese Evangeliche Metodiste di Vercelli e Vintebbio
-  MARIO ALLOLIO sacerdote, parrocchia di Sant'Agnese - Vercelli
- MARCO SAVERIANO dottore di ricerca in Filosofia - Vercelli
- MAURIZIO ABBA'  pastore delle Chiese Evangeliche Valdesi di Biella e Chivasso

venerdì 2 gennaio 2009

Ogni giorno è importante

Ogni nuovo giorno è un nuovo inizio
della nostra vita.
     Ogni giorno
è un tutto compiuto.

                               Dietrich Bonhoeffer


tratto da: 
Dietrich Bonhoeffer, Voglio vivere questi Giorni con voi, 
a cura di Manfred Weber, traduzione di Andrea Aguti e Guido Ferrari,
(books), Editrice Queriniana, Brescia, 2007, p. 9.

domenica 30 novembre 2008

Il significato dell'Avvento


Il tempo dell’Avvento è tempo di attesa

Gesù sta di fronte alla porta e bussa (Ap 3,20); del tutto realmente, egli ti scongiura di essere aiutato nella forma del mendicante, del bambino vestito miseramente, ti viene incontro in ogni uomo che ti si para davanti. Cristo peregrina sulla terra finché ci sono uomini che sono il tuo prossimo, che sono lo strumento con cui Dio ti chiama, ti appella, ti rivolge richieste. Questa è la più grande serietà e la beatitudine del messaggio dell’Avvento. Cristo sta di fronte alla porta, vive nella figura dell’umanità fra di noi, gli vuoi aprire le porte o gliele vuoi chiudere?
Ci può suonare strano di vedere in un volto così vicino Cristo, ma egli ha detto che chi si sottrae alla serietà del messaggio dell’Avvento, nemmeno può parlare in cuor suo della venuta di Cristo.
[…]
Cristo bussa, non è ancora Natale, ma non è nemmeno l’ultimo grande Avvento, l’ultima venuta di Cristo, e con tutti gli avventi della nostra vita che festeggiamo, il desiderio va verso l’Avvento definitivo, dove si dice: «Ecco, faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5).
Il tempo dell’Avvento è tempo di attesa, ma la nostra intera vita è tempo di Avvento, il che significa di attesa del tempo ultimo, quello in cui saranno cielo e terra nuovi.



citazione da:
Dietrich Bonhoeffer, Voglio vivere questi giorni con voi,
a cura di Manfred Weber, traduzione di Andra Aguti e Guido Ferrari, (books),
Editrice Queriniana, Brescia, 2007 p. 378.

domenica 9 novembre 2008

9 novembre 1938 - 9 novembre 2008 per non dimenticare perché non si ripeta


La notte tra il 9 ed il 10 novembre 1938 (detta «Notte dei Cristalli») le milizie del partito nazista diedero il via a gravissime violenze contro gli Ebrei, un vero pogrom*.
Le SA (Sturmabteilungen) con l'appoggio di formazioni delle SS (Schutzstaffeln) e della Gioventù Hitleriana (Hitlerjugend) incendiarono sinagoghe, devastarono negozi e saccheggiarono abitazioni ebraiche, diversi Ebrei furono uccisi, e a migliaia furono deportati in campi di concentramento di Sachsenhausen presso Berlino, di Buchenwald presso Weimar e di Dachau dove molti in seguito a torture fisiche e psicologiche, e per malattia, morirono.
Vittime, ebrei e non ebrei, che diventeranno poi, com'è noto, a milioni nei campi di sterminio.

Il termine: 'Notte dei Cristalli' Reichskristallnacht è quindi un eufemismo, non si tratta di qualche vetrina rotta, ma di persone uccise, altre deportate, il tutto in un quadro di violenze e saccheggio.
Da alcuni anni per non minimizzare la gravità dell'accaduto si usa preferibilmente il termine: Reichspogromnacht per indicare l'enorme violenza dell'accaduto.

*POGROM: termine di origine russa ha il significato di 'persecuzione distruttiva' rivolta contro gli Ebrei.
Nel periodo della Russia zarista e nell'Europa orientale: il pogrom era sommossa popolare antisemita, solitamente con la connivenza delle autorità, con devastazioni e saccheggi contro gli Ebrei; per estensione è divenuto un termine per definire violente persecuzioni contro le minoranze.

L'INSEGNAMENTO DI BONHOEFFER

DIETRICH BONHOEFFER (1906 - 1945) teologo, pastore protestante, martire nella lotta contro il nazismo, scrisse riguardo a ciò che accadde quella notte le seguenti parole, sottolineando nella sua Bibbia che utilizzava per pregare e meditare, al Salmo 74 è sottolineato:
«Hanno dato fuoco a tutte le case del Signore nel paese» accanto è scritto: «9.11.38».
La continuazione è segnata con una lineetta e punti esclamativi:
«Le nostre insegne più non vediamo, non c'è più alcun profeta, né c'è fra noi chi sappia fino a quando».

(tratto da: Eberhard Bethge, Dietrich Bonhoeffer Teologo cristiano contemporaneo, traduzione di Gianni Bulgarini - Giorgio Mion - Roberto Pasini, edizione italiana a cura di Enzo Demarchi, Editrice Queriniana, Brescia, 1975, 1991 seconda edizione, p. 639)

Dietrich Bonhoeffer (citazione dall'Etica,) poi scriverà:
«La chiesa confessa d'aver assistito all'uso arbitrario della forza brutale, alle sofferenze fisiche e spirituali di innumerevoli innocenti, all'oppressione, all'odio, all'assassinio senza elevare la propria voce in loro favore, senza aver trovato vie per correre loro in aiuto. Essa si è resa colpevole della vita dei fratelli più deboli e indifesi di Gesù Cristo»,


(la citazione è tratta da: Dietrich Bonhoeffer, Colpa, giustificazione, rinnovamento, in:
Dietrich Bonhoeffer, Etica, traduzione italiana di Carlo Danna, edizione italiana a cura di Alberto Gallas, (ODB 6), Queriniana Editrice, Brescia, 1995, p. 114).

imperante il nazismo antisemita
Dietrich Bonhoeffer insegnava invece che:

- i fratelli più deboli e indifesi di Gesù Cristo sono gli Ebrei fratelli dell'ebreo Gesù


la seguente citazione è tratta da:
Gottfried Maltusch, L'incendio delle sinagoghe,
in:
(a cura di), Wolf-Dieter Zimmermann, Ho conosciuto Dietrich Bonhoeffer,
(collana Outsiders Queriniana), traduzione di Ursula Hoede, Roberto Pasini, Giovanni Moretto, Edizione italiana a cura di Fernando Vittorino Joannes, Editrice Queriniana, Brescia, 1970, pp. 173-174:


GOTTFRIED MALTUSCH

L'incendio delle sinagoghe.

Nei giorni pieni di tensione dell'anno 1938, il seminario della Chiesa confessante era già stato trasferito da Finkenwalde a Köslin (Pomerania). Noi seminaristi abitavamo in un grande appartamento nella casa della soprintendenza. Dietrich Bonhoeffer era direttore del seminario, mentre il figlio del soprintendente, il pastore Onnasch, come ispettore degli studi dirigeva l'andamento interno del seminario. Nella famigerata Kristallnacht apparvero improvvisamente a tarda sera due membri del nostro seminario e raccontarono che la sinagoga di Köslin era in fiamme, e inoltre che uomini delle SA in uniforme impedivano ai pompieri di spegnere l'incendio. Tra noi nacque una straordinaria agitazione. Alcuni erano del parere che saremmo dovuti accorrere tutti sul posto per tentare di salvare forse ancora qualcosa. Si decise però di non andarci, poiché l'incendio era già troppo esteso e dovendo star lì senza far niente avremmo potuto dare l'impressione di un assenso. Bonhoeffer quella sera non era in casa. Il giorno seguente alcuni di noi andammo a vedere il luogo dell'incendio, che era ancora sorvegliato dagli agenti delle SA; constatammo che effettivamente tutto era bruciato fino alle fondamenta. Allora sorse fra noi una discussione sul come interpretare questo fatto. Nel frattempo era tornato anche Dietrich Bonhoeffer. Alcuni parlavano della maledizione che fin dalla morte in croce di Gesù Cristo pendeva sul popolo ebraico. A questo discorso Bonhoeffer si oppose con veemenza. Vennero discussi a lungo i passi di Matteo 27,25 e Luca 23,28, e anche Romani 9-11. Bonhoeffer respinse con forza l'interpretazione secondo cui nella distruzione delle sinagoghe da parte dei nazisti si compisse la maledizione dei giudei. Ciò che avveniva era soltanto violenza gratuita.
«Se oggi bruciano le sinagoghe, domani verranno messe a fuoco le chiese».
Con questa azione, la faccia atea del nazionalsocialismo veniva a galla ancora una volta.
Nel pomeriggio poi venimmo a sapere che probabilmente si trattava di una azione progettata nell'intero territorio del Reich. E in Pomerania questa azione non avrebbe trovato nessuna resistenza. Tra la popolazione quasi non se ne parlò nemmeno. Ognuno però aveva la sensazione che era avvenuta una grave ingiustizia, ma nessuno osava esprimerlo apertamente.


mercoledì 9 aprile 2008

sito di spiritualità

Segnalo il sito di spiritualità http://www.scuolaspiritualita.it nella sezione Testi vi sono degli scritti di Dietrich Bonhoeffer.

Dietrich Bonhoeffer


Il 9 aprile 1945 fu ucciso dai nazisti
il teologo protestante DIETRICH BONHOEFFER.