martedì 8 marzo 2011

UNA PICCOLA SCUOLA PER GRANDI PREGHIERE


GETSEMANI
Artista: Vie de Jesus Mafa (Africa contemporanea)


IL CENACOLO
MEDITAZIONI PER OGNI GIORNO

ANNO LX - N.2 - MARZO - APRILE 2011
PUBBLICAZIONE BIMESTRALE

meditazioni giornaliere per il culto
individuale e familiare



COME USARE OGNI GIORNO

IL CENACOLO

Prima di iniziare: siedi in silenzio per circa 30 secondi in modo da rasserenare il tuo spirito. Poi fa dei respiri profondi e mettiti a tuo agio.


Leggere: per prepararti alla meditazione apri la Bibbia e leggi il passo consigliato sotto il titolo. Dopo averlo letto, raccogliti per qualche istante per riflettere sul tuo brano. Cosa ti viene in mente? Cosa ha attirato la tua attenzione?


Versetto citato: si ricollega al significato fondamentale della lettura del giorno. Leggilo con attenzione e pensa a cosa significa per te. Se memorizzare ti risulta facile, puoi provare a imparare a memoria un versetto una volta o due la settimana.

La “storia”: le meditazioni sono scritte da persone che vivono in diverse parti del mondo. Dopo aver letto la parte principale della pagina, soffermati chiedendoti:
“Quale collegamento alla mia vita hanno le parole di questa persona?”

La preghiera: concludi il tuo momento di raccoglimento usando la preghiera alla fine della pagina. Potresti voler aggiungere qualcosa, ricordando persone o situazioni che ti sono venute in mente durante la tua riflessione.

Pensiero del giorno: è un invito a dare un senso alla lettura del giorno. Ripetilo a te stesso più volte durante la giornata e tienilo a mente per ricordare quello che hai ricevuto dal Signore durante il tuo raccoglimento.











Redazione italiana

Coordinamento editoriale: Giunio Censi

Supervisione teologico - pastorale: Aurelio Penna

Graphic designer: Paolo Manocchio

Traduzione dall'inglese a cura di:

Luca Brenga, Giosiana Ghisolfi, Margaret Tait, Anna Vanzulli

Per abbonamenti e corrispondenze scrivere a:

"Il Cenacolo" c/o O.P.C.E.M.I.
Via Firenze n.38 - 00184 Roma
e-mail: cenacolo@chiesavaldese.org


Direttore responsabile: Paolo Manocchio

lunedì 7 marzo 2011

Gesù si arrende alla fede di una donna: universale insegnamento evangelico!

Gesu' e la donna cananea
di Gianni Genre

Matteo 15,21-28
«21 Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco una donna cananea di quei luoghi venne fuori e si mise a gridare: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli si avvicinarono e lo pregavano dicendo: «Mandala via, perché ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele». 25 Ella però venne e gli si prostrò davanti, dicendo: «Signore, aiutami!» 26 Gesù rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini». 27 Ma ella disse: «Dici bene, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le disse: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita.»


La dimensione dell’universalità non ci appartiene, non è un tratto caratterizzante della nostra umanità, anzi il nostro sentire naturale, il nostro approccio nei confronti della vita degli altri contraddicono radicalmente questa dimensione. Anche nelle chiese è così, anche nella nostra fede. Molte espressioni di fede in realtà hanno nutrito e nutrono atteggiamenti di chiusura, d’intolleranza, a volte di razzismo. Senza arrivare all’affermazione di Sartre, secondo cui "l’altro è il mio inferno", io devo riconoscere che l’altro, soprattutto quando non mi corrisponde quanto a sensibilità, modi di fare, cultura, abitudini, mi crea disagio. Solo l’incontro, anzi l’impatto con l’altro a volte mi può convertire.

Nella storia di oggi, nel dramma di una piccola, ostinata donna pagana sono i discepoli di Gesù a confrontarsi con questo problema e poi è Gesù stesso. Quell’atteggiamento dei discepoli è comprensibilissimo: vorrebbero che Gesù si disfacesse di questa donnina che strilla e che disturba. Hai presente, sorella e fratello, quanto ci danno fastidio le grida di chi ci rincorre e ci ruba il nostro lavoro, la nostre giornate che sono così bene organizzate. La preghiera che i discepoli rivolgono a Gesù sembra una bestemmia più che una preghiera. Gli dicono: "Fai qualcosa, maestro, lascia che ci liberiamo di questa scocciatrice!" Perché vedi, sorella e fratello, a volte vorremmo essere accoglienti, a parole, tolleranti vorremmo essere, sempre disponibili. In realtà la misura della nostra capacità di ascoltare, di dare retta, di offrire tempo ed attenzione è subito colma. "Mandala via, perché ci grida dietro!"


Ma non ci sono soltanto i discepoli, c’è anche Gesù. Il suo atteggiamento ci lascia ancora più sbalorditi. Ci fa male il suo silenzio anzitutto, ci urta vedere Gesù che sembra non volere neppure rispondere. Noi sappiamo che la sofferenza, in particolare la sofferenza di un bambino è un fatto durissimo da accettare, ma ciò che la rende davvero insopportabile è la mancanza assoluta di spiegazioni. E Gesù infatti non risponde: è imbarazzato, insomma. Il suo silenzio sembra tradursi in disinteresse. È terribile il fatto che Gesù non sappia che cosa dire, che appare disarmato, afasico davanti a quel grido di aiuto. Noi siamo abituati, i pastori e i preti per primi, a cercare di rispondere sempre, anche se talvolta con molto imbarazzo. Invece il Dio che Gesù rappresenta non risponde, semplicemente perché non c’è risposta davanti allo scandalo della sofferenza di una bambina. E quando poi vi è costretto la risposta è spaventosa.
In realtà non si tratta di una risposta ma di un calcio. Gesù dice: "Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini". Sarebbe stato meglio che Gesù avesse dato ascolto ai discepoli e cercando una scusa, come facciamo sovente noi, l’avesse congedata senza offenderla, senza darle, neppure tanto indirettamente del cane. Ci sono tanti modi, lo sappiamo, per scaricare le persone di cui non possiamo assumerci i problemi. Perché invece questa risposta sferzante di Gesù? "Sono venuto per quelli della casa d’Israele e non posso occuparmi dei cani, devo occuparmi dei figli". Perché? Perché il Gesù scandalosamente umano del vangelo è preso in contropiede proprio da quella piccola donna insistente: lui che era abituato a sorprendere, a disorientare gli altri, è preso in contro tempo da quella piccola donna pagana che strilla perché la figlia demente possa ricuperare pienezza di vita.

Gesù insomma fa come noi. Quando siamo noi a governare le situazioni riusciamo ad essere gentili, più o meno educati, quando qualcuno davvero ci spiazza dicendoci un frammento di verità che ci irrita rispondiamo pieni di stizza. Ecco che cosa succede. Gesù deve riconoscere qui che l’evangelo, quella parola di verità e di redenzione di cui lui sarà l’unico interprete autentico, per la quale accetterà di morire inchiodato ad un palo, questa volta quella parola si trova in bocca a quella piccola donna pagana fastidiosa; o forse semplicemente Gesù non era pronto, non poteva immaginare che l’evangelo corresse così in fretta, che potesse spezzare in tempi così brevi tutte le frontiere, la tradizioni, le priorità che da millenni avevano regolato la vita e la fede del suo popolo. Questo per Gesù era la prima uscita dalla Palestina: è una sorta di perlustrazione che avrebbe voluto fare l’incontro. Invece per la donna pagana il tempo dell’attesa è già scaduto: sua figlia è ammalata oggi, e l’urgenza della grazia, della misericordia è già arrivato quel tempo, è già inaugurato, è già universale in quel piccolo profeta di Nazaret che non ne è ancora consapevole.
Fai bene attenzione, sorella e fratello: questa donna cananea non mette in discussione la priorità o la precedenza del popolo d’Israele sul cammino della salvezza, no, ha la consapevolezza di essere l’ultima arrivata, di essere stata preceduta da tanti altri nella scoperta di un Dio di misericordia, e sa che Gesù non è venuto a rimuovere questa precedenza, a cancellarla, no, lei sa che quella d’Israele è la radice che ci porta e dalla quale è sorto anche Gesù. La donna cananea sa che nella sorpresa si scopre la dimensione della grazia: siamo sempre preceduti da altri, da Israele, oggi potremmo dire dalle chiese malandate che ci è dato di incontrare e di servire. La donna sostanzialmente dice: Sì, sono l’ultima arrivata al tavolo della grazia, io non chiedo di sedermi a capotavola e neppure a tavola, se non ci sarà posto, mi basta accucciarmi sotto il tavolo, se a quel tavolo ci sei tu, Gesù. Io non ho bisogno di una porzione abbondante della grazia, mi basterà la briciola che cade dal tavolo, perché quella è una briciola di grazia, e la grazia non si misura, anche un frammento, un avanzo, una briciola che raccoglierò dalla tua mano, caro Gesù, sarà sufficiente per costruire la mia speranza, sarà sufficiente a restituire mia figlia alla vita. Io non so nulla del catechismo del tuo popolo, ma ti ho riconosciuto come l’amore di Dio che ha preso corpo. Un frammento di te sarà sufficiente a far vivere mia figlia.
Gesù si arrende alla fede di quella donna che gli dà una nuova identità, un’identità universale. La bambina, dopo la parola di Gesù – "la tua fede è grande, ti sia fatto come vuoi" – la bambina è guarita e anche il dolore della madre è guarito, ma in realtà è Gesù ad essere guarito dalla donna: guarito dalla sua paura di aprire i suoi orizzonti. È Gesù qui, in questo testo straordinario, ad essere evangelizzato, a capire quanto sia grande l’evangelo che egli annunzia. L’evangelo non ci dirà più nulla di questa donna, possiamo solo immaginare quanto la vita sua e della figlia che esce dalla follia siano cambiate. Sappiamo però quanto è cambiata la vita di Gesù attraverso quell’incontro, sappiamo che Gesù ha capito, ha capito che il suo amore era ed è per tutti. E noi sappiamo che, dalla consapevolezza che abbiamo, dall’amore di Dio dipende l’autenticità della nostra fede, del nostro servizio, della nostra testimonianza. Rimanendo attenti a lasciarci convertire proprio da quelle persone diverse ed estranee che bussano alle nostre porte ed ai nostri cuori, quelle persone per le quali sovente non abbiamo né tempo né voglia di lasciarci interpellare. Ebbene, se questo avviene ogni tanto, allora impareremo qualcosa di ciò che significa essere "chiesa cattolica", cioè "universale", ed afferreremo qualcosa del messaggio rivoluzionario dell’evangelo.

Tratto dalla trasmissione Culto evangelico 
dell'1 gennaio 2011, 
Radiouno, la domenica alle 7.30

www.fedevangelica.it

www.chiesavaldese.org

venerdì 4 marzo 2011

BIBBIA SI', CANNONI NO

giovedì 3 marzo 2011

IMPORTANTE INIZIATIVA EDITORIALE CITTA' NUOVA EDITRICE




tratto dal sito: www.cittanuova.it

Testimoni della fede



Direzione dell'opera
James F. Puglisi

Stefan Tobler


Coordinamento delle voci
per le varie Chiese

Dr. Thomas F. Best

Dr. Stanley Burgess
           
                                     Dr. Günther Gassmann

        Coordinamento Editoriale
   Giovanni D'Alessandro

  Traduzione dall'Inglese
      Cristina Bruni Machiorlatti


È un pregiudizio diffuso che il mondo protestante
non "riconosca i santi". 
In realtà l'eroismo della donazione radicale a Dio 
è fortemente sentito nelle Chiese della Riforma. 
L'opera dà visibilità ad una schiera 
di grandi personaggi cristiani delle Chiese della Riforma. 
Il criterio nella scelta dei profili non è quello 
di essere arrivati ad uno stato di perfezione, 
definito secondo un catalogo di virtù cristiane; 
piuttosto di essersi "abbandonati" all'unico Signore 
e di averLo servito con i doni specifici che ognuno 
ha ricevuto. 
Questo spiega la grande varietà di personaggi 
presentati dal Dizionario: 
Da Johan Sebastian Bach a Dietrich Bonhoeffer, 
a John Milton, 
politici, artisti, fondatori di chiese e movimenti, 
mistici, missionari, persone che hanno dato la vita 
per la giustizia sociale, martiri per la fede.

COLLANA: Grandi opere - dizionari
La sezione DIZIONARI 
della collana GRANDI OPERE 
presenta dizionari di argomento 
filosofico, teologico, storico, scritturistico 
e letterario di sicuro riferimento scientifico 
a cura di specialisti di fama internazionale, 
validi sussidi allo studio e all'insegnamento. 
Le opere hanno un formato vario. 







I "santi" della Riforma
11 Novembre 2010  di Mariagrazia Baroni
Fonte:    Città Nuova editrice




Sono più di trecento i profili dei testimoni della fede, di diverse confessioni,  da Lutero, a Bach, a Bonhoeffer. Città Nuova li ha raccolti in un Dizionario. Ne parliamo con il teologo riformato Stefan Tobler


Carlo V riceve la Confessio Augustana il 25 giugno 1530
È un pregiudizio diffuso 
che il mondo protestante 
non "riconosca i santi". 
In realtà l'eroismo 
della donazione radicale a Dio 
è fortemente sentito anche 
nelle Chiese della Riforma. 
Città Nuova presenta 
una novità editoriale: 
il dizionario 
Sono più di trecento i profili 
di cristiani provenienti 
dalle diverse confessioni, da Johan Sebastian Bach a Dietrich Bonhoeffer, a John Milton che verranno raccontati nell’opera. 
Abbiamo raggiunto uno dei curatori, Stefan Tobler, 
teologo riformato, docente all’università di Sibiu in Romania 
e membro del centro studi interdisciplinare Scuola Abbà.


Professor Tobler, la Confessio Augustana, testo base 
per il protestantesimo redatto nel 1530, mostra quanto 
sia radicata la passione per la santità, l'intimità mistica 
e l'eroismo della radicale donazione a Dio. 
Ci spiega qual è il concetto di santità per le Chiese 
nate dalla riforma? 
E perché il termine "testimoni della fede"?

«Per le Chiese della riforma il concetto di santità è vicino 
al concetto biblico: è l’essere in Cristo nella fede. 
Questo si traduce nella fiducia nella grazia di Dio, poiché è
nella fede 
che tu ti porti in un altro modo di essere, che è l’essere in Cristo. 
Per i singoli, e nello stesso momento insieme,
è al contempo anche un essere in comunione con gli altri
nella communio sanctorum. 
Fondamentale è che non si pensa tanto ad uno stato raggiunto 
rispetto ad una scala, in un’ascesi di virtù, quanto ad uno 
stato raggiunto con un salto in Cristo. 
Accanto al concetto di santità convive quello di santificazione. 
Non si dimentica, cioè, che poi, nella vita concreta esista un cammino, 
una crescita. Un concetto che, nella storia del protestantesimo, 
ha avuto varie tappe ed è stato molto dibattuto. 
Sia nell’introduzione che nei singoli profili del dizionario, 
è possibile scoprire  le modalità e le forme in cui la  santificazione 
è stato intesa nel protestantesimo»


Questo tipo di lavoro non è un esempio di comunione fattiva 
tra diverse confessioni religiose? 
E come si potrebbe continuare su questa scia 
tracciata dal dizionario?

 «In primo luogo la collaborazione tra i curatori e gli autori è stata 
una esperienza bella e proficua. 
Come fatto in sé è certamente anche un esempio  di quello che 
descrive. Credo che parecchie cose che si trovano nel libro possano 
essere una sorpresa per un lettore cattolico, in particolare ciò che 
riguarda Movimenti protestanti più recenti. Sono chiese più nuove, 
come ad esempio le Chiese pentecostali, che hanno abbastanza spazio
in questo dizionario, in corrispondenza dell'importanza numerica 
nella cristianità di oggi. Proprio questo elemento di sorpresa può, 
e noi speriamo che lo faccia, sollecitare delle domande, della 
curiosità a capire meglio, ad entrare in dialogo con  queste 
realtà esistenti anche in Italia. Ma è anche una sfida per 
capire 
la ricchezza del lavoro di Dio nella storia dell’umanità»


In che modo la lettura del dizionario può stimolare a cercare 
delle figure che per cattolici e protestanti possono essere 
testimoni della fede validi per tutti, 
proprio per questo essere uniti a Cristo.

«Certamente, se ciò che unisce tutta la varietà di questi testimoni, 
che è l’essere uniti a Cristo, venisse fuori sarebbe la cosa più bella. 
Allora avremmo già il cuore di quello che è il fondamento dell’unità 
di tutti i cristiani. Non penso, però, adesso alla possibilità di 
definire un qualche cerchio o gruppo di santi che possano 
essere riconosciuti da tutti indistintamente, perché, forse 
si limiterebbe, la possibilità di vedere la varietà dell’agire dello Spirito 
nelle varie forme di vita cristiana. 
È importante far parlare queste figure così come sono, 
poiché non sono immediatamente e incontestabilmente riconosciute 
da tutti subito, ma hanno un valore unico e importante 
nel loro contesto e nella strada che hanno tracciato»




I numeri del dizionario 
  
60 collaboratori appartenenti alle Chiese nate dalla Riforma del '500
341 profili di testimoni della fede provenienti dalle diverse confessioni:
Chiese luterane, anglicane, pentecostali, metodiste e molte altre
Tra le figure presentate:
Johann Sebastian Bach (musicista)
Dietrich Bonhoeffer (martire del nazismo e teologo)
Soren Kierkegaard (filosofo)
Grace Agar (missionaria)
John Milton (poeta)
Rembrandt Harmenszoon van Rijn (pittore)
Direzione scientifica di James Puglisi e Stefan Tobler.

mercoledì 2 marzo 2011

LA VITA E' OGGI

BASTA A CIASCUN GIORNO IL SUO 
AFFANNO


   Ieri è passato, domani non è ancora venuto;
oggi Dio ti aiuterà.


   Rifiuta al giorno di ieri di oscurare il tuo presente.
La vita non è ieri: è oggi.


   Il contrario della fede è l'ansietà per il domani:
non lasciarti paralizzare dalla paura del domani.


   Non portare la croce di ieri con quella di oggi,
né quella di oggi con quella di domani,
altrimenti ne sarai schiacciato.


   La vita è oggi.
Saluta con gioia ogni aurora
e con fede saluta l'Iddio della tua vita.


   Egli si occupa del tuo passato
per sbrogliare la matassa del presente
e per preparare con amore il tuo avvenire.


                 A. Hunziker





tratto da:
Comitato italiano per la CEVAA
Comunità di Chiese in missione,
Un Sentiero nella Foresta,
raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson,
Stampato ma non pubblicato, 2006, Torre Pellice (TO),
p. 165.

martedì 1 marzo 2011

PAGINA VALDESE DI STORIA EUROPEA

tratto dal sito: www.chiesavaldese.org



Il libro del mese
a cura di Giorgio Tourn



Susanna Peyronel Rambaldi, Marco Frattini, 
1561 I Valdesi tra resistenza e sterminio in Piemonte e in Calabria, 
Società di Studi Valdesi, 2011
La reazione cattolica ai movimenti protestanti in Italia. La resistenza armata nelle Valli valdesi del Piemonte e l’Accordo di Cavour. Il massacro delle colonie valdesi di Calabria







1561 I Valdesi tra resistenza e sterminio in Piemonte e in Calabria
La pubblicazione che proponiamo all’attenzione questo mese è un opuscolo di una sessantina di pagine, edito dalla Società di Studi valdesi in occasione del 17 febbraio, data di particolare significato nella comunità valdese perché ricorda l’emancipazione concessa da Carlo Alberto nel 1848. Il fascicolo in oggetto è frutto di una iniziativa di divulgazione storica significativa iniziata nel 1922, proseguita sino ad oggi, che propone annualmente un tema di riflessione, un personaggio, una vicenda, le vicende di una località. Molto spesso l’argomento si connette con una data particolarmente importante della storia. E’ il caso quest’anno in cui ricorre il 450° anniversario di due tragici eventi della storia valdese: la guerra in Piemonte e la strage in Calabria.
La vicenda si colloca in un momento particolare della storia europea che segue la pace di Cateau Cambrésis nel 1559 con cui si ristabiliva un certo equilibrio fra la Francia di Enrico II e la Spagna di Filippo II uniti dalla necessità di risolvere nei loro rispettivi stati il problema sempre più grave della dissidenza religiosa e la crescente presenza di comunità evangeliche ormai entrate sotto l’influenza della Ginevra calvinista.
Nei due territori, Piemonte e Calabria, pur con notevoli diversità di situazione geografica e politiche notevolmente diverse, i nuclei valdesi insediati da secoli stanno maturando in quel periodo la stessa consapevolezza ecclesiale, passare da movimento di dissidenza medioevale a comunità organizzate secondo lo schema della nuova ecclesiologia proposta dai Riformatori. Al ministerio clandestino dei loro barba, vanno sostituendo una predicazione pubblica dell’Evangelo affidata a predicatori qualificati, formati a Ginevra; per la chiesa cattolica, il cui dominio è incontrastato in quei territori, si tratta, è evidente, di una sfida intollerabile, ma non meno preoccupante è per i sovrani questa presenza "eretica" che lascia intravvedere prospettive culturali di tipo "repubblicano", sul tipo svizzero, poco conformi al tipo di potere assoluto che essi rivendicano.

La repressione è dunque inevitabile, iscritta nei fatti. Le truppe di Emanuele Filiberto, rientrato da poco nei suoi Stati, e quelle del viceré di Napoli si muoveranno verso questi borghi dissidenti con le stesse modalità e le stesse tecniche: saccheggio, violenza, distruzione, l’amputazione chirurgica del tumore della libertà.
Le vicende seguiranno però percorsi opposti e il destino delle due aree sarò diverso. In Calabria Guardia, San Sisto e i borghi vicini conosceranno lo sterminio, di cui sarà simbolo il boia che a Fuscaldo sgozza 88 vittime sulla scalinata della chiesa; in Piemonte la resistenza armata che si concluderà nel giugno del 1561 con la capitolazione di Cavour, dove i valdesi otterranno il diritto di professare in un territorio delimitato delle loro valli il culto riformato.

I due autori del nostro saggio evocano molto sinteticamente gli avvenimenti, documentati in numerose pubblicazioni coeve, e rievocati in molti volumi successivi; sottolineano invece, utilizzando brevi citazioni di fonti, i problemi che stanno alla base delle vicende. Il clima teologico e culturale (stiamo avviandoci verso la Controriforma), la posizione delle gerarchie cattoliche, l’elaborazione della teologia protestante in fase di ricerca. Rigorosa sin qui sul principio della sottomissione all’autorità politica, si trova ora a dover dare risposta all’interrogativo della libertà religiosa, della scelta fra martirio e rivendicazione della verità evangelica, del carattere contingente del potere civile.
Vicende esemplari entrambe che, pur nelle dimensioni ridotte all’ambito di una minoranza, ci portano sul piano dei grandi interrogativi del mondo moderno.


9 febbraio 2011


lunedì 28 febbraio 2011

UTOPIA: QUANDO SI SOGNA IN MOLTI, E' GIA' LA REALTA' CHE INIZIA

UTOPIA?

Non bisogna mai aver paura dell'utopia.

Mi piace ripetere:
"Quando si sogna da soli,
è ancora soltanto un sogno,
quando si sogna in molti,
è già la realtà che inizia".
L'utopia condivisa,
è la molla della storia.

E ancora:

Se dò da mangiare ai poveri,
mi dicono che sono un santo;
ma quando domando
perché i poveri non hanno di che nutrirsi,
allora dicono che creo disordine!

E' sempre utopia?

Don Helder Camara.





tratto da:


Comitato Italiano per la Cevaa, 
Comunità di Chiese in missione:
Spalanca la finestra, 
raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson,
stampato ma non pubblicato, Trieste, 2000, p. 104.

giovedì 24 febbraio 2011

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA




Donne credenti

La Giornata Mondiale di preghiera

Vera Petrosillo Velluto


Anche quest’anno, il primo venerdì del mese di marzo, in tutto il mondo cristiano le donne pregano insieme con parole di speranza e di sfida. La liturgia della Giornata mondiale di preghiera (Gmp), tradotta in centinaia di lingue e di dialetti, ogni anno viene scritta da donne di una nazione diversa, le quali rendono partecipi decine di migliaia di sorelle, sparse in tutti i continenti, delle situazioni di sofferenza e di ingiustizia di cui sono testimoni.

In un momento in cui le donne, a vario titolo, sono bersagliate dai riflettori mediatici, è più che mai gratificante rivivere la storia della Gmp, una significativa storia di donne che hanno creduto nella forza della preghiera e nella necessità dell’azione, dell’impegno quotidiano per trasformare l’umanità e liberarla dai mali che la travagliano.

Tutto cominciò nel lontano 1887, quando gli Stati Uniti, appena usciti da una tremenda guerra fratricida, avevano gravi problemi sociali e nazionali da risolvere. Mary Ellen James, presidente del Comitato Femminile dell’Opera Missionaria della Chiesa presbiteriana negli Usa, consapevole dell’urgenza di una riappacificazione nazionale, senza indugi lanciò un appello perché venisse celebrata una Giornata nazionale di preghiera in segno di «confessione dei peccati individuali e nazionali», con raccolta di offerte quale «adeguata manifestazione di pentimento».

Consapevole che alla forza della preghiera dovesse affiancarsi l’efficacia dell’azione, Mary Ellen James non lesinò il suo impegno nell’opera di risanamento della sua nazione lacerata dalla guerra civile. Si prodigò per aiutare gli immigrati venuti negli Stati Uniti a rifarsi una vita e con i suoi sette figli andò per il mondo dovunque ci fosse bisogno di aiuto. Tre anni dopo, Helen Barrett Montgomery, scrittrice e studiosa del Nuovo Testamento, e Lucy Peabody, missionaria in India, con ruoli importanti nella Chiesa battista degli Usa, lanciarono, a loro volta, un appello perché fosse organizzata una giornata di preghiera e raccolta di offerte da dedicare alla alfabetizzazione delle donne e dei bambini dell’Africa, dell’Asia, dell’India. Le due donne avevano avuto l’intuizione che i problemi delle popolazioni povere non sarebbero stati risolti con la carità, ma con progetti atti a promuovere cultura e sviluppo e avevano anche capito quale handicap sia per la donna la mancanza di istruzione per il pieno inserimento nella vita attiva della società.

Passarono alcuni anni e nel 1922 le donne canadesi, che già celebravano ogni anno una giornata nazionale di preghiera, vollero unirsi alle sorelle degli Usa per una comune celebrazione. L’idea si diffuse rapidamente, varcò i mari e nel 1927 la Giornata di preghiera divenne di nome e di fatto la Giornata mondiale di preghiera. Il piccolo seme che alla fine del ‘800 alcune donne protestanti misero a dimora è poi diventato un Movimento che, a ragione, può definirsi planetario.

Fin qui la storia. Oggi donne cristiane di 170 Paesi aderiscono al Movimento della Gmp, il cui Comitato esecutivo è composto da rappresentanti dell’Africa, dell’Asia, dei Caraibi, dell’Europa, dell’America Latina, del Pacifico e, da alcuni anni, della Chiesa cattolica. La lampada che Mary Allen accese e tenne alta nel lontano 1887, a volte, può essersi affievolita, ma non si è spenta se vi sono ancora donne che, con la forza della preghiera, dovunque nel mondo, si adoperano per la giustizia, per il diritto, per la pace ogni giorno della loro vita.


tratto da: Riforma, 

25 febbraio 2011 - ANNO XIX - NUMERO 8
www.riforma.it

mercoledì 23 febbraio 2011

L'INTENSITA' DI UN GIORNO DI DIO

APRENDO GLI OCCHI

Aprendo gli occhi alla luce mattutina,
riprendendo coscienza di se stessi,
e quindi della realtà degli impegni e delle gioie,
del lavoro e degli incontri con gli altri,
è importante dire:
      "Signore, io credo,
     vieni in aiuto alla mia incredulità ".

Bisogna, infatti, dare al giorno che viene
tutto il valore e l'intensità di un
" giorno di Dio ".

                                               Paul Richardot, 1968





tratto da:
Comitato Italiano per la CEVAA,
Quando è giorno?
raccolta di testi di fede, traduzione di Renato Coïsson,
Torre Pellice 1988, Trieste 1994, stampato ma non pubblicato,
p. 75.

martedì 22 febbraio 2011

DIO BENIGNO E MISERICORDIOSO

La nostra fede non è nulla, 
se non abbiamo la certa persuasione
che Cristo è nostro 
e che in lui il Padre ci è favorevole.


                                        Giovanni Calvino

lunedì 21 febbraio 2011

L'Italia del teologo Bonhoeffer




L'Italia del teologo Bonhoeffer
Le fotografie, le cartoline, le impressioni…
L'incontro con la chiesa cattolica
I legami tra fede e quotidianità, dottrina e fede

Nella primavera del 1924, il giovane Dietrich Bonhoeffer, in compagnia del fratello Klaus, si reca in Italia, fermandosi in particolare nella capitale e in Sicilia. Da qui i due fratelli intraprendono un avventuroso viaggio in Libia, terminato anzitempo con la loro mai chiarita espulsione.
Nel volume, le parole del futuro teologo si accompagnano a immagini dei luoghi visitati, a fotografie inedite, scattate dai due fratelli, nonch´ a lettere, molte in prima traduzione italiana, che essi scambiarono con amici e parenti.
Dalle pagine di Dietrich emerge l'acuta osservazione del nostro Paese e del comportamento degli italiani nella colonia libica. Possiamo così seguirne l'emozionante incontro con la Roma antica e, soprattutto, la scoperta del cattolicesimo romano: un'esperienza, questa, che influenzerà significativamente la riflessione del teologo maturo.

L'autore
Dietrich Bonhoeffer (1906-1945), teologo luterano e radicale oppositore del regime nazionalsocialista, fu impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg nell’aprile 1945 per ordine diretto di Hitler.

Il libro
Dietrich Bonhoeffer
Viaggio in Italia
a cura di Fulvio Ferrario e Manuel Kromer
illustrato con foto originali
pp. 112



www.claudiana.it

martedì 15 febbraio 2011

FESTA VALDESE DEL 17 FEBBRAIO: LE ORIGINI





«Come è noto (ma chi lo sa ancora?) il primo “17 febbraio” non ebbe luogo il 17 ma il 25; la pubblicazione delle Lettere Patenti, firmate da Carlo Alberto il 17, venne rinviata di alcuni giorni per motivi di ordine pubblico. Il clima culturale e politico in cui vennero emanate le leggi che riguardavano le minoranze discriminate – valdesi ed ebrei – è quanto di più agitato si possa immaginare. Siamo, non va dimenticato, nel ’48 (e «fare un 48 è rimasto sino ad oggi sinonimo di disordine, baccano): l’anno delle petizioni popolari, dei cortei di cittadini che assediano in modi pacifici ma energici i palazzi regi chiedendo la Costituzione, un nuovo sistema politico in cui il popolo sia rappresentato. In questo disfacimento  del sistema politico precedente, quello che si chiama abitualmente l’Ancien Régime, anche il piccolo mondo valdese viene coinvolto: si tratta pur sempre di avvenimenti traumatici, non di ordinaria amministrazione. Di quelle giornate memorabili abbiamo le testimonianze preziose di due giovani valdesi che le hanno vissute: Jean-Jacques Parander, aiuto del pastore Bert all’ambasciata di Prussia a Torino, che recò nella notte del 24 febbraio la notizia alle Valli (…) e Antoine Monastier (…) Quella giornata fu naturalmente gran festa, e si comprende, ed ebbe i suoi momenti chiave nel culto di ringraziamento in chiesa, nel corteo, nei banchetti e, la sera, nei fuochi: forme di comunicazione dell’epoca romantica. Il Te Deum (dalle parole d’inizio del canto: Te Deum laudamus, Ti lodiamo Signore), servizio religioso solenne a Dio per un evento eccezionale (una vittoria, una liberazione) appartiene alla tradizione; altrettanto tradizionale è il fuoco (…) Molto meno tradizionale – anzi innovativo – è invece il corteo, classica espressione di una coscienza civile moderna: nel 1789 è il popolo in marcia verso la Bastiglia, nel 1848 la folla che chiedeva la Costituzione»

- Giorgio Tourn, in:
Giorgio Tourn – Bruna Peyrot, Breve storia della Festa del XVII Febbraio, monografie edite in occasione del 17 febbraio, XVII Febbraio 1994, pp. 40.
La citazione è tratta da p. 5.







lunedì 14 febbraio 2011

BIBBIA DI GERUSALEMME IN DVD


 Nuovo Verbum

NUOVO VERBUM
La Bibbia di Gerusalemme in DVD
Anno: 2010 (dicembre)
Edizione: 1
Pagine: 8
Collana: Editoria elettronica

Confezione: DVD


REQUISITI MINIMI DI SISTEMA

Windows XP Home Edition
                            o superiore

Microsoft Net Framework 4
                    incluso nel DVD

Processore
Pentium 4 a 2 GHz

Memoria Ram
               2 GB

Spazio su HD
                4 GB

        Lettore DVD

Scheda Video
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Sito Internet
www.nuovoverbum.it

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per Apple (MAC), successivamente uscirà Nuovo Verbum
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Descrizione dell'opera

Nuovo Verbum offre La Bibbia di Gerusalemme con nuovo testo CEI (edizione 2008) su DVD.
Si tratta di un utilissimo strumento di lettura, studio e lavoro sui testi biblici della Bibbia di Gerusalemme con funzionalità innovative e la possibilità di arricchire i contenuti mediante la connessione a internet.
Nella modalità offline, è possibile navigare e ricercare tra i testi, creare segnalibri e raccolte, aggiungere documenti: i contenuti potranno poi essere trasferiti e sincronizzati, direttamente dall'utente, verso apparati mobili come smartphone, palmari, notebook, tablet.
Attraverso il sito web www.nuovoverbum.it gli utenti registrati potranno accedere a contenuti extra che andranno ad arricchire la biblioteca personale.
Con Nuovo Verbum «la Scrittura diventerà testo letterario fragrante, espressione di poesia, di intuizioni altissime e dei mille segreti dell'esistenza. Con questa guida la Scrittura diventerà in modo più limpido Parola di Dio, "saldezza della fede, cibo dell'anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale" (DV 21)» 
(dalla Presentazione di mons. Gianfranco Ravasi).


tratto dal sito:
www.dehoniane.it