E' scaricabile la registrazione della conferenza di Paolo Ricca su Albert Schweitzer al seguente link:
http://www.mediafire.com/download.php?z57zda50e0r5qi8
martedì 25 giugno 2013
lunedì 17 giugno 2013
CULTI ESTIVI A BIELLA
Durante i mesi di luglio e agosto, i Culti presso la chiesa di Biella, via Fecia di Cossato 9/c saranno tenuti ogni due settimane. Riprenderanno ogni domenica a partire da domenica 1 settembre.
Domenica 14 luglio: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 28 luglio: Diac. ALGA BARBACINI
Domenica 11 agosto: LUDOVICA PEPE DIAZ
Domenica 25 agosto: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 1 settembre: STEFANO GIANNATEMPO
DOMENICA 8 SETTEMBRE: CULTO AL MARGOSIO - PANORAMICA ZEGNA ORE 10.00
Domenica 15 settembre: MASSIMO TUCCI
Domenica 22 settembre: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 29 settembre: Diac. ALGA BARBACINI
Domenica 14 luglio: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 28 luglio: Diac. ALGA BARBACINI
Domenica 11 agosto: LUDOVICA PEPE DIAZ
Domenica 25 agosto: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 1 settembre: STEFANO GIANNATEMPO
DOMENICA 8 SETTEMBRE: CULTO AL MARGOSIO - PANORAMICA ZEGNA ORE 10.00
Domenica 15 settembre: MASSIMO TUCCI
Domenica 22 settembre: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 29 settembre: Diac. ALGA BARBACINI
CULTI A PIEDICAVALLO (ogni domenica di luglio e agosto, ORE 17.00)
Domenica 7 luglio : Diac. ALGA BARBACINI
Domenica 14 luglio: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 21 luglio: Pred. Loc. SILVIA FACCHINETTI
Domenica 28 luglio: Diac. ALGA BARBACINI
Domenica 4 agosto: STEFANO GIANNATEMPO
Domenica 11 agosto: MASSIMILIANO ZEGNA
Domenica 18 agosto: PIETRO MAGLIOLA
Domenica 25 agosto: MASSIMILANO ZEGNA - CULTO IN PIEMONTESE
mercoledì 5 giugno 2013
mercoledì 8 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
lunedì 15 aprile 2013
martedì 19 marzo 2013
CULTI A BIELLA
VENERDI' SANTO : ORE 20.30
TUTTI I PRIMI VENERDI' DEL MESE : ORE 20.30
DOMENICA : ORE 10.00
TUTTI I PRIMI VENERDI' DEL MESE : ORE 20.30
DOMENICA : ORE 10.00
domenica 10 marzo 2013
martedì 4 ottobre 2011
MOSTRA
MOSTRA “EVANGELICI E RISORGIMENTO”
L’ospitalità della mostra “Evangelici e Risorgimento“, nel salone “Punto Cagliari” di Biella, non è casuale ma rappresenta un filo solido tra le comunità sarde e valdesi. Così, nella presentazione, che si è svolta venerdì 30 settembre nello spazio espositivo del circolo culturale “Su Nuraghe“, il pastore protestante Claudio Pasquet di Torre Pellice ha dimostrato che fondamentale per l’attuazione del Risorgimento come processo politico e culturale di libertà, fu anche l’apporto di sardi e valdesi.
Legame sottolineato anche dal presidente del circolo Battista Saiu.
“È una storia poco conosciuta che merita essere evidenziata – ha affermato il presidente di Su Nuraghe – innanzitutto perché il popolo sardo e gli abitanti delle valli valdesi in Piemonte appartenevano fino all’Unità d’Italia al Regno di Sardegna; inoltre perché alcune curiosità come la presenza di sardi fra i garibaldini o l’influenza dell’evangelico Alessandro Gavazzi nella formazione personale di Garibaldi rappresentano situazioni in cui le cosiddette minoranze hanno lasciato segni importanti della convinta scelta risorgimentale“.
I principali temi affrontati nella mostra sono: l’apporto dei protestanti alle guerre d’indipendenza; i personaggi del periodo risorgimentale; il ruolo dei valdesi nella fondazione della Croce Rossa; la diffusione dell’alfabetizzazione; la produzione editoriale; il ruolo delle donne; il ruolo politico ed economico delle minoranze straniere e degli imprenditori protestanti negli Stati preunitari; la diffusione della Bibbia nel territorio italiano.
La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 16 alle 19 con ingresso libero fino al 9 ottobre nel
“Punto Cagliari” di via Galileo Galilei 11 a Biella.
Massimiliano Zegna
L’ospitalità della mostra “Evangelici e Risorgimento“, nel salone “Punto Cagliari” di Biella, non è casuale ma rappresenta un filo solido tra le comunità sarde e valdesi. Così, nella presentazione, che si è svolta venerdì 30 settembre nello spazio espositivo del circolo culturale “Su Nuraghe“, il pastore protestante Claudio Pasquet di Torre Pellice ha dimostrato che fondamentale per l’attuazione del Risorgimento come processo politico e culturale di libertà, fu anche l’apporto di sardi e valdesi.
Legame sottolineato anche dal presidente del circolo Battista Saiu.
“È una storia poco conosciuta che merita essere evidenziata – ha affermato il presidente di Su Nuraghe – innanzitutto perché il popolo sardo e gli abitanti delle valli valdesi in Piemonte appartenevano fino all’Unità d’Italia al Regno di Sardegna; inoltre perché alcune curiosità come la presenza di sardi fra i garibaldini o l’influenza dell’evangelico Alessandro Gavazzi nella formazione personale di Garibaldi rappresentano situazioni in cui le cosiddette minoranze hanno lasciato segni importanti della convinta scelta risorgimentale“.
I principali temi affrontati nella mostra sono: l’apporto dei protestanti alle guerre d’indipendenza; i personaggi del periodo risorgimentale; il ruolo dei valdesi nella fondazione della Croce Rossa; la diffusione dell’alfabetizzazione; la produzione editoriale; il ruolo delle donne; il ruolo politico ed economico delle minoranze straniere e degli imprenditori protestanti negli Stati preunitari; la diffusione della Bibbia nel territorio italiano.
La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 16 alle 19 con ingresso libero fino al 9 ottobre nel
“Punto Cagliari” di via Galileo Galilei 11 a Biella.
Massimiliano Zegna
INAUGURAZIONE MOSTRA
lunedì 26 settembre 2011
PERCHE DI UNA MOSTRA
La mostra “Evangelici e Risorgimento” che si inaugurerà nella sala espositiva del Circolo Su Nuraghe il 30 c.m. alle ore 20,30, è una mostra itinerante realizzata dalla Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice grazie al contributo della Tavola Valdese, “ progettoottopermille”.
Questa mostra che si compone di 12 pannelli illustrativi, vuole illustrare la scelta di campo risorgimentale che gli Evangelici, cristiani non cattolici, fecero senza remore, pur essendo la loro chiesa, una comunità religiosa senza potere politico. Essi lessero il processo politico e culturale del Risorgimento non solo come unificazione dell'Italia ma anche , sopratutto, come rinnovamento culturale in una nazione appena formatasi, ancora segnata dalla Controriforma, accogliendone le istanze del liberalismo moderno. Quindi convinti che l'Italia possa diventare una nazione moderna e libera, gli evangelici prendono parte alle sue vicende con uno slancio molto superiore alla loro realtà numerica impegnandosi soprattutto su tre fronti: religioso, culturale, assistenziale.
Negli anni 1859-60 all'unificazione d'Italia si accompagna anche l'espansione della presenza evangelica.
Evangelisti e Colportori, aprono locali di culto, tengono dibattiti, utilizzando gli spazi concessi dal clima di relativa tolleranza che si è instaurato. Il Sinodo valdese crea un Comitato di Evangelizzazione e trasferisce a Firenze la scuola di teologia.
Con la proclamazione del Regno d'Italia del 1861, anche l'evangelismo italiano, pur nella pluralità delle identità riafferma la sua unità progettuale.
Le chiese valdesi, di tradizione calvinista, hanno alle spalle una lunga vicenda storica: un Sinodo deliberativo, una Confessione di Fede, Ministri teologicamente preparati.
Le Chiese libere, nate dopo il '48 seguono invece il modello congregazionlista mentre le Chiese nate dalle missioni anglo-sassoni adattano le teologie di provenienza, alla sensibilità italiana.
Con la presa di Roma tutte le chiese evangeliche aprono chiese in città, per riaffermare che l'Italia moderna, nata con la fine del potere temporale del papa, vive nel pluralismo religioso e nella libertà di coscienza e di culto.
Avendo l'azione di queste chiese come prospettiva il rinnovamento spirituale del paese, esse non parlano di proselitismo e missione ma di evangelizzazione e quindi si definiscono evangelici. Questo significa ricondurre la fede cristiana al Vangelo ed, in ottica critica, significa denunciare sopratutto l'ignoranza delle scritture, scontrandosi con l'opposizione della gerarchia ecclesiastica.
Le figure centrali di questo progetto furono l'evangelista, il colportore e la maestra. Il colportore, spostandosi di paese in paese offrendo testi sacri, illustrandone il contenuto, riscuotendo insulti e non di rado percosse, è il simbolo dell'evangelismo italiano. Si ha notizie certe di un colportore anche nelle valli biellesi e in particolare a Graglia.
Per accedere al testo biblico bisogna saper leggere, ma l'Italia risorgimentale ha tassi di analfabetismo dal 30 all' 80%. Prima di costruire chiese gli evangelici aprono delle scuole. Personaggi chiave di quest'impegno sono le maestre. Esse tengono, di giorno l'insegnamento elementare, la sera un corso per adulti che si conclude con la lettura di un testo biblico e una preghiera. Le maestre sono spesso giovani donne che lavorano in ambienti prevenuti ed ostili. La prima scuola elementare di Piedicavallo e stata aperta da una maestra valdese in seno alla appena nascente comunità. Il contributo degli ambiti protestanti internazionali è fondamentale per quest'opera sotto il profilo economico. Alla loro generosità si deve la realizzazione di scuole, opere sociali, pubblicazione di giornali e libri. Anche un gran numero di imprenditori è motivo di sviluppo economico. Il loro apporto in ambito culturale apre nuovi orizzonti, conducendo oltre le ristrette frontiere.
Nel '900 gli evangelici italiani, mantenendo fede al progetto risorgimentale, vivendo tutte le esperienze della vita nazionale, pagando di persona la testimonianza evangelica sotto il fascismo, partecipano alla Resistenza, rivendicando, nel dopoguerra, la libertà religiosa. Oggi, inseriti in modo propositivo nella società italiana e nel quadro delle Intese con lo Stato, proseguono la predicazione dell'Evangelo impegnandosi per il superamento delle discriminazioni, il rinnovamento delle istituzioni, la libertà delle coscienze.
Tutti questi concetti saranno più esaustivamente affrontati dal Pastore valdese Claudio Pasquet nella sua conferenza introduttiva nel giorno di inaugurazione della mostra.
La Presidente del Consiglio di Chiesa
Ludovica Pepe Diaz
La mostra “Evangelici e Risorgimento” che si inaugurerà nella sala espositiva del Circolo Su Nuraghe il 30 c.m. alle ore 20,30, è una mostra itinerante realizzata dalla Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice grazie al contributo della Tavola Valdese, “ progettoottopermille”.
Questa mostra che si compone di 12 pannelli illustrativi, vuole illustrare la scelta di campo risorgimentale che gli Evangelici, cristiani non cattolici, fecero senza remore, pur essendo la loro chiesa, una comunità religiosa senza potere politico. Essi lessero il processo politico e culturale del Risorgimento non solo come unificazione dell'Italia ma anche , sopratutto, come rinnovamento culturale in una nazione appena formatasi, ancora segnata dalla Controriforma, accogliendone le istanze del liberalismo moderno. Quindi convinti che l'Italia possa diventare una nazione moderna e libera, gli evangelici prendono parte alle sue vicende con uno slancio molto superiore alla loro realtà numerica impegnandosi soprattutto su tre fronti: religioso, culturale, assistenziale.
Negli anni 1859-60 all'unificazione d'Italia si accompagna anche l'espansione della presenza evangelica.
Evangelisti e Colportori, aprono locali di culto, tengono dibattiti, utilizzando gli spazi concessi dal clima di relativa tolleranza che si è instaurato. Il Sinodo valdese crea un Comitato di Evangelizzazione e trasferisce a Firenze la scuola di teologia.
Con la proclamazione del Regno d'Italia del 1861, anche l'evangelismo italiano, pur nella pluralità delle identità riafferma la sua unità progettuale.
Le chiese valdesi, di tradizione calvinista, hanno alle spalle una lunga vicenda storica: un Sinodo deliberativo, una Confessione di Fede, Ministri teologicamente preparati.
Le Chiese libere, nate dopo il '48 seguono invece il modello congregazionlista mentre le Chiese nate dalle missioni anglo-sassoni adattano le teologie di provenienza, alla sensibilità italiana.
Con la presa di Roma tutte le chiese evangeliche aprono chiese in città, per riaffermare che l'Italia moderna, nata con la fine del potere temporale del papa, vive nel pluralismo religioso e nella libertà di coscienza e di culto.
Avendo l'azione di queste chiese come prospettiva il rinnovamento spirituale del paese, esse non parlano di proselitismo e missione ma di evangelizzazione e quindi si definiscono evangelici. Questo significa ricondurre la fede cristiana al Vangelo ed, in ottica critica, significa denunciare sopratutto l'ignoranza delle scritture, scontrandosi con l'opposizione della gerarchia ecclesiastica.
Le figure centrali di questo progetto furono l'evangelista, il colportore e la maestra. Il colportore, spostandosi di paese in paese offrendo testi sacri, illustrandone il contenuto, riscuotendo insulti e non di rado percosse, è il simbolo dell'evangelismo italiano. Si ha notizie certe di un colportore anche nelle valli biellesi e in particolare a Graglia.
Per accedere al testo biblico bisogna saper leggere, ma l'Italia risorgimentale ha tassi di analfabetismo dal 30 all' 80%. Prima di costruire chiese gli evangelici aprono delle scuole. Personaggi chiave di quest'impegno sono le maestre. Esse tengono, di giorno l'insegnamento elementare, la sera un corso per adulti che si conclude con la lettura di un testo biblico e una preghiera. Le maestre sono spesso giovani donne che lavorano in ambienti prevenuti ed ostili. La prima scuola elementare di Piedicavallo e stata aperta da una maestra valdese in seno alla appena nascente comunità. Il contributo degli ambiti protestanti internazionali è fondamentale per quest'opera sotto il profilo economico. Alla loro generosità si deve la realizzazione di scuole, opere sociali, pubblicazione di giornali e libri. Anche un gran numero di imprenditori è motivo di sviluppo economico. Il loro apporto in ambito culturale apre nuovi orizzonti, conducendo oltre le ristrette frontiere.
Nel '900 gli evangelici italiani, mantenendo fede al progetto risorgimentale, vivendo tutte le esperienze della vita nazionale, pagando di persona la testimonianza evangelica sotto il fascismo, partecipano alla Resistenza, rivendicando, nel dopoguerra, la libertà religiosa. Oggi, inseriti in modo propositivo nella società italiana e nel quadro delle Intese con lo Stato, proseguono la predicazione dell'Evangelo impegnandosi per il superamento delle discriminazioni, il rinnovamento delle istituzioni, la libertà delle coscienze.
Tutti questi concetti saranno più esaustivamente affrontati dal Pastore valdese Claudio Pasquet nella sua conferenza introduttiva nel giorno di inaugurazione della mostra.
La Presidente del Consiglio di Chiesa
Ludovica Pepe Diaz
martedì 26 luglio 2011
FESTA DI FRA DOLCINO 2011
FESTA DI FRA DOLCINO
2011
CA’ Dë STUDI DOSSINIAN
CENTRO STUDI DOLCINIANI
VIA VERCELLOTTO 3
13836 COSSATO (BI) TEL. 015 94271
e-mail : perodijvalentin@libero.it
SABATO 10 SETTEMBRE
A BIELLA ALLE ORE 17
PRESSO LA SALA VALDESE VIA FECIA DI COSSATO 9/C - BIELLA
CONFERENZA CON IL PROF. GIOVANNI CERINO BADONE
(DOCENTE UNIVERSIT. PIEMONTE ORIENTALE)
TEMA DELLA SERATA :
“LE AZIONI MILITARI DI FRA DOLCINO E RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI DEL MONTE CIVETTA”
DOMENICA 11 SETTEMBRE
LOCALITA’ MARGOSIO TRIVERO (BI)
ORE 10- CULTO VALDESE CON IL PASTORE LUCIANO DEODATO
ORE 11- SALITA AL CIPPO PER ASSEMBLEA ANNUALE CENTRO STUDI DOLCINIANI
ORE 13 PRANZO
PRESSO LA LOCANDA ARGIMONIA LOCALITA’ BOCCHETTA LUVERA
(A 1,5 KM. DAL MARGOSIO)
menù : tagliere di salumi - castagne con lardo - salsiccetta con erbette - polenta concia -torta di mele-acqua – vino- caffè- euro 16.00
è GRADITA LA PRENOTAZIONE
ore 15 - festa da BAL CON claudio ballario ALLA FISARMONICA
in caso di pioggia si STA’ al coperto. Vi aspettiamo numerosi!!!!
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI : PIERO DELMASTRO TEL. 015 94271 CELL. 3394215756
martedì 5 luglio 2011
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