sabato 8 gennaio 2011

IL VERO SIGNIFICATO DELLA PREGHIERA

LA PREGHIERA OMBRELLO



Chiudi l’ombrello, fratello mio,

la preghiera non è un ombrello;

Dio non vende ombrelli, sorella mia,

ama troppo il vento.

Avevo paura di bagnarmi

mi credevo al riparo

della mia preghiera ombrello;

ma tu, o Signore,

mi hai spruzzato di sotto;

la raffica è arrivata da lato

e l’ombrello è stato spazzato via!

Avevo creduto che sotto l’ombrello

ci fossi anche tu,

tu, il Signore dello Spirito…

un cantuccio di ombrello

un cantuccio di paradiso;

questa era la mia occasione…

Ho aperto gli occhi:

sotto l’ombrello, nessuno.

Nessuno oltre a me,

un uomo asciutto, un uomo rinsecchito,

dita contratte sul manico

della preghiera-ombrello.

Vieni!

Signore del vento e dello Spirito,

spazza ai quattro venti

il mio ridicolo ombrello e la mia preghiera paravento!

Tu, il Dio senza ombrello,

spingimi fuori, nel vento,

bagnami, Signore!

Ma dammi al tempo stesso

la gioia e la forza

di quelli che tu inzuppi con lo Spirito!



Olivier Fabre da “Circ. Com. It. CEVAA” riportata da:

Al di là delle barriere, p. 176,

(raccolta di testi a cura del pastore valdese Renato Coïsson).

venerdì 7 gennaio 2011

MANUALE DI ESEGESI DELL'ANTICO TESTAMENTO NOVITA' EDITORIALE EDB


A cura di

MICHAELA BAUKS

CHRISTOPHE NIHAN

Manuale di Esegesi dell’Antico Testamento

traduzione di Fabrizio Ficco, (Testi e commenti), EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2010, pp. 208,

Presentazione dell’edizione italiana di Jean-Pierre Sonnet, S.J.

www.dehoniane.it

dalla Prefazione (p. 9):

Perché un manuale di esegesi dell’Antico Testamento? Sebbene sia attualmente assente dagli scaffali delle librerie francofone, questo genere di opera metodologica è indispensabile per l’esegesi biblica.

Questo libro è indirizzato prioritariamente agli studenti indotti a lavorare sulla Bibbia ebraica, l’Antico Testamento dei cristiani, e, più in generale, a tutte le persone interessate dallo studio critico della Bibbia.

Senza pretendere di esaurire le questioni di cui si tratta, questo manuale mira a offrire ai suoi lettori un panorama più ampio possibile, passando in rassegna i metodi più riconosciuti oggi presentandoli nei loro sviluppi recenti. Per forza di cose, questa presentazione approderà solo lateralmente alle questioni che appartengono di fatto all’introduzione generale all’Antico Testamento (il canone; la storia del testo; gli ambienti di produzione). Tuttavia non è lo scopo principale di un manuale di questo tipo approfondire tali questioni; su questi punti, ci permettiamo di rinviare al lettore alle opere disponibili.

Quali sono le tappe da seguire per analizzare e interpretare un testo veterotestamentario? Da quasi centocinquant’anni, la gamma di operazioni del metodo critico ha conosciuto uno sviluppo importante e si è considerevolmente differenziata. Questo metodo si basa sull’idea per cui il testo biblico non appartiene alla letteratura d’autore ma alla letteratura di tradizione, che esige una considerazione storica a lunga portata, che inglobi vari secoli, come anche delle considerazioni letterarie appropriate. Questa comprensione dei testi biblici ne complica la lettura sotto molti punti di vista, ma conferisce loro, si vedrà, anche un rilievo tra i più significativi.

Nel suo scopo d’insieme, questo manuale si dedica da una parte alla presentazione dei principali metodi, che si sono sviluppati nel quadro dello studio critico della Bibbia; d’altra parte, intende iniziare il lettore in una forma molto concreta all’applicazione di tali metodi, guidandolo passo passo.



dal sito: www.dehoniane.it

Descrizione dell'opera

Quali sono le tappe da seguire per analizzare e interpretare un testo veterotestamentario? Il testo biblico non appartiene alla letteratura d'autore, ma a quella di tradizione, la quale esige una considerazione storica che coinvolge vari secoli. L'Antico Testamento non è un'opera letteraria composta di getto, ma una collezione di testi molto differenti, deliberatamente riuniti e presentati a una data comunità come un "canone", vale a dire come una collezione normativa.

Il manuale si dedica alla presentazione dei principali metodi che si sono sviluppati nel quadro dello studio critico della Bibbia e insieme si propone d'iniziare concretamente il lettore all'applicazione di tali metodi, guidandolo passo passo.

Sommario

Presentazione dell'edizione italiana (J.-P. Sonnet). Prefazione (M. Bauks - C. Nihan).. I. La Critica Testuale (J. Joosten). A. La ricerca del testo originale. 1. I testimoni del testo dell'Antico Testamento. 2. Il metodo della critica testuale. 3. La critica testuale e la storia della redazione. B. Il testo, specchio della storia dell'interpretazione. 1. L'interesse per il fenomeno del Targum. 2. Una rivoluzione nell'approccio alla LXX. 3. Tendenze esegetiche nei rotoli di Qumran. 4. Le correzioni degli scribi e la revisione teologica del TM. 5. Conclusione. 6. Modalità d'impiego. II. L'ANALISI NARRATIVA DEI RACCONTI BIBLICI (J.-P. Sonnet). 1. Storia e preistoria di un metodo. 2. Dei testi compositi. 3. Il modello narrativo. 4. L'intreccio: il montaggio degli avvenimenti. 5. I personaggi. 6. Il punto di vista. 7. La ripetizione. 8. La Storia e le storie. 9. Modalità d'impiego. III. ANALISI DELLE FORME E DEI GENERI E STORIA DELLE TRADIZIONI (M. Bauks). A. Analisi delle forme e storia dei generi. 1. Introduzione. 2. Le forme e i generi dell'Antico Testamento. 3. Regole per la delimitazione delle forme e dei generi in un testo biblico. B. Analisi e storia delle tradizioni. 1. Introduzione. 2. Tradizioni e correnti teologiche. 3. Regole per il reperimento delle tradizioni inerenti a un testo biblico. IV. L'ANALISI REDAZIONALE (C. Nihan). 1. Introduzione. 2. I concetti di «redazione» e di «redattore». 3. «Redazione» e «redattore» nel dibattito attuale. 4. Presentazione del metodo: l'analisi. 5. Presentazione del metodo: la sintesi. 6. Per concludere. Problemi e poste in gioco metodologiche dell'analisi redazionale oggi. 7. Modalità d'impiego. V. ELEMENTI PER L'ANALISI DI NUMERI 12. A. Traduzione e critica testuale (J. Joosten). 1. Traduzione. 2. Note sulla traduzione. 3. Critica testuale. 4. Suggerimenti esegetici nelle versioni. 5. Bibliografia. B. Nm 12: Struttura, contesto, forma, redazione (T. Römer). 1. Analisi sincronica. 2. Genere(i) letterario(i). 3. Analisi diacronica. 4. Il contesto letterario e storico. 5. Storia delle tradizioni. 6. Riassunto. 7. Bibliografia. Glossario.

Note sui curatori

MICHAELA BAUKS (Münster 1962) è docente di Antico Testamento all'Università di Coblenza. Tra le sue numerose pubblicazioni: Die Welt am Anfang. Zum Verhältnis von Vorwelt und Weltentstehung in Gen 1 und in der altorientalischen Literatur, Neukirchener Verlag, Neukirchen-Vluyn 1997; Die Feinde des Psalmisten und die Freunde Hiobs. Untersuchungen zur Freundklage im Alten Testament, Katholisches Bibelwerk, Stuttgart 2004.

CHRISTOPHE NIHAN (Los Angeles 1972) è professore associato di Antico Testamento all'Università di Losanna. Ha pubblicato, oltre a numerosi articoli e saggi: From Priestly Torah to Pentateuch: A Study in the Composition of the Book of Leviticus, Mohr Siebeck, Tübingen 2007; con T. Römer e J.-D. Macchi, Guida di lettura dell'Antico Testamento, EDB, Bologna 2007.

giovedì 6 gennaio 2011

6 gennaio 2011 - EPIFANIA

IL DONO


Dai poco, se doni le tue ricchezze;

ma se doni te stesso, tu dai veramente.

Vi sono quelli che danno con gioia

e la gioia è la loro ricompensa.

Nelle loro mani Dio parla

e dietro i loro occhi Egli sorride alla terra.

E’ bene dare se ci chiedono,

ma è meglio capire quando non ci chiedono nulla.

E per chi è generoso cercare il povero

è una gioia più grande che donare

poiché, chi è degno di bere al mare della vita,

può riempire la coppa alla tua breve corrente.

E voi che ricevete – e tutti ricevete –

non lasciate che la gratitudine vi opprima

per non creare un giogo in voi e in chi vi ha dato.

Piuttosto, i suoi doni siano le ali

su cui volerete insieme.



Gibran Kahlil Gibran

da "Il profeta"


Comitato Italiano per la CEVAA,
Al di là delle barriere,
stampato ma non pubblicato, Trieste, 1995, p. 133,
raccolta di testi a cura di Renato Coïsson.

mercoledì 5 gennaio 2011

COMMENTARI BIBLICI: INIZIATIVA EDIZIONI SAN PAOLO




Iniziativa di rilievo per lo studio della Bibbia:
una nuova serie
di commentari biblici proposti dalle Edizioni San Paolo.

Nuova Versione della Bibbia dai Testi Antichi

Per ogni volume:
Introduzione, traduzione e commento
a cura di qualificati studiosi.


Volumi già pubblicati:

Testi canonici:

- GIOSUE'
a cura di Flavio Dalla Vecchia

- LETTERA AI FILIPPESI
a cura di Francesco Bianchini


Testi apocrifi (deuterocanonici per i cattolici-romani):

TOBIT
a cura di Marco Zappella


interessante il sito:
www.nuovaversionedellabibbia.it




dal sito:
www.nuovaversionedellabibbia.it
sono tratte le seguenti notizie:


NEL SOLCO DELLA STORIA
Quarant'anni dopo la pubblicazione del primo volume della Novissima Versione della Bibbia dai testi originali (1967), la Direzione delle Edizioni San Paolo ha deciso di avviare una nuova serie di circa 60 volumi che, riprendendo le finalità del grande progetto degli anni '60-'70, si distinguerà dalle collane già offerte al pubblico. Le sue caratteristiche sono di tutto rilievo.


L'ATTENZIONE AL CANONE DELL'ANTICO TESTAMENTO

Il primo elemento distintivo è l'attenzione particolare al canone dell'Antico Testamento. L’ordine di presentazione dei libri sarà quello della Bibbia ebraica attuale, scandito secondo la sequenza “Torah, Nebi’im, Ketubim”. Seguiranno i libri che nella tradizione cattolica sono definiti “Deuterocanonici” e che i protestanti chiamano “Apocrifi”.





IL CONFRONTO CON I TESTI ANTICHI
Ogni volume accosterà la traduzione italiana al testo in lingua antica (ebraico o greco). Nel dettaglio: per tutto il Nuovo Testamento il testo di destra sarà in italiano, quello sulla pagina sinistra in greco; per l’Antico Testamento il testo sulla pagina destra sarà in italiano, quello sulla pagina sinistra in ebraico (per i libri protocanonici) o in greco (per i libri deuteroconanici). Per quanto concerne i testi antichi si userà: per la Septuaginta l’edizione del Rahlfs; per l’ebraico la Bibbia Hebraica Stuttgartensia (5a ed.); per il greco del Nuovo Testamento l’edizione di Nestle-Aland (27a ed.).

UNA NUOVA VERSIONE ITALIANA

La traduzione assicura non solo la fedeltà al testo originale, ma anche una bellezza letteraria che sia capace di rendere conto dell’andamento del testo e, allo stesso tempo, possa soddisfare le esigenze del lettore contemporaneo.


LE NOTE FILOLOGICO-TESTUALI E LESSICOGRAFICHE

Si tratta di annotazioni destinate a offrire puntualizzazioni legate alla critica testuale(riprendendo le varianti testuali più significative), approfondire il significato dei termini, illustrandone contesto e valenza semantica. Rispetto al progetto degli anni '60-'70 questa parte è notevolmente arricchita, secondo la sensibilità attuale. Non mancano riferimenti e confronti con la versione Cei del 2008.


IL COMMENTO ESEGETICO-TEOLOGICO

Elaborato tenendo presenti le unità letterarie dei testi biblici, permette di percorrere la struttura narrativa dei testi, commentati mettendo in evidenza gli aspetti teologici e il nesso tra Antico e Nuovo Testamento, rispettandone la reciprocità.



LE INTRODUZIONI

I singoli libri vengono introdotti da uno sguardo generale che si propone di illustrare: il titolo, l’importanza e il posto del libro nel canone; la struttura e gli aspetti letterari del testo (stile, generi…); le linee teologiche fondamentali; gli elementi legati alla composizione del testo (data, autore, storia della composizione); la trasmissione (versioni antiche, ecc.).



L’APPENDICE LITURGICA

Alla fine di ogni volume si prevede un approfondimento liturgico. Affidato a una sola persona per tutta la collana (prof. Gaetano Comiati), esso illustrerà la presenza del libro biblico nel ciclo dell’anno liturgico e nella vita del popolo di Dio.


martedì 4 gennaio 2011

IL REGALO PIU' GRANDE

DONACI LO SPIRITO SANTO

Senza lo Spirito Santo
Dio è lontano,
Gesù fa parte del passato
e l'Evangelo rimane lettera morta.

Senza lo Spirito Santo
la Chiesa è una semplice associazione,
l'autorità, una forma di dominio,
la missione, una volgare propaganda,
la liturgia, una manipolazione delle menti,
e la vita cristiana, una morale schiavizzante.

Vieni Signore in mezzo a noi.

Athenagoras

tratto da:

Comitato Italiano per la Cevaa, Comunità di Chiese in missione:
Spalanca la finestra, raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson,
stampato ma non pubblicato, Trieste, 2000, p. 25.

lunedì 3 gennaio 2011

AGENDA EMI 2011

Agenda Biblica e Missionaria 2011
EMI Editrice Missionaria Italiana - Bologna
www.emi.it

- riflessioni bibliche e liturgiche accompagnano ogni giorno dell'anno;
- ampio è lo spazio per scrivere appunti ed annotare impegni,
la prospettiva è quella cattolica-romana.

Sarebbe una cosa buona e giusta se in Italia
diventasse disponibile
anche un Agenda ecumenica pensata e scritta
dalle diverse confessioni cristiane presenti nel nostro Paese
per i cittadini del nostro tempo.
Al riguardo ci sono già alcuni lodevoli tentativi
ma la dimensione
non è ancora realmente ed effettivamente ecumenica.


- L'Agenda Biblica e Missionaria 2011
riporta brani da testi che fanno riflettere,
come il seguente di
Primo Mazzolari, "Tu non uccidere":
La nonviolenza è la cosa più nuova e
la più antica; la più tradizionale e la più
sovversiva; la più santa e la più umile;
la più sottile e difficile e la più semplice,
la più dolce e la più esigente; la più audace
e la più savia, la più profonda e la più ingenua.


Quest'anno l'Agenda EMI è disponibile in quattro edizioni:

- Agenda grande plastificata, brossura
- Agenda grande cartonata, con elastico
- Agenda tascabile, plastificata
- Agenda tascabile, cartonata con elastico

sabato 1 gennaio 2011

Capodanno (1° gennaio)

Fondamento biblico

In Luca (2,21) è detto in una breve annotazione: «Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre».

(...)

Lutero polemizzò vivacemente contro la celebrazione del Capodanno («impartire l’anno nuovo sul pulpito») ed esigette, invece, di predicare sulla circoncisione e il nome di Gesù. Per lui il nuovo anno incominciava a Natale: «…se ne rallegrano le schiere angeliche / che ora ci annunciano questo anno nuovo» è detto in uno dei suoi più noti canti natalizi (EG 24).

tratto da: Karl-Heinrich Bieritz, Il Tempo e la Festa, (“Dabar” Saggi teologici 25), traduzione di Lydia Marinconz, Marietti 1820,

pp. 196 e 198.

www.mariettieditore.it

PENSIERI VERI PAROLE ILLUMINANTI

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Meditazione di Dietrich Bonhoeffer:

1° gennaio


D’ora in poi?



«La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni». Questo detto che si ritrova nei paesi più diversi, non proviene dall’insolente saggezza mondana di un impenitente, bensì rivela una profonda intelligenza cristiana. Chi con la fine dell’anno non sa fare niente di meglio che compilare un registro con quello che di cattivo ha fatto in passato e decidere, d’ora in poi ma quanti ‘da ora in poi’ sono già passati! - di iniziare il nuovo anno con propositi migliori, è ancora nel paganesimo fino al collo. Costui pensa che i buoni propositi facciano da soli il nuovo inizio, ovvero che egli possa iniziare di nuovo quando vuole. E questa è una pessima illusione; è soltanto Dio che può iniziare nuovamente con l’uomo, se gli piace, ma non l’uomo con Dio. A un nuovo inizio l’uomo non può assolutamente arrivare, bensì può soltanto pregare per esso. Dove l’uomo è chiuso in sé e vive per sé soltanto, lì vi è sempre e soltanto il vecchio, il passato. Soltanto dov’è Dio, è il nuovo; e l’inizio, Dio, non lo si può comandare, lo si può soltanto pregare. Ma l’uomo può pregare soltanto se capisce che non può fare ciò che sta ai suoi limiti, che un altro deve iniziare.

DBW 13,344s.

- Dietrich Bonhoeffer, Voglio vivere questi giorni con voi, a cura di Manfred Weber,

traduzione di Andrea Aguti e Guido Ferrari, Editrice Queriniana,

p. 11.

www.queriniana.it

PER OGNI GIORNO PICCOLE GRANDI PAROLE


Le famose LOSUNGEN,
testi biblici e meditazioni giornaliere,
preparate ogni anno, a partire dal 1731,
dalla Chiesa evangelica dei Fratelli Moravi
(Unità dei Fratelli di Herrnhut).
La presente
edizione, tradotta e adattata per il lettore italiano,
è la 281a.


a cura di Paolo RICCA

il Lezionario
Un Giorno Una Parola
Letture bibliche quotidiane per il
2011
Editrice Claudiana

Edizione italiana della Meditazioni
bibliche e giornaliere dei Fratelli Moravi
(281° anno)

a cura della Federazione
delle chiese evangeliche in Italia

Introduzione di Paolo Ricca


tratto dall'Introduzione di Paolo Ricca:

" Un Giorno Una Parola è l'edizione italiana di un
Lezionario biblico preparato ogni anno dalla
Comunità dei Fratelli Moravi (la cui sede centrale
è in Germania), ininterrottamente dal 1731. Oggi
viene pubblicato in 52 lingue diverse, per un totale
di oltre due milioni di copie. Utilizzando questo
Lezionario si entra a far parte di una vasta comunità
di lettori, internazionale ed ecumenica. Il tratto
ecumenico caratterizzò la Comunità dei Fratelli
Moravi fin dal suo inizio. Anche in Italia è ecumenico
il gruppo dei collaboratori e lo è l'ampia cerchia dei
lettori.
L'edizione italiana è stata realizzata grazie a


Eliana Briante
Gabriella Caramore
Paolo De Benedetti
Ulrich Eckert
Pawel Gajewski
Christian Gysin
Klaus Langeneck
Lidia Maggi
Sergio Manna
Luca Maria Negro
Erica Sfredda
Ennio Pirondi
Gioachino Pistone
Giuseppe Platone
Bruno Rostagno
Paolo Ricca
Dieter Stoehr
Erika Tomassone

A tutti va il nostro ringraziamento.
Un grazie particolare a Franco Giampiccoli,
che ha coordinato il lavoro, e a Vanessa Cucco,
Laura Pellegrin e Andrea Vinti, che hanno curato
la pubblicazione.


Ogni anno siamo soliti corredare il
Lezionario Un Giorno una parola con
alcune illustrazioni destinate ad accompagnare
la lettura, arricchendo le conoscenze dei lettori
e i loro momenti di riflessione.
Quest'anno, ricorrendo il 150° anniversario
dell'Unità d'Italia (1861-2011)
proponiamo una serie di 18 ritratti di personaggi che
hanno preparato o vissuto quegli anni decisivi della
nostra storia e hanno sperato che il risorgimento politico
d'Italia fosse affiancato e sostanziato da un risorgimento
religioso e morale. Essi rappresentano la prima
generazione evangelica dell'Italia unita.

(...)
Con questa piccola galleria di personaggi
(i cui brevi profili sono stati redatti da
Gabriella Ballesio, direttrice dell'Archivio
storico della Tavola valdese, che vivamente
ringraziamo), intendiamo onorare non soltanto
la loro memoria, ma quella della loro generazione
che è stata pioniera dell'opera evangelica nell'Italia
finalmente unita.

(...)

I testi per il culto pubblico sono tratti
dal lezionario delle chiese luterane tedesche.
In appendice riportiamo inoltre le letture proposte
dal Lezionario comune riveduto, una raccolta
ecumenica di testi per il culto domenicale, ampiamente
diffusa nel mondo protestante anglosassone e basata
(con opportune modifiche) sul lezionario cattolico,
con il criterio della «lettura continua» "

LA PAROLA DI DIO RESTA CON NOI IN OGNI TEMPO

SABATO 1° GENNAIO - CAPODANNO

testi biblici indicati dal Lezionario
Un Giorno Una Parola
Letture bibliche quotidiane per il 2011,
editrice Claudiana, www.claudiana.it

Qualunque cosa facciate, in parole o in
opere, fate ogni cosa nel nome del Signore
Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di
lui (Colossesi 3,17)

Meglio un piatto d'erbe, dov'è l'amore, che
un bue ingrassato, dov'è l'odio
(Proverbi 15,17)

Seguendo la verità nell'amore, cresciamo
in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè
Cristo (Efesini 4,15)

venerdì 31 dicembre 2010

VIVERE IL NOSTRO TEMPO

"Il mio tempo sta nelle tue mani"
(Salmo 31, 16)

Alcuni passaggi della predicazione del teologo Karl Barth tenuta il 31 dicembre 1960

Il tempo scorre sempre eguale ma noi abbiamo inventato il calendario per scandirlo, a fine anno finisce un tempo e poi ne inizia un altro. Il salmo (31, versetto 16) dice che il credente mette il suo tempo, ieri e domani nella mani di Dio. Il tempo per lui non è però solo il giorno di domani, è il suo destino. Offriamo qui i pensieri che su questo versetto ha espresso il teologo protestante Karl Barth in una sua predica il 31 dicembre 1960.

Il mio tempo. Che significa? Il mio tempo non è altro se non la mia esistenza terrena: il mio passato, quindi, fin dalla nascita e il mio futuro fino alla morte. Inoltre, cosa più meravigliosa: il mio presente, il continuo passaggio dal passato al futuro, l'istante attuale che affiora di continuo per sparire di nuovo (...).
«Il mio tempo» significa però, anche, qualche cosa d'altro. La parola che Lutero ha tradotto con «mio tempo» propriamente significa: la mia sorte. Il mio tempo è dunque la storia della mia vita: tutto ciò che accade durante la mia esistenza; tutto ciò che ho fatto oppure omesso e che in futuro farò oppure ometterò, persino quello che in quest'ora faccio o tralascio. Il mio tempo è la storia di tutta la mia vita con ciò che ho sofferto e operato e forse soffrirò e farò ancora; tutta la mia vita con quanto sono stato, sono e sarò. Questa mia vita è nelle tue mani! (...)

Merita considerare bene in questa sede pure la parolina sta. Il mio tempo non giace, quindi, in qualche posto come una borsetta che qualcuno ha perduto nel tram o altrove. Non rotola nemmeno come una palla sfuggita da chissà quale mano. Nemmeno trema come fogliame nel bosco. Non dondola e vacilla come un ubriaco. Il tempo «sta». Viene trattenuto. Viene portato. È assicurato. Non «sta» per il fatto che io sia un giovane ben saldo sulle gambe: nessuno di noi lo è. Il tempo «sta» perché è nelle tue mani. E ciò che è nelle tue mani ha il carattere della stabilità. In te sta dunque: il mio ieri, il mio oggi e il mio domani con i suoi segreti e le sue manifestazioni palesi. Là c'è il mio tempo, la storia della mia vita; io stesso, già prima - molto prima - che nascessi ero nelle tue decisioni, dall'eternità. E là rimarrò: non soltanto fino alla mia morte, ma oltre essa, per sempre. Nulla, proprio nulla di ciò che è avvenuto, avviene e avverrà, andrà perso, dimenticato, cancellato. Io sono, io vivrò, anche se dovessi subito morire, perché la mia vita sta nelle tue mani.

E solo ora viene la cosa principale: «II mio tempo sta nelle tue mani». (...) Non nelle mani di un oscuro, tetro destino dinanzi al quale si sente ribrezzo e si ha paura; con il quale si potrebbe discutere, lottare; con il quale ci si potrebbe battere, internamente e esternamente. Con il destino io potrei venire a discussione. Con te, mio Dio, non lo posso fare; non mi resta che accordarmi.
Il mio tempo non si trova, nemmeno, nelle mani di qualche grande o piccolo uomo, al quale, prima o poi, mi appoggio, dal quale, lentamente, a poco a poco, potrei liberarmi.
E la cosa più importante: il mio tempo non sta nelle mie mani. È una vera fortuna che io non debba ricorrere a me stesso, come persona di riguardo (...).

Mi domanderete: ma Dio ha mani? (...) Che significa: mani di Dio? Permettetemi che mi esprima anzitutto così: le mani di Dio sono le sue opere, le sue azioni, le sue parole, le quali - lo sappiamo o non vogliamo saperlo - ci circondano da ogni lato, ci portano, ci sostengono. Tutto questo però potrebbe ancora essere detto e inteso soltanto metaforicamente, simbolicamente. C'è un punto, però, nel quale cessa l’immagine e il simbolismo e la faccenda delle mani di Dio diventa molto seria: là dove tutte le azioni, le opere e le parole di Dio hanno il loro inizio, il loro centro e il loro scopo: «le tue mani», le mani, cioè del nostro Salvatore Gesù Cristo. Sono quelle mani che egli ha ben aperte quando ha gridato: «Venite tutti da me, voi che siete stanchi e affaticati ed io vi ristorerò». Sono le mani con le quali egli ha benedetto i bambini; con le quali ha toccato e guarito i malati. Sono le mani con le quali egli ha spezzato il pane e l'ha distribuito ai cinquemila nel deserto e poi, ancora una volta, ai suoi discepoli, prima di morire. Sono infine e soprattutto quelle mani inchiodate in croce per la nostra riconciliazione con Dio. Fratelli e sorelle: queste sono le mani di Dio: le forti mani di un padre; le buone, delicate, tenere mani di una madre; le fedeli, soccorritrici mani di un amico; le mani misericordiose di Dio, nelle quali si trova il nostro tempo, nelle quali ci troviamo tutti noi.

________________________
Karl Barth, Invocami! Prediche dal penitenziario di Basilea,

tr. it. P. Vicentin, Morcelliana, Brescia 1969.


il testo è riportato dal sito:

www.chiesavaldese.org

in data: venerdì 31 dicembre 2010, ore 18.40.


giovedì 30 dicembre 2010

CANI E GATTI NOSTRI AMICI ANCHE A CAPODANNO

tratto dal quotidiano LA STAMPA:


LA
ZAMPA.IT

28/12/2010
Capodanno, i consigli
per proteggere cani e gatti

Ogni anno almeno 5 mila animali muoiono nella notte di San Silvestro per colpa dei "botti"
ROMA










Un decalogo
e un Telefono amico dell’Aidaa,
Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente, per arginare i danni provocati agli animali dai botti nella notte di San Silvestro, un “incubo” chetorna anche quest’anno nonostante gli appelli che da anni le associazioni animaliste lanciano e nonostante le migliaia di firme raccolte in questo periodo da più parti.

«Ancora una volta - rileva l’associazione - siamo costretti ad assistere impotenti a questo vero e proprio massacro che ogni anno vede almeno 5 mila animali morire di crepacuore, e tra loro anche molti cani e gatti (oltre a volatili e piccoli animali), per i botti sparati nella notte di Capodanno».

L’Aidaa propone un decalogo per evitare forti stress a Fuffy e Fido, spesso motivo di morte per gli esemplari malati o più anziani. Ecco alcuni consigli per evitare che la notte di Capodanno gli animali domestici vivano ore di angoscia a causa dei botti di capodanno.

SUGGERIMENTI PER I PROPRIETARI DI CANI
Non mostrarsi troppo protettivi, alimenta le loro paure; tenerli in appartamento, meglio se in una stanza in penombra e lontana dai rumori; minimizzare l’impatto dei botti accendendo la musica; non tenerli legati alla catena, potrebbero strozzarsi; passeggiare con il cane saldamente al guinzaglio, facendo attenzione per i cani anziani e cardiopatici; assicurarsi per tempo che siano facilmente identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta; se l’animale vi sfugge di mano, cercatelo nei canili e comunicate la scomparsa presentando denuncia di smarrimento ai vigili, carabinieri o polizia, e avvisate le associazioni animaliste e i siti Internet che si occupano di cani scomparsi; non rafforzare la loro paura dei botti agitandovi.

CONSIGLI PER I PROPRIETARI DI GATTI
Non guardarli negli occhi, potrebbero diventare aggressivi; manifestare indifferenza accendendo musica o tv; non lasciarli soli in giardino e in balcone perché potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto; preparargli un rifugio alternativo già individuato magari sotto il letto; anticipare l’orario dei bisogni e nei casi più gravi chiedere al veterinario di fiducia un blando sedativo per tranquillizzarli; assicurarsi per tempo che siano identificabili per microchip o tatuaggio; se il gatto scompare cercarlo subito in zona, potrebbe essersi nascosto poco distante da casa; preparare una locandina con foto e numeri telefonici, affiggerla vicino a casa e diffonderla via internet sui siti animalisti.

Inoltre, anche quest’anno, mette a disposizione il proprio “telefono amico” (i volontari rispondono al numero 3926552051) dalle ore 16 del 31 dicembre fino alle ore 3 della notte per dare indicazioni e consigli e nella notte per dare informazioni in merito ai pronto soccorsi veterinari aperti.

Il presidente di Aidaa Lorenzo Croce auspica che le autorità pubbliche vietino e limitino l’uso dei “botti”,
e lancia una petizione
alla quale si può aderire collegandosi al sito
www.firmiamo.it/noaibottidicapodanno.

mercoledì 29 dicembre 2010

PER UNA SPIRITUALITA' CONCRETA

FUGA IN EGITTO
Artista: Vasiliy Myazin (Russia 1936-2008)



IL CENACOLO
MEDITAZIONI PER OGNI GIORNO

ANNO LX - N.1 - GENNAIO - FEBBRAIO 2011
PUBBLICAZIONE BIMESTRALE

meditazioni giornaliere per il culto
individuale e familiare


UN SALUTO

Care lettrici e cari lettori, da metà del 2010,
su
incarico dell'OPCEMI
(Opera per le Chiese
Evangeliche Metodiste in Italia.),
è all'opera un nuovo gruppo,
composto da soli volontari,
che si occupa
dell'edizione italiana del Cenacolo,
tradotta e adattata dal lezionario
Upper Room (U.S.A.) che si pubblica
da 75 anni
in 60 paesi e in circa 80 lingue.
La nuova redazione lavora con entusiasmo
per assicurare la continuità di questo piccolo
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martedì 28 dicembre 2010

CONTRO IL FREDDO ECUMENICO



CONTRO IL FREDDO ECUMENICO

di Luca Baratto




Intervista al Segretario generale
del Consiglio ecumenico delle chiese, Olav Fykse Tveit


Il pastore luterano norvegese Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), è stato recentemente in visita a Roma per incontrare il papa, il cardinale Kurt Koch (presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani), nonché le chiese evangeliche italiane membro del Cec. Domenica 5 dicembre Fykse Tveit ha predicato nella chiesa metodista di via XX Settembre e ha partecipato a un pasto comunitario, incontrando i rappresentanti della Tavola valdese, dell’Opera per le chiese metodiste, della Chiesa luterana e della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Dopo l’incontro con le chiese evangeliche il segretario del Cec ha risposto ad alcune domande rivoltegli dal pastore Luca Baratto, dell’Agenzia stampa Nev.

Olav Fykse Tveit, segretario del CEC incontra Benedetto XVI

Che cosa può dirci del suo incontro in Vaticano con papa Benedetto XVI?
«La mia impressione è stata di un incontro dai toni molto cordiali. In particolare Benedetto XVI ha sottolineato e riconosciuto l’importanza del lavoro del Cec in vista dell’unità della chiesa, incoraggiandoci a ricercare nuovi ambiti di collaborazione per esprimere la comune testimonianza dei cristiani nel mondo. Al papa ho portato tre doni: una teca di legno proveniente dalla Siria per ricordare la comune preoccupazione per i cristiani del Medio Oriente e per le tante sfide che si trovano ad affrontare; dentro la teca ho aggiunto due regali provenienti dalla mia terra, la Norvegia: un libro di poesie e un paio di guanti di lana. Questi guanti vogliono essere un segno per dire che l’inverno, per quanto rigido, può essere una stagione bellissima, se solo ci si equipaggia adeguatamente per difendersi dal freddo. Dico questo a chi afferma che oggi viviamo in una sorta di inverno ecumenico: anche in questa fredda stagione ecumenica possiamo andare avanti e continuare a lavorare per l’unità della chiesa».

Lei è venuto a Roma anche per incontrare le chiese protestanti italiane. Qual è il messaggio che è venuto a portare agli evangelici del nostro paese?
«Prima di tutto vorrei incoraggiare i protestanti italiani a continuare a sentirsi parte e a contribuire a quella comunione mondiale che è il Consiglio ecumenico, con le sue 349 chiese e i 550 milioni di cristiani che esso rappresenta. Noi non siamo soltanto un ufficio a Ginevra, ma una vera comunione di chiese che sono chiamate a essere insieme per rispondere alla chiamata che il Signore rivolge loro.
Ho predicato nella chiesa metodista di Roma sul testo di Avvento di Luca 12, che ci chiede di vegliare, di essere consapevoli di ciò che accade attorno a noi, di essere pronti per la chiamata del Signore. Mi sembra che le chiese evangeliche italiane abbiano sentito e risposto alla chiamata del Signore ad accogliere lo straniero, il migrante, coloro che giungono in Italia per guadagnarsi e ricostruirsi una vita. E questo sono in grado di farlo insieme a tanti movimenti cattolici che hanno la stessa preoccupazione».

Olav Fykse Tveit, segretario del CECÈ ormai da un anno che lei ha assunto la carica di segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese. Quali sono stati i punti più importanti del suo impegno?

«La sfida maggiore consiste nel fatto che ci sono molte aspettative attorno al lavoro del Cec. Questo è un segnale senz’altro positivo di cui mi sono reso conto dai tanti inviti ricevuti da parte di chiese e di partner ecumenici per discutere insieme dei temi che caratterizzano la missione del Cec e che sono al centro della vita delle chiese. A questi inviti ho sempre risposto con molto piacere. In quest’anno di lavoro c’è stato poi uno sforzo per definire un piano finanziario sostenibile per le nostre strutture. Questo però si è accompagnato a una riflessione su ciò che c’è di veramente unico nella missione della nostra organizzazione e a un impegno a rendere le chiese membro sempre più partecipi di quanto accade. Voglio poi segnalare alcuni passi incoraggianti nelle relazioni con il mondo pentecostale e più in generale "evangelicale". Sono stato invitato alla Conferenza mondiale delle chiese pentecostali e anche alla Conferenza missionaria del Movimento di Losanna. In entrambi i casi mi è sembrato di riscontrare un comune interesse verso una chiamata all’unità della missione nel mondo».

Nel considerare le iniziative intraprese nel 2010, sembra che il dialogo interreligioso stia diventando sempre più centrale nella riflessione del Cec. È così?
«Il dialogo con comunità e persone di altre fedi rientra da sempre nelle priorità del Cec. Lo scorso novembre abbiamo avuto a Ginevra una importante consultazione cristiano-islamica, un evento che non esiterei a definire storico perché promosso insieme a due organizzazioni islamiche. Durante la consultazione abbiamo affrontato insieme alcune questioni che hanno evidenziato preoccupazioni comuni. Per esempio, insieme abbiamo potuto esprimere una ferma condanna dell’attentato alla chiesa di Baghdad, avvenuto proprio alla vigilia del nostro incontro. Abbiamo anche parlato del prossimo referendum in Sudan che dovrebbe decidere la secessione delle regioni del sud – a maggioranza cristiana ed animista – da quelle del nord, a maggioranza musulmana. La nostra comune preoccupazione è evitare che questo evento si trasformi in un conflitto religioso. Così è venuta anche la proposta di istituire una sorta di "unità di crisi" cristiano-islamica in grado di intervenire nei conflitti in cui membri e rappresentanti delle due religioni sembrano scontrarsi. Nel mondo di oggi è praticamente impossibile sopravvalutare l’importanza del dialogo interreligioso. Il Cec ha il dovere di portare un’autorevole parola cristiana in questo dialogo, così centrale per le sorti politiche e spirituali del mondo».

Tratto da Riforma del 24 dicembre 2010

e riportato dal sito:

www.chiesavaldese.org

sabato 25 dicembre 2010

E' NATALE OGNI VOLTA CHE...

QUANDO E’ NATALE ?


E’ Natale ogni volta

che si asciuga una lacrima

negli occhi di un bambino.

E’ Natale ogni volta

che si depongono le armi

ogni volta che si firma un accordo.

E' Natale ogni volta

che si interrompe una guerra

e si schiudono i pugni.

E’ Natale ogni volta

che si obbliga la miseria

ad andarsene via.

E’ Natale sulla terra

ogni giorno.

E’ Natale, fratello,

quando c’è l’amore.


Anonimo

tratto da:

Comitato Italiano per la CEVAA,

In Attesa del Mattino,

raccolta di testi di fede,
a cura di Renato Coïsson.


Stampato ma non pubblicato,
Torre Pellice, 1991,

p. 121.