giovedì 5 novembre 2009

Crocifisso. Altre reazioni protestanti alla sentenza della Corte Europea

Roma (NEV), 4 novembre 2009

La presidente dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), la pastora Anna Maffei, si dice non affatto offesa da tale sentenza: “Ridurre Cristo crocifisso in un segno di appartenenza che marca il territorio di uno Stato e difenderlo come simbolo nazionale significa aver completamente travisato la fede cristiana. Cristo si affidò ad una parola nuda da annunciare, non a simboli nazionali da preservare. I cristiani dovrebbero farsi portatori disarmati di questa parola e non pretendere niente".
Il pastore Holger Milkau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), invitando al confronto sereno e dialogico, sostiene che "lo spazio pubblico non è il luogo dove esprimere prepotenze. Ovviamente la croce e il crocifisso sono simboli fondamentali del cristianesimo, ma non devono diventare motivo per oppressioni o liti".
Positivo anche il giudizio del teologo valdese Paolo Ricca citato da "Il Manifesto" di oggi: “Ritengo la sentenza della Corte Europea un provvedimento giusto. In una situazione di pluralismo religioso mi sembra che tale decisione debba essere adottata anche negli uffici pubblici, come le aule dei tribunali, e non solo in quelle scolastiche”.
Anche l'Alleanza evangelica Italiana (AEI) con un comunicato diffuso oggi valuta "molto positivamente" la sentenza della Corte Europea.
L'"Associazione 31 Ottobre per una scuola laica e pluralista degli evangelici italiani" ritiene che questa sentenza sia un'opportunità per il nostro paese di "sprovincializzarsi". Il suo presidente, Nicola Pantaleo, ha dichiarato: "Sostenere che il crocifisso costituisce un dato culturale e storico più che religioso, connaturato all’italianità, è dire il falso e forzare l’evidenza dei fatti. Si dimentica che esso è stato imposto dal fascismo assieme al ritratto del Duce e alla dichiarazione del cattolicesimo come religione di Stato con tutte le perniciose conseguenze che ne sono derivate per la libertà del nostro paese. Si dimentica altresì che la revisione del Concordato del 1984 ha modificato sensibilmente la situazione, cancellando la religione di Stato e rendendo facoltativo l’insegnamento della religione cattolica. Sappiamo che molto difficilmente vedremo i crocifissi rimossi dalle aule nel prossimo futuro ma resta intatto il riconoscimento di un principio sacrosanto in una società moderna e multiculturale, quello per cui nozioni, simboli e riti di una determinata fede religiosa non possono abitare nei luoghi aperti a tutti, che siano scuole, ospedali, uffici o tribunali".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

non sono valdes, ma sottoscriverei tutte le affermazioni sulla sentenza deuropea

storico ha detto...

il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

L'Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

Anonimo ha detto...

Sono valdese da sempre e grazie a Dio non sono d'accordo nel modo più assoluto con la posizione di certi vertici della Chiesa Valdese che cercano solo pretesti per fare la guerra al cattolicesimo. Già hanno creato danni immensi al valdismo polarizzando fortemente a sinistra una Chiesa che nulla dovrebbe aver a che fare con la politica. Il crocifisso è pur sempre una croce, simbolo della cristianità italica che vivaddio esiste eccome. Non ci si può piegare alla dittatura delle minoranze in nome di un laicismo fanatico che assomiglia sempre di più ad un ateismo. Sono quasi sempre andato in scuole statali e non ho mai avuto problemi col crocifisso, pur essendo di famiglia valdese in cui si insegnava a rispettare il prossimo, quindi anche i simboli cattolici. In Italia ce ne sono in ogni angolo pubblico. Che vogliono fare questi (spero pochi) valdesi intolleranti ? Distruggere o modificare tutti gli edifici con simboli "offensivi" ? Siamo al ridicolo.

Un valdese deluso che spera che la luce ricominci a brillare nelle tenebre.

Anonimo ha detto...

ma si dai......la croce deve essere nei cuori, ma puo' stare anche sui muri, nelle santelle, negli ospedali, sulle bare.....la croce non e' radioattiva, non inquina, non e'velenosa,non fa chiasso,non crea problemi, l'uomo la guarda e la croce parla a quello che ha dentro,alcuni non sentono niente altri provano un "qualcosa" altri ancora ne rimangono sconvolti......un'uomo nudo appeso...sofferente.?...morto.?...perche'?