giovedì 7 gennaio 2010
martedì 5 gennaio 2010
Chi porta l’acqua al mulino del mercato
lunedì 4 gennaio 2010
sabato 2 gennaio 2010
DEDICATO AGLI SMEMORATI
Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno e lamiere nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.
Questo testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti.
Ottobre 1912
Non sono passati neanche 98 anni eppure.... quanti smemorati.
Laicita': problema in Piemonte?
"Giorno della laicità, è rissa tra Pd e sinistra "radicale"», «Lite sulla giornata della laicità tra sinistra e maggioranza»: questi i titoli delle edizioni torinesi de La Repubblica e La Stampa, il 15 dicembre scorso. Lì per lì, veniva da chiedersi: «Che cosa avranno ancora combinato questi "laici furiosi"?». Invece, si tratta di una proposta del tutto pacifica fatta nel febbraio 2006, durante le Olimpiadi, dall’Associazione «Più dell’oro», presieduta dal pastore Giuseppe Platone, di istituire una «Giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero» il XVII Febbraio. Perché il XVII Febbraio? Perché è la data in cui, nel 1600, fu arso in Piazza di Campo de' Fiori, a Roma, Giordano Bruno, reo di essersi battuto per la libertà di pensiero, ed è anche la data, come ben sappiamo, nel 1848, dell’Editto di emancipazione con cui Carlo Alberto concesse ai Valdesi (e qualche giorno dopo anche agli Ebrei), non la libertà di culto – come erroneamente scrivono i giornali – ma i diritti civili, il che permise loro di uscire dal ghetto delle «Valli Valdesi» in cui erano stati rinchiusi per oltre quattro secoli.
Così com’è stato istituito il «Giorno della memoria» per ricordare la Shoah, la proposta di «Più dell’oro» intendeva indicare il XVII Febbraio non solo per ricordare l’importanza fondamentale della libertà religiosa ma l’importanza altrettanto fondamentale della «madre di tutte le libertà», ovvero la libertà di coscienza, che comprende sia la libertà di pensiero sia la libertà di religione. Tale proposta fu fatta propria prima dall’assemblea del IV Circuito, quindi dalla Conferenza del II Distretto, infine dal Sinodo valdese 2006, il quale la trasmise al Parlamento nazionale. A livello regionale, fu subito appoggiata dal Comitato torinese per la laicità della scuola e dalla Consulta torinese per la laicità delle Istituzioni, nonché dai partiti Prc, Pdci e Uniti a Sinistra che la posero all’attenzione del Consiglio regionale piemontese. Il 6 luglio scorso, si svolse un’audizione convocata dall’ottava commissione regionale a Palazzo Lacaris a cui erano presenti rappresentanti delle chiese valdese, battista e avventista, della Comunità ebraica e della Consulta per la laicità delle Istituzioni. Incontro molto cordiale che sembrava preludere a un esito positivo della proposta. Invece, il 14 dicembre scorso, la commissione ha espresso un parere negativo per il no del Pdl e della lega Nord e per l’astensione del Pd. Di fronte alle reazioni molte critiche dei partiti della sinistra radicale, il consigliere del Pd Alessandro Bizjak si è giustificato dicendo: «Nessuna bocciatura: ci siamo riservati il voto in aula per meglio valutare l’efficacia della proposta rispetto all’obiettivo che si propone. Intendiamo verificare se su un tema importante come la libertà di coscienza sia davvero utile istituire una giornata dal puro valore simbolico». La proposta andrà dunque in aula con il parere negativo della commissione, il che vuol dire che potrà essere accolta soltanto con il voto favorevole del Pd. Sarà così oppure una proposta così opportuna di questi tempi verrà sacrificata sull’altare (è il caso di dirlo...) di equilibri politici pre-elettorali tra centro sinistra e centro? Da seguire con attenzione.
Tratto da Riforma del 25 dicembre 2009
martedì 29 dicembre 2009
lunedì 28 dicembre 2009
domenica 27 dicembre 2009
Dalla comunità di Dornholzhausen
caro Gusieppe,
cari amici della comunità di Biella,
siamo colpiti del messagio della morte del Signor Gustavo Buratti. La nostra tristezza è grande, perchè abbiamo perso un buon amico.
L'abbiamo consusciuto come un uomo d'un carattere straordinario, un interlocutore premuroso, che sentiva e capiva anche tra le parole cio che si voleva dire senza pronunsciato. L'abbiamo consusciuto come uomo affetuoso e dinamico che dava per i lavori nella comunità dei impulsi importanti durante decenni. Egli era l'esempio buono ache per noi a Dornholzhausen.
Voi e noi siamo due chiese fratelli con Signor Buratti come un pilastro fondamentale durante decenni. Rimaniamo addoloriati, perchè è passato l'aiuto che veniva da lui anche per noi.
Ciò nonostante, nella nostra tristezza c’è anche una grande gratitudine, perchè abbiamo avuto tra di noi un umo come lui. Vogliamo ringraziare al nostro Signore per tutto, cosa ci ha dato per mezzo del defunto: per l'affetto, il sostegno, la sicurezza, il coraggio e la lungimiranza che portava nella vita. La parola della Bibbia per il giorno di oggi, del 18.12.2009 dice: "L'Eterno, di oggi Dio ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiam fatto" (Giosue 24,17). Guesto è vero, è realta, l'abbiamo imparato e visto nella vita del Signor Gustavo Buratti. Egli rifeltteva per noi della carita del cuore del nostro Dio.
Il Signor Gustavo Buratti sapeva bene, che la vita non finisce con la morte, abbiamo il Signor Gesù Christo risorto della morte. Che ha promesso a dare ai suoi la vita nuova nel eternità.
Noi vi auguriamo di poter tenere fermo questa consolazione. Abbiamo fuducia che il Signore proteggerà la strada della vostra vita ache domani e tutti i giorni che verrranno, anche quando dovete camminare nel buio.
Avete fidicia, il Signore che ha superato la morte è sempre da Voi, è il buon pastore per Voi, per noi titti.
Chi salutiamo di cuore ed anguriamo un Natal benedetto.
Per la comunità die Dornholzhausen, la Vostra chiesa sorella
Andreas Fischer (Presybterio)
Stefan Schrick (pastore)
http://www.waldenserkirche.de/nachrichten/gustavo-buratti
sabato 26 dicembre 2009
QUANDO È NATALE?
E’ Natale ogni volta
che si asciuga una lacrima
negli occhi di un bambino.
E’ Natale ogni volta
che si depongono le armi
ogni volta che si firma un accordo.
E’ Natale ogni volta
che si interrompe una guerra
e si schiudono i pugni.
E’ Natale ogni volta
che si obbliga la miseria
ad andarsene via.
E’ Natale sulla terra
ogni giorno.
E’ Natale fratello,
quando c’è l’amore.
Anonimo
(tratto da:
In attesa del mattino, p. 121)
giovedì 24 dicembre 2009
mercoledì 23 dicembre 2009
TAVO BURAT - PREGHIERA DOLCINIANA
Diceva Dolcino:
"Per pregare Dio,
la chiesa consacrata non vale di più di una stalla di cavalli o di porci.
Si può adorare Cristo nei boschi come nelle chiese, anzi meglio."
PREGHIERA DOLCINIANA
Sogno una chiesa che marcia verso il suo Maestro.
Sogno una chiesa che perda il suo tetto,
ed al suo posto non abbia che il cielo,
le nuvole del sole ed il mite chiarore delle stelle.
Sogno una chiesa senza porta né serratura,
dove si possa entrare ed uscire liberamente,
perché il dentro ed il fuori sono un tutt'uno.
Sogno una chiesa che non lasci alcuno fuori dalla porta,
che non cerchi sicurezza e che non abbia chiave.
Sogno una chiesa i cui muri si dissolvano e si perdano,
così che la luce penetri da ogni lato; una chiesa nella libertà,
che non dia importanza a ciò che è,
né ai suoi limiti né alle sue frontiere;
una chiesa che offra in sacrificio a Dio i suoi muri ed il suo campanile, nella chiarezza luminosa dei cieli.
Sogno una chiesa trasparente come il vetro, ed anche di più, una chiesa che sia libera ed aperta quanto il mondo intero,
nella quale ognuno percorre gioioso e pieno di fiducia il proprio sentiero, in cammino incontro alla gente.
martedì 22 dicembre 2009
A TAVO
"Allegri, state allegri,
perchè io son col Padre".
Ma questo vuoto è grande,
e che peso il distacco
da un uomo come te.
Con l'entusiasmo ci travolgevi,
con la saggezza ci ristoravi.
Come un padre
a volte dicevi:
"Brava"
e mi appagava
la consapevolezza
d'aver fatto il dovuto
con te garante
della mia Fede.
Cercherò l'allegria
nelle cose che amavi:
nei tuoi monti
e nelle tue poesie.
Cercherò ancora
il tuo amore
nei minimi e negli ultimi
ch'erano nel tuo cuore.
Il Ricordo di Giuseppe Platone
non venisse centrifugata dagli imperativi del mercato. Tavo ci mancherà moltissimo. Mancherà alla sua famiglia, alla sua città, alla nostra chiesa, alla nostra società. Un intellettuale contro corrente, sapeva mettere insieme gli opposti nella difesa di valori importanti, essenziali, veri. L'avevo conosciuto ad Angrogna quando a metà degli anni settantà salì alle Valli valdesi con un gruppo di amici, partecipò al 17 febbraio e ci parlò di Fra Dolcino...era il suo grande tema che, con gli anni, è diventato anche nostro . Quanti ricordi in quelle giornate dolciniane di settembre e quanta calorosa accoglienza nei culti del suggestivo tempio di Pièdicavallo in piemontese, quando
intonava l'inno che non poteva mai mancare. Sapremo raccogliere la sua eredità così schiettamente schierata a favore dei deprivati? O faremo solo della retorica ? Tavo ci ha insegnato, sino al suo ultimo gesto, che nella testimonianza cristiana che annuncia il capovolgimento, che costruisce giustizia e condivisione, che bisogna giocarsi la faccia, che c'è una sola etica che vale in pubblico come nel privato, che Dio vuole autenticità in un mondo di menzogne in cui non si fa nulla senza un preciso tornaconto. Il Signore ha donato per tanti anni Tavo alla nostra chiesa e alla nostra società come messaggio profetico concreto, ci ha rilanciato, ci ha fatto sognare mille volte un mondo nuovo di giustizia e fraternità. Ci sia dato di non sciupare l'eredità morale, culturale e spirituale che Tavo ci lascia ma di proseguirla nell'attesa in cui saremo di nuovo insieme nella luce del Risorto. Purtroppo non posso oggi essere con voi per il funerale perchè chiudo ogni lunedì Riforma che per tanti anni ha ospitato i suoi scritti, le sue riflessioni e qualche sana polemica. Con mia moglie Daniela, con tutti i redattori e tanti amici che Tavo aveva sia a Torino che a Milano dove ora mi trovo, saluto con profondo affetto Bruna e i loro tre figli, chiedo al Signore di aiutarvi ad attraversare la stagione dolorosa della separazione da un uomo straordinariamente libero e fraterno.
Buon coraggio! Vostro Giuseppe Platone




