lunedì 4 agosto 2008

L’ora dei carburanti alternativi

I continui aumenti di petrolio e derivati fanno riconsiderare l’uso di gpl e metano. Nell’esperienza di chi lavora sugli impianti e nelle stazioni di servizio il mercato si sta estendendo; lo rallenta parzialmente, una rete distributiva non ancora paragonabile a quella tradizionale.

Davide Rosso, Piervaldo Rostan

Il prezzo del petrolio è alle stelle e il costo dei carburanti da esso derivati, diesel e benzina, sale a quota 1, 540 e oltre. Chi viaggia in automobile cerca «vie alternative» di rifornimento e in diversi, abbiamo scoperto anche facendo un rapido giro esplorativo nelle concessionarie del Pinerolese, prendono informazioni e in alcuni casi si orientano verso il metano o il gpl, derivato dal petrolio ma meno caro dei carburanti per così dire «più classici». In media un pieno di gpl costa intorno ai 20-30 euro e si percorrono circa 400-450 chilometri. Ovviamente il costo varia in base alla potenza del motore e all’utilizzo del mezzo ma in ogni caso si tratta di costi più che competitivi, visto che un pieno di benzina o di gasolio oggi può costare dai 60 agli 70 euro. Stiamo quindi per assistere alla corsa verso ai mezzi alimentati a gas, sia esso gpl o metano, come qualche anno fa si è fatto con il diesel?

«La crisi si sente – dice Davide Gallarà, insieme a Guido Genre titolare di due impianti di carburanti in Provincia di Torino, uno a Luserna San Giovanni e l’altro a Collegno –; a Luserna si tiene grazie al prezzo competitivo, mentre nella realtà metropolitana si perde circa il 15%, un dato comune agli altri marchi e legato alle buona disponibilità di servizi di trasporto pubblico e alla scelta conseguente di utilizzarli».

Le società in media denunciano comunque un calo di circa l’8%, ma almeno per il momento non è che il gpl stia prendendo molto piede; i dati del 2006 dicono che in Provincia di Torino si sono venduti oltre 632 milioni di litri di benzina, 559 milioni di gasolio e 39 milioni di gpl. «Il problema reale del “gas” sono i punti vendita – aggiunge Gallarà –: sono pochi e i tempi di carico sono più lenti. Se duecento persone scendessero dalla val Pellice a Pinerolo dove ci sono due punti vendita si avrebbero già code di una certa consistenza…».

Ma per poter utilizzare il gpl o il metano ci vuole una vettura attrezzata con un impianto particolare. Come è la situazione vista dall’osservatorio dei concessionari? «Il numero delle persone che viene a chiedere informazioni e che si orienta verso il gpl – dice Giordano, rivenditore di autovetture e installatore di impianti a gpl a Porte – è in crescita. I problemi semmai sono legati al rifornimento dei bomboloni da installare che in Italia sono prodotti solo da un paio di ditte».

La richiesta insomma pare esserci, anche se andando a guardare l’offerta delle ditte produttrici di auto emerge come non siano poi in molte a proporre auto «pensate a gpl o metano». Qualche concessionario, anche a Pinerolo tiene pronti in officina i kit per la trasformazione, peraltro abbastanza «veloce» da realizzare e quindi, a richiesta, offre in vendita auto già «trasformate». Qualche casa produttrice poi, come la Fiat, ha fatto la scelta del metano installando su alcuni suoi modelli impianti alimentati con questo carburante, meno inquinante tra l’altro, che però non ha ancora una rete di distribuzione abbastanza capillare. Fa il pieno sicuramente più facilmente chi si orienta sul gpl, anche se comunque occorre tenere conto che per il rifornimento non si può contare sul «fai da te» (e quindi se si è senza gas la domenica o si va in autostrada o si ritorna alla «vecchia» benzina – tutti gli impianti garantiscono la scelta fra l’una o l’altra alimentazione).

In genere comunque la rete del «gas» come carburante è ancora abbastanza contenuta: a fine 2005 in Piemonte c’erano 24 soli impianti a metano (la tendenza però è all’aumento) e 199 a gpl; e dire che le accise statali sul gpl sono circa un quarto di quelle sulla benzina, pur essendo le più alte nell’Unione europea. Il Pinerolese da questo punto di vista non è sicuramente malmesso, con tre impianti che forniscono gpl e uno metano.

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